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pubblicato: venerdì, 26 gennaio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: addio bonus 500 euro, la proposta dell’Aran

Rinnovo contratto scuola: addio bonus, proposta Aran

Rinnovo contratto scuola: addio bonus 500 euro, la proposta dell’Aran.

La domanda è se la trattativa sul rinnovo contratto scuola giunga a conclusione prima del 4 marzo. La risposta non potrebbe essere che affermativa, a pensarci bene. Ma la strada è ancora in salita e il lungo silenzio di questi giorni non fa altro che peggiorare la situazione. Sono emersi perfino degli attriti tra docenti e sindacati e la proposta di non firmare il contratto lanciata da alcuni sindacati di settore potrebbe anche peggiorare la situazione, con il Governo che potrebbe firmare un atto unilaterale. Tuttavia, come riporta l’edizione cartacea del Messaggero, una piccola svolta potrebbe esserci stata. In particolar modo la proposta dell’Aran di far confluire in contrattazione il bonus merito, ma non il bonus formazione, che resterebbe dunque in vigore.

Rinnovo contratto scuola: bonus merito in busta paga?

Quando la parte economica del rinnovo contratto scuola sembrava essere giunta al termine, ecco che arriva una piccola svolta. I sindacati avevano infatti chiesto a più riprese di far confluire le due novità introdotte con la buona scuola (bonus merito e bonus formazione) per incrementare le risorse e garantire un aumento stipendio dignitoso a tutti. Secondo quanto riporta il quotidiano romano, l’Aran ci avrebbe pensato, ma avrebbe deciso di far confluire nelle buste paga solo i circa 200 milioni del bonus merito; mantenendo così vivo il bonus formazione.

La scelta è ricaduta sul bonus merito forse anche perché è uno degli elementi più discussi dalle parti interessate dell’ultima riforma della scuola. E probabilmente anche perché, essendo a discrezione dei dirigenti scolastici, si vorrebbe come togliere loro una parte di quel “potere” che i docenti non mandano giù; già timorosi di un peggioramento delle condizioni (orarie e mansionali) di lavoro con il nuovo contratto.

Rinnovo contratto scuola: docenti vilipesi

Tensione anche tra insegnanti e sindacati. La presidente dell’Associazione Docenti e Dirigenti Scolastici Italiani, Alessandra Cenerini, ha puntato il dito contro i sindacati, in un comunicato diffuso sul sito dell’associazione. Chi dovrebbe difendere la categoria, infatti, starebbe affrontando la trattativa, senza interpellare le parti direttamente interessate, ovvero gli insegnanti.

Le accuse non sono certo leggere. “I sindacati sono solo interessati alla riconquista del loro potere contrattuale”, oltre all’ufficializzazione di quei miserevoli 85 euro lordi medi che vanno sotto il nome di aumento stipendio. E inoltre, a “mettere probabilmente tutto nel fondo di istituto da gestire attraverso le RSU”. La Cenerini rivela che “questa è esattamente l’organizzazione del lavoro in vigore da 20 anni che si sa bene a quali risultati ha già portato fin qui”. Con la campagna elettorale entrata nel vivo e l’election day del 4 marzo alle porte, l’esito della trattativa appare quasi scontato secondo l’ADI. Così come rimane scontato il “palo” a cui rimane ancorata la professione docente.

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