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pubblicato: lunedì, 5 febbraio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: manca ancora l’accordo, salta l’aumento?

Rinnovo contratto scuola: manca accordo, salta aumento?

Rinnovo contratto scuola: manca ancora l’accordo, salta l’aumento?

Nei prossimi giorni dovrebbe chiudersi anche il contratto degli Enti Locali. Così resterebbe il rinnovo contratto scuola a essere in sospeso. E quando mancano sempre meno giorni all’election day del 4 marzo, l’ipotesi che la trattativa possa chiudersi entro quella fatidica data comincia seriamente ad allontanarsi dalla realtà effettiva delle cose. Da quanto si viene a sapere, non sono ancora state previste ulteriori riunioni sul comparto, mentre in settimana potrebbe chiudersi il rinnovo degli Enti Locali e anche a breve. Il comparto scuola, più penalizzato e con una trattativa più difficile, è bloccato nelle spire delle tensioni. Oltre che con il Governo, adesso i docenti se la prendono pure con i sindacati confederali, rei di non badare al bene della professione insegnante. E il timore che alla fine neppure l’aumento stipendio arriverà prima del 4 marzo diventa più concreto.

Rinnovo contratto scuola: le ultime notizie

In un recente comunicato i sindacati avevano parlato delle condizioni per chiudere presto la questione. E partire almeno con l’aumento stipendio, gettando le basi per un contratto che avrebbe interessato il prossimo triennio 2019-21. L’ipotesi che solo l’incremento salariale si concretizzasse era già stata paventata nei giorni scorsi. Tuttavia, oltre alla parte economica certamente esigua e poco soddisfacente, a tenere banco è anche la questione normativa. Con una nota diffusa da Orizzonte Scuola, Anief ha ribadito le linee principali di questi giorni, informando che a Trento si vorrebbe sperimentare “il nuovo modello organizzativo-compensativo che il Governo intende inserire nel rinnovo nazionale”. Vale a dire, più ore di lavoro obbligatorie e non retribuite per i docenti; più ore di aggiornamento a costo zero. E meno potere al Collegio dei Docenti.

Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, non ci sta. “Invece di assumere altre professionalità, che ogni giorno operato nelle scuole come precari e già selezionate, si continua a tartassare quelle già in essere. A cui prima si dice che non ci sono i soldi e poi si rifilano mansioni obbligatorie non retribuite”. Una buona notizia per i datori di lavoro, forse, ma non certo per i lavoratori. Gli aumenti da fame, l’incremento delle mansioni senza retribuzione aggiuntiva, il possibile potenziamento del Collegio dei Docenti, “peggiorano di molto la vita di chi opera professionalmente nei nostri istituti”.

Per combattere tali ingiustizie e chiedere un trattamento più equo, Anief ha organizzato una serie di scioperi che termineranno il 23 marzo a Roma, in concomitanza con l’inizio della nuova legislatura e l’insediamento delle nuove Camere.

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