Busta paga 2019: contributi e malattia non pagati, che accade a Malpensa

Pubblicato il 26 Marzo 2019 alle 10:06 Autore: Daniele Sforza

Come tutelarsi se nella busta paga 2019 non sono riconosciuti malattia e contributi? E cosa sta succedendo a Malpensa? Le ultime notizie.

Busta paga 2019 contributi e malattia non pagati
Busta paga 2019: contributi e malattia non pagati, che accade a Malpensa

Il pagamento dei contributi e dei giorni di malattia è uno dei diritti dei lavoratori dipendenti che ogni mese ricevono la busta paga. Tuttavia può accadere che tali diritti vengano lesi. Da un po’ di tempo sindacati e media si stanno occupando di quello che succede a Malpensa. Nel mirino le “finte cooperative” e le buste paga sballate. Dal mancato versamento dei contributi alle malattie non pagate, passando per inquadramenti inferiori rispetto alle mansioni effettivamente svolte e ovviamente a retribuzioni più basse.

Da un lato lo “sfruttamento” dei lavoratori, dall’altro l’azione dei Tribunali. Come quello di Busto Arsizio che lo scorso 5 ottobre ha condannato la Sltm al risarcimento di 10 lavoratori per averli inquadrati con un livello professionale inferiore con retribuzione errata (al ribasso, ovviamente). E lo stesso è accaduto per la New Cargo Logistics che l’ha sostituita. Calcoli errati nelle ore lavorate, i 3 giorni di malattia a carico dell’azienda non pagati, niente tredicesima, né quattordicesima.

Busta paga 2019: cosa succede a Malpensa

In un interessante articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano il 23 marzo, Marco Pasciuti racconta la realtà di alcuni lavoratori con un contratto che ha condizioni diverse dalle reali condizioni di lavoro. A titolo di esempio, un contratto (Trasporti e Logistica) che stabilisce il montante di ore lavorative da una parte; dall’altra l’imposizione di restare a casa in alcuni giorni, il segno delle zero ore in busta paga, la giornata non pagata e quindi lo stipendio più basso. Una cosa che non si può fare. Infatti “in passato il Tribunale ha condannato le cooperative che lo hanno fatto”. Ma spesso le norme danno in mano alle cooperative gli strumenti e le deroghe necessarie per risparmiare. A pagare le spese, però, sono i lavoratori.

Ad animare la battaglia contro questi soprusi il sindacato di base Cub. Il segretario provinciale Renzo Canavesi ha raccontato al quotidiano come funziona. “In busta il giorno in cui ti hanno tenuto a casa te lo segnano con la Z che sta per zero ore e non te lo pagano. Così facendo non rispettano il contratto: tu hai firmato per 168 ore al mese e loro te ne fanno fare di meno. Ma la beffa è doppia, perché non ti pagano neanche le percentuali di tredicesima e quattordicesima”.

Busta paga 2019: la beffa del contratto, poche garanzie per i lavoratori

Il trucco? Un tipo di contratto differente da quello che dovrebbe effettivamente essere. “Le società applicano il contratto Assohandling, cioè quello del trasporto aereo per il personale di terra”. Invece, “le coop utilizzano quello detto Logistica e trasporto merci. Che prevede molte meno garanzie e ingenti risparmi per le coop.

Poi ci sono gli scatti di anzianità. Che non vengono riconosciuti soprattutto nel caso in cui si passi da una coop all’altra. Sostanzialmente, a ogni trasferimento, si riparte da zero. Il mancato pagamento della malattia – quella a carico della ditta – invece non viene pagato perché così è previsto dal contratto Trasporti e Logistica, come riportano dalla New Cargo Logistics.

Poi c’è Coros, che invece non paga i contributi per gli ammortizzatori sociali. Sotto questo aspetto il lavoratore paga sia economicamente (circa 12 euro mensili), sia a livello professionale, perché come dice Canavesi, “quando l’azienda ha problemi resta senza lavoro e con il culo per terra”. Ma è ancora il contratto che va a favore di Coros, visto che tale aspetto è “disciplinato tramite regolamento interno approvato in assemblea”. La deroga di questo tipo di contratto prevede insomma un’autogestione interna. Le cui decisioni spesso i lavoratori – soprattutto quelli stranieri – non conoscono affatto.

Busta paga 2019: cooperative false e oneste, a breve testo normativo

“Spesso si dice che qui a Malpensa non ci sono regole”, afferma Canavesi. “Io dico che invece una regola c’è. È quella di trovare sempre il sistema per fregare il lavoratore”. Naturalmente ci sono anche le cooperative sane, ditte che rispettano i diritti dei lavoratori e che pagano quanto dovuto. E proprio per fare questa distinzione, il senatore M5S Gianluigi Paragone, in occasione di un’assemblea organizzata dalla Cub Trasporti, ha spiegato che è in progetto un nuovo testo normativo finalizzato a preservare le cooperative sane e ad allontanare quelle false, intervenendo così sulla piaga dello sfruttamento dei lavoratori.

Busta paga 2019: malattia non pagata? Come tutelarsi

Al di là delle deroghe e delle beffe contrattuali, i giorni di malattia a carico dell’azienda vanno pagati dalla stessa. In caso contrario siamo di fronte a un illecito penale. Per scoprire se l’indennità è stata pagata, basta consultare la busta paga del mese di riferimento. Il lavoratore può ovviamente tutelarsi agendo per vie legali contro l’azienda, segnalando all’Inps o all’Ispettorato del Lavoro, oppure sporgendo direttamente denuncia alla Polizia o ai Carabinieri. L’illecito penale è determinato dal fatto che l’azienda non sta truffando solo il lavoratore, ma anche l’Inps, visto che l’Istituto versa il dovuto al datore di lavoro tenuto ad anticipare l’indennità.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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