pubblicato: sabato, 22 Set, 2018

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Bolletta luce, gas e acqua non pagata: cosa si rischia se non arriva

Bolletta luce acqua e gas non pagata: rischi

Bolletta luce, gas e acqua non pagata: cosa si rischia se non arriva.

Rischi bolletta in ritardo: gas, luce e acqua


Le bollette della luce, del gas e dell’acqua sono appuntamenti consueti per i contribuenti; di certo non apprezzati, ma comunque dovuti per ottenere un servizio indispensabile. Senza il pagamento di una di queste bollette, infatti, i rischi sono molteplici. E sono sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello puramente pratico, come ad esempio lo stacco della luce o del gas. Un fatto che spaventa i cittadini consiste nel dimenticarsi una bolletta da pagare entro la scadenza prevista; o, ancor peggio, che la bolletta arrivi nella cassetta postale dopo la scadenza del pagamento. È già successo, succede e continuerà a succedere.

Anche per questo motivo molti preferiscono la domiciliazione bancaria delle bollette, al fine di non doversi ricordare ogni mese o bimestre. Altri invece preferiscono pagare fisicamente di bolletta in bolletta, forse per evitare di pagare comunque anche in caso di errori. Ma tornando al discorso di cui sopra, se una bolletta arriva in ritardo, si va incontro a sanzioni? Quali sono i rischi e la procedura prevista in tali casi?

Bolletta luce, acqua e gas non pagata: cosa succede

Bolletta luce non pagata, corrente staccata. La consequenzialità risulta logica, ma la “punizione” non è immediata. Qualora non sia stata pagata una bolletta, la società notifica al contribuente un sollecito di pagamento. In tale avviso sarà notificata la nuova data, che sarà anche il termine ultimo, entro il quale pagare la bolletta. Quest’ultima non dovrà essere inferiore a un certo lasso di tempo, qui di seguito indicato.

  • 20 giorni: dall’emissione della raccomandata;
  • 15 giorni: dall’invio della raccomandata;
  • 10 giorni: dalla consegna della raccomandata.

Inoltre sarà indicata anche la modalità con la quale l’utente dovrà inviare comunicazione dell’avvenuto pagamento, onde evitare lo stacco della corrente. Infine saranno elencati anche i costi delle eventuali sospensioni o riattivazioni della fornitura. Inoltre, se l’utente è moroso e il suo comportamento è reiterato, saranno inclusi anche aumenti economici, ovvero i cosiddetti interessi di mora. Questi ultimi vanno considerati a seconda dei giorni di ritardo del pagamento; nonché al tasso di riferimento ufficiale con maggiorazione del 3,5%.

Bolletta luce, acqua e gas non pagata: sospensione fornitura, quando avviene e come difendersi

La sospensione della fornitura avviene dunque se la bolletta non viene pagata neppure dopo il sollecito di pagamento. Per richiedere la riattivazione bisognerà prima di tutto pagare il debito; quindi inviare la comunicazione di avvenuto pagamento (con prova) alla società di fornitura, richiedendo pertanto l’attivazione dell’utenza. Quest’ultima può avere un costo, comprendente la riattivazione stessa, gli oneri amministrativi e altre voci che saranno specificate nel sollecito di pagamento.

Di contro, anche la fornitura deve essere riattivata entro un determinato lasso di tempo. Più precisamente la riattivazione deve avvenire entro le 48 ore successive. Qualora questa tempistica non venisse rispettata, allora spetterebbe all’utente pretendere un risarcimento economico, che potrebbe avvenire tramite detrazione nella bolletta successiva. Si parte così da 35 euro se l’attivazione avviene nel doppio del tempo prestabilito; il risarcimento raddoppia a 70 euro se il tempo impiegato è il triplo; se invece si supera anche il triplo, il risarcimento a favore dell’utente può arrivare a 105 euro.

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Bolletta luce, acqua e gas arrivata in ritardo: cosa fare

La questione che impensierisce gli utenti è la seguente. Se la bolletta arriva in ritardo, comunicando dunque una data già passata come scadenza del pagamento, come tutelarsi? Come riporta La Legge Per Tutti, della questione se ne sta occupando l’Agcom, che sta interrogando gli attori principali coinvolti nella diatriba. Già la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di inserire in fattura la data della spedizione della raccomandata; il che può indirizzare le responsabilità verso altri destinatari, come ad esempio le Poste. Sulla questione si attende comunque una risposta definitiva dopo il 25 settembre 2018, data nella quale l’argomento diventerà oggetto di risoluzione da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico.

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