02/05/2019

Detrazioni fiscali regime forfettario 2019 e deduzioni, quali sono

autore: Daniele Sforza
Detrazioni fiscali regime forfettario 2019
Detrazioni fiscali regime forfettario 2019 e deduzioni, quali sono

Detrazioni e deduzioni forfettario, l’elenco


L’estensione del regime forfettario 2019 è una delle novità più importanti dell’anno in corso. Nonostante a volte si continui a parlare di flat tax, per via dell’aliquota unica fissa al 15% applicata sui redditi fino a 65.000 euro, di fatto sarebbe più opportuno definirla come un ampliamento della soglia reddituale e della platea dei beneficiari che possono operare in regime forfettario. Quest’ultimo rappresenta l’evoluzione del regime dei minimi e risulta essere un regime agevolato secondo il quale i titolari di partita Iva che non fatturano oltre un certo livello annuale, possono pagare un’aliquota sostitutiva Irpef più conveniente rispetto al tradizionale e ordinario regime progressivo. Nel 2019 saranno diversi i lavoratori con partita Iva a poter entrare nel nuovo regime forfettario, tuttavia occorre precisare alcune cose a riguardo. Come funziona per le detrazioni e le deduzioni fiscali?

Regime forfettario 2019: deduzioni e detrazioni fiscali possibili?

Chi ha operato prima nel regime dei minimi e poi nel regime forfettario lo sa bene: i cambiamenti da un regime agevolato all’altro sono importanti e non sempre positivi. Se ad esempio nel regime dei minimi il professionista aveva la possibilità di scaricare le spese (affitto, carburante, viaggi e cene di lavoro, etc.), nel regime forfettario questo non è più possibile. Proprio perché, come dice il nome stesso, questo regime implica una quota a forfait, per l’appunto, una percentuale forfettaria da detrarre dalla quota imponibile. È come se le spese di affitto, di carburante o di viaggi e cene di lavoro fosse compresa in quella quota forfettaria, che varia in base al codice Ateco, ovvero alla tipologia di attività svolta.

Regime forfettario 2019: coefficienti di redditività

Può dunque essere utile a tal proposito riepilogare i coefficienti di redditività per capire quanto sia possibile detrarre dalla parte imponibile. Il coefficiente di redditività, infatti, risulta essere quella percentuale su cui si calcoleranno le tasse da pagare. E allo stesso modo la parte residua (la quota a forfait) che sarà esentasse.

  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio: 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande: 40%;
  • Industrie alimentari e bevande: 40%;
  • Attività dei servizi di alloggio e ristorazione: 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti non alimentari: 54%;
  • Intermediari del commercio: 62%;
  • Altre attività economiche: 67%;
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi: 78%;
  • Costruzioni e attività immobiliari: 86%.

Facendo un esempio pratico, chi rientra tra le attività professionali, dovrà pagare le tasse solo sul 78% del suo fatturato, mentre il restante 22% sarà considerato esentasse.

Regime forfettario 2019: detrazioni fiscali, quando si possono avere

Dunque, chi aderisce al regime forfettario 2019 può dire addio per sempre a deduzioni e detrazioni fiscali? Non necessariamente. Per avere diritto alle detrazioni fiscali, oltre al reddito derivante dalla propria attività professionale operante in regime forfettario, sarà necessario avere anche redditi da lavoro dipendente, oppure redditi da locazione senza cedolare secca sui quali si versa l’Irpef.

Riassumendo, il regime forfettario 2019 non dà diritto esso stesso soltanto alle detrazioni fiscali. Per averle bisognerà essere anche lavoratore dipendente – e accompagnare accanto un’attività da indipendente – oppure percepire reddito da locazione senza cedolare secca.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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