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pubblicato: mercoledì, 27 giugno, 2018

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Pensioni ultime notizie: Quota 100 da gennaio, sindacati ‘non va fatta’

Pensioni ultime notizie: Quota 100 da gennaio, per sindacati non va bene

Pensioni ultime notizie: Quota 100 da gennaio, sindacati ‘non va fatta’.

Dalla cancellazione della Legge Fornero con Quota 100 alla volontà di respingere anche questa misura. Sulle pensioni ultime notizie denotano l’insoddisfazione dei sindacati di fronte agli “spot e annunci improvvisati” del governo, per dirla con Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil. I sindacati vogliono vederci chiaro sulla proposta che è stata salutata come una delle misure finalizzate a superare la Legge Fornero. Ma il requisito anagrafico minimo consente di uscire minimo a 64 anni (con 36 anni di contributi) non piace a tutti. Non piace ai sindacati e non piace a tutti quei soggetti che verrebbero penalizzati dalla soluzione. Magari quegli stessi che con l’attuale Ape social hanno la possibilità di uscire prima.

Pensioni ultime notizie: la Cgil su Quota 100

Per Roberto Ghiselli della Cgil non sembra ci siano i presupposti “per fare una discussione su una vera riforma delle pensioni”. Quota 100 e Quota 41 non vanno bene così come sono state pensate. “Per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che al momento non ci sono”, scrive Ghiselli in una nota. Il paletto anagrafico va invece a penalizzare moltissime persone; “perché presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante; introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere”. Il pensiero della Cgil è rivolto ai disoccupati, agli invalidi, ai cassaintegrati, a chi effettua lavori gravosi; insomma a chi ha avuto una carriera discontinua e non può usufruire di una soluzione di flessibilità che gli consenta di raggiungere i requisiti per andare in pensione.

Pensioni ultime notizie: Cgil, “Pensare ai giovani”

Non solo. Anche donne e precari sarebbero penalizzati dalle idee del governo sul fronte previdenziale. Si tratta anche di una questione geografica per Ghiselli: “Al Nord hanno una carriera previdenziale costante e requisiti di un certo tipo”. Quota 41 e Quota 100 possono anche andare bene, ma soprattutto l’ultima deve essere ripensata, per far sì che non siano penalizzati neppure i giovani di oggi.

Ghiselli ha parlato anche di pensione di cittadinanza. Definendola però un “meccanismo pericoloso, del tutto slegato dalle storie delle persone, che disincentiva il versamento dei contributi previdenziali per la costruzione del montante pensionistico”. Infine Ghiselli ha fatto notare come nell’agenda di governo manchino “proposte di medio-lungo periodo”. Ed è una lacuna questa molto profonda, perché “fra trent’anni si avrà a che fare con una bomba sociale; cioè un futuro di una generazione intera di pensionati poveri. Occuparsene a quell’epoca? Sarà troppo tardi. Bisogna parlarne oggi”.

Pensioni ultime notizie: sindacati vogliono risposte concrete

Il pensiero di Ghiselli va anche ai “pochi” passi avanti fatti fino a questo momento. Dal rafforzamento della quattordicesima, all’introduzione dell’Ape sociale; dal primo intervento sui precoci alla cumulabilità dei contributi, passando per altri interventi sulla previdenza integrativa. “Stiamo ragionando con Cisl e Uil per sfidare il governo a darci risposte concrete”. Prossimo appuntamento? La Legge di Bilancio.

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