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pubblicato: venerdì, 27 luglio, 2018

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Pensioni ultime notizie: Quota 100 e 41, cosa si rischia. Allarme Cottarelli

Pensioni ultime notizie: Quota 100 e 41, allarme Cottarelli

Pensioni ultime notizie: Quota 100 e 41, cosa si rischia. Allarme Cottarelli.

Sul fronte pensioni ultime notizie riportano le parole di Carlo Cottarelli che commenta le misure Quota 100 e Quota 41, elencandone rischi e possibili conseguenze. Si tratta di un piccolo attacco al governo e alle sue strategie, ma soprattutto di un focus su ciò che potrebbero comportare le decisioni del nuovo esecutivo in tema previdenziale. L’ex commissario alla spending review è sempre stato piuttosto critico con le soluzioni proposte nel programma di governo; e in particolar modo su quelle soluzioni finalizzate al superamento della Legge Fornero. A oggi, tuttavia, Quota 100 e Quota 41 sono ancora lontane dall’essere inserite insieme nella prossima Legge di Bilancio.

Pensioni ultime notizie: Quota 100 e 41, alert Cottarelli

Sul tema Italia e debito pubblico, Business Insider Italia ha dapprima pubblicato un intervento dell’ex sottosegretario al Tesoro del governo Monti Gianfranco Polillo. A cui è poi seguito un recente articolo di Carlo Cottarelli, che non ha risparmiato nuove critiche al governo gialloverde. Polillo aveva infatti sostenuto il bisogno di incrementare la crescita tramite un programma di investimenti pubblici. Quindi, tale programma, avrebbe dovuto essere finanziato tramite “maggiori deficit evitando di porre come tema prioritario la riduzione del debito”, destinato presumibilmente anche ad aumentare. Un approccio questo che per Cottarelli è indubbiamente “più realistico di quello secondo cui un aumento del deficit porterebbe a una riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil”; senza dimenticare il residuo di risorse per finanziare misure costose come flat tax, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni, per l’appunto con Quota 100 e 41. Il ragionamento di cui sopra deve però scontrarsi con alcuni problemi.

Pensioni ultime notizie: il nodo mercati finanziari

L’equazione è semplice. “Se avessimo un debito più basso potremmo prendere qualche maggior rischio sul lato del deficit e del debito; ma il debito pubblico resta il secondo più alto nell’area dell’euro dopo la Grecia”. E non è che stia scendendo. Un maggiore deficit potrebbe quindi determinare un incremento dei tassi di interessi. Questo significherebbe che i maggiori investimenti “non avrebbero neppure un effetto sul Pil”. Ci si potrebbe auspicare un intervento dalla Bce, ma dal desiderio alla realtà la strada è piuttosto impervia. Anche perché “le attuali regole di comportamento della Bce vanno più o meno bene a quasi tutti i Paesi europei. Pensare di cambiarle è illusorio”.

Pensioni ultime notizie: il rischio shock recessivo

Cottarelli immagina un aumento non immediato dello spread. Ipotesi complicata, visto quanto successo nei mesi scorsi. Ma ipotizzando uno scenario in cui lo spread non schizzi subito alle stelle, il rischio potrebbe essere quello di uno shock esterno. “Uno shock recessivo porterebbe a un ulteriore aumento del deficit (a meno di introdurre misure restrittive e quindi pro-cicliche)”. Una recessione, anche limitata, avrebbe come conseguenza un aumento del rapporto tra debito e Pil. E le scommesse sull’Italia fuori dall’euro ripartirebbero senza freni. Inoltre, “lo spread salirebbe aggravando la recessione (come accadde nel 2011)”.

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Pensioni ultime notizie: cosa frena la crescita

Polillo consigliava di puntare sulla domanda interna per favorire la crescita. Ma Cottarelli lo smentisce. “La nostra crescita è frenata da una insufficiente domanda esterna”. La bassa crescita del nostro Paese è iniziata nei primi anni 2000, con l’entrata nell’euro. “Il calo non è stato dovuto a minore spesa pubblica, che anzi in quel periodo cresceva parecchio. È stato dovuto a una perdita di competitività e di quote di mercato in termini di volumi di esportazioni. Per l’intera economia il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto dal 1999 al 2008 di circa 30 punti percentuali; mentre è rimasto fermo in Germania”. Concludendo, Cottarelli focalizza l’attenzione sulla crescita della domanda esterna e sulle riforme che possano rilanciarla; “riforme per ridurre i nostri costi di produzione e favorire gli investimenti privati per accrescere la produttività”. Le riforme che servono a favorire la crescita dell’Italia riguarderebbero così un taglio della burocrazia, una riduzione delle tasse (finanziata dai risparmi sulla parte della spesa improduttiva); la lotta all’evasione fiscale, il miglioramento della pubblica amministrazione.

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