Influenza dicembre 2018: sintomi intestinali e contagio. Come curare

Pubblicato il 27 Dicembre 2018 alle 06:38 Autore: Daniele Sforza
Influenza dicembre 2018 sintomi
Influenza dicembre 2018: sintomi intestinali e contagio. Come curare

Sintomi e contagio influenza a dicembre


Influenza dicembre 2018: tra gli argomenti più cercati dagli italiani, che già cominciano ad accusare il colpo. L’influenza mieterà diverse vittime tra l’ultimo mese del 2018 e il primo mese del 2019, periodo nel quale è previsto il picco. Tuttavia l’intensità di questa epidemia non dovrebbe essere forte come quella dell’anno scorso. I dati previsionali stimano infatti un’intensità media. La notizia può incoraggiare, ma non rassicurare, perché il consiglio di medici ed esperti è quello di non sottovalutare l’influenza che sta per colpire molti italiani. Non prenderla sottogamba, insomma, e cerca di prevenire al meglio la possibilità di contrarre la febbre.

Influenza dicembre 2018: sintomi e cura

L’influenza si mostrerà con i suoi classici sintomi. Innalzamento della temperatura corporea, problemi alle vie respiratorie (mal di gola e naso chiuso), mal di testa, dolori alle ossa, stanchezza, mancanza di appetito. Sono queste, infatti, le avvisaglie più frequenti che accompagnano l’arrivo dell’influenza. I soggetti più a rischio? Come ripetuto ogni anno i bambini e gli anziani, oltre ai soggetti che soffrono di patologie croniche e alle donne in gravidanza. I principali problemi potrebbero colpire chi soffre già di patologie respiratorie, le quali potrebbero aggravarsi all’arrivo dei sintomi sopraccitati che colpiscono proprio le vie respiratorie.

Essere contagiati dalla influenza è piuttosto semplice, soprattutto durante un’epidemia in corso e la crescita del numero dei febbricitanti. I quali magari, noncuranti delle conseguenze, sono ancora “a piede libero”, per sbrigare pratiche professionali o della vita quotidiana, starnutiscono e parlano con altri, stringono mani, tossiscono, consentendo così al virus di girare e di attaccare le persone più vulnerabili. Nella persona contagiata l’influenza può manifestarsi fino a 24-48 ore dopo il contagio e generalmente si supera in 3-4 giorni, anche se in alcuni soggetti la convalescenza può durare fino a una settimana e oltre, a seconda dei casi specifici.

Quali precauzioni prendere? Lavarsi spesso le mani, soprattutto quando si proviene da autobus o da luoghi di lavoro o comunque da posti affollati. In questi casi è sconsigliabile portarsi le mani (che hanno toccato cose e persone) alla bocca, al naso o agli occhi. Un’altra cosa importante da tenere a mente, se ormai è troppo tardi e si è presa l’influenza, è quella di riposare. Si guarisce meglio dedicandosi al riposo assoluto, chiuso al caldo delle mura domestiche, che affrettando i tempi per motivi professionali o altro. Naturalmente la maggiore precauzione da prendere consiste nel vaccino antinfluenzale, che protegge per almeno sei mesi da un contagio, limitando fortemente gli effetti nefasti dell’influenza stagionale. Tutti possono fare il vaccino, ma in misura maggiore le categorie di persone a rischio che abbiamo citato in precedenza.

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Influenza dicembre 2018: sintomi virus intestinale e come curarsi

Solitamente l’influenza intestinale è diversa dall’epidemia influenzale stagionale e dipende quindi da altre tipologie di virus. I sintomi più comuni sono dati dalla nausea, dal vomito e dalla diarrea. I sintomi dell’influenza intestinale possono essere simili anche a quelli dell’influenza normale, soprattutto quando aggiungiamo giramenti di testa, senso di stanchezza e mancanza d’appetito.

Per curarsi servirà prestare molta attenzione a cosa consumiamo. Nel primo giorno di malattia, infatti, è consigliabile reidratarsi con tè caldo e, se l’intestino ce lo permette, mangiare qualche fetta biscottata. Riso in bianco e fette biscottate saranno infatti parte integrante di una dieta che cambierà drasticamente per qualche giorno le nostre abitudini alimentari. Le uniche verdure che si possono consumare sono le carote cotte, ma anche le zucchine, magari per dare un po’ più di sapore al riso in bianco. Anche la mela è un frutto sano. Giorno dopo giorno, gradualmente, riprenderemo a mangiare correttamente, ma ci si dovrà ricordare di masticare bene e lentamente, per facilitare l’attività intestinale già sfiancata dal virus.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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