Pubblicato il 02/05/2019

Prescrizione contributi Inps: versamenti dimenticati, come accorgersi

autore: Daniele Sforza
Prescrizione contributi Inps versamenti dimenticati
Prescrizione contributi Inps: versamenti dimenticati, come accorgersi

Versamenti contributi Inps e prescrizione


La prescrizione contributi Inps è sempre un argomento di cronaca attuale. Tanto più dopo la crisi economica che ha generato diverse difficoltà non solo per le aziende, ma anche per i lavoratori che prestavano servizio in quelle aziende. Uno dei problemi più ricorrenti è rappresentato dal mancato versamento dei contributi Inps. Come accorgersi quando i versamenti dovuti sono stati in realtà “dimenticati” e sono quindi mancanti?

Prescrizione contributi Inps: versamenti mancanti

Secondo alcuni dati riportati da Altroconsumo, i contributi Inps non versati da parte dei datori di lavoro agli iscritti all’Istituto di previdenza hanno registrato una crescita di 21,4 punti percentuali. In soli 8 anni le imprese hanno raddoppiato il proprio debito. In particolare quelle legate al settore industria, dove si parla di ben 3 miliardi di euro di contributi non versati (+44% rispetto al 2010). Anche le imprese operanti nell’ambito Commercio, Servizi e Artigianato sono state interessate da queste “dimenticanze”, ma in tono minore rispetto a quelle del settore Industria, con una crescita del 10%.

Prescrizione contributi Inps: quando avviene

Per controllare se la propria posizione contributiva è o meno regolare è necessario recarsi sul sito Inps. Accedere con le proprie credenziali e verificare l’estratto conto contributivo. Qui sarà possibile verificare tutti i contributi versati e controllare se ci sono anomalie, ovvero se ci sono dei contributi dovuti ma non effettivamente versati. A questo punto bisognerà controllare il periodo temporale a cui si riferiscono questi contributi mancanti, perché entra in gioco la prescrizione. Se i contributi mancanti risalgono a meno di 5 anni prima del controllo, allora sarà possibile regolarizzare la situazione informando l’Inps tramite apposita domanda online RVPA, ovvero Richiesta Variazione Posizione Assicurativa.

Qualora invece i contributi non versati risalgano a più di 5 anni prima, allora l’operazione sarà più complicata e comunque onerosa. Perché dopo 5 anni interviene la prescrizione contributi Inps.

Prescrizione contributi Inps: cosa fare

Con i contributi prescritti la situazione risulta decisamente complicata da sanare, anche perché il recupero diventa molto difficile e in alcuni casi anche oneroso. È possibile ad esempio citare in giudizio il datore di lavoro che ha mancato di versare i contributi. Ma la via giudiziaria è lunga, sia per le tempistiche di svolgimento, sia per l’avvio dello stesso, che solitamente avviene al raggiungimento dell’età pensionabile e quindi troppo tardi. In ogni caso, anche secondo quanto riporta il Codice Civile, il lavoratore ha tutto il diritto di intraprendere le vie legali nei confronti del suo datore di lavoro che ha mancato di versargli i contributi per ottenere un risarcimento danni.

La seconda strada corrisponde invece al recupero tramite costituzione della rendita vitalizia. In altre parole, tramite riscatto. Questa può essere richiesta senza limiti di tempo. E sia per omissione parziale, laddove il versamento dei contributi sia avvenuto in maniera ridotta. E sia a copertura parziale, per coprire il vuoto non compensato dal versamento contributivo dovuto. La procedura prevede però un pagamento che può essere piuttosto oneroso per il lavoratore. Su come evitare la prescrizione dei contributi Inps vi rimandiamo a questo articolo, in cui si spiega anche come funziona la procedura legata alla seconda strada, ovvero la costituzione della rendita vitalizia.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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