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Elezioni 2018: campagna elettorale, quanto incidono le fake news?

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Elezioni 2018: campagna elettorale, quanto incidono le fake news?

Le tanto attese elezioni 2018 sono ormai alle nostre spalle, mentre di fronte abbiamo ora l’impasse politico-istituzionale che hanno prodotto. Mentre ci si interroga su quale sarà il futuro premier; quale esecutivo presiederà e sulle colpe di una legge elettorale che già preludeva uno scenario di ingovernabilità, le notizie false – fake news – continuano a proliferare e ad essere usate come armi. Sia per destabilizzare l’avversario politico che le masse, queste ultime reali vittime, quando non carnefici, della cattiva informazione.

Interessante è il punto di vista espresso in un articolo su Il Dolomiti, dove viene messo in evidenza un cambiamento post-urne nell’atteggiamento, sui social e nel web in generale, dei partiti “vincitori” e della loro base elettorale.

Elezioni 2018, campagna carica di insulti

In effetti, durante questa ultima campagna elettorale, abbiamo visto le forze politiche – soprattutto Lega e M5s – in presidio continuo sui social network; molto, forse troppo spesso però la terminologia utilizzata nei post è risultata essere violenta ed offensiva. Volta quindi più alla demonizzazione dell’avversario che al confronto; motivo per cui anche la qualità dei contenuti veicolati in questi ultimi mesi ci ha rimesso, e non poco.

Sono tanti gli esempi, oltre che di post pieni di insulti, anche di quelli finalizzati ad infamare o a diffondere contenuti falsi e tendenziosi. Ricordiamo ad esempio il post che è circolato con la foto del presunto nipote della presidente della Camera Laura Boldrini che, assunto come portaborse, avrebbe ricevuto lauti stipendi; o quello riguardante i permessi ztl della moglie dell’ex premier Matteo Renzi. Tutti insomma diretti a colpire le istituzioni e chi, fino a poco fa, le rappresentava; ad oggi questo proliferare di fake news da una parte si è placato, dall’altro ha semplicemente cambiato sia mittenti che destinatari.

Elezioni 2018, chi la fa la aspetti?

Sì perché, anche se non proprio nettamente, i ruoli si sono invertiti; chi era maggioranza oggi è opposizione, e viceversa. Ed ecco arrivare, solo qualche giorno dopo i risultati delle elezioni, la fake news circa i Caf di Bari “presi d’assalto” dai richiedenti il reddito di cittadinanza; questi ultimi, chiaramente, sono stati bollati come elettori del M5s “illusi e abbandonati” dalle promesse elettorali grilline.

Che qualche richiesta ci sia stata davvero è indubbio, ma che si sia trattato di un’ondata probabilmente no; ma, come normale la notizia, rimbalzando dai giornali, al web, alle tv, ha acquisito in poche ore risonanza nazionale ed è diventato un fatto utile a screditare e gettare fango sul movimento pentastellato. Chi la fa la aspetti, si potrebbe dire, ma questo non è un gioco, o almeno non dovrebbe; sta di fatto però che anche il centrosinistra, o i suoi elettori medi, si sta dimostrando capace di utilizzare la macchina del fango. Una macchina che, se guidata in un certo modo e utilizzata ogni giorno, può portare davvero lontano; nel senso che la diffusione di contenuti “fake”, abbinata alla loro viralità, può provocare danni molto seri perché vizia l’informazione e contribuisce ad abbassarne il livello.

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ultima modifica: martedì, 13 Marzo 2018