15/07/2019

G7 Finanza 2019: sede, protagonisti e temi principali

autore: Michele Mastandrea
G7 Finanza 2019: sede, protagonisti e temi principali
G7 Finanza 2019: sede, protagonisti e temi principali

Il prossimo 17 e 18 Luglio la città francese di Chantilly, 38km a nord di Parigi, ospiterà i lavori del G7 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali. Il summit è tra quelli preparatori alla riunione dei capi di stato e di governo dei sette, che si svolgerà a Biarritz a fine agosto.

Molti i temi sul piatto del G7. In primis, le prospettive dell’economia globale, sulle quali pesano la guerra dei dazi sino-americana così come le tensioni in Medio Oriente. Si discuterà inoltre della recente legge francese sulla tassazione dei giganti tecnologici, avversata dagli USA.

Sul tavolo anche una prima analisi delle conseguenze di Libra, la criptovaluta lanciata da Facebook che rischia di avere un impatto potenzialmente rivoluzionario sul sistema bancario globale.

Infine, sarà affrontato il dossier in merito alla successione di Christine Lagarde alla guida del Fondo Monetario Internazionale. La francese è stata candidata a rilevare il posto di Mario Draghi alla guida della BCE.

G7 Finanza, lo scontro USA-Francia sulla tassazione dei tech giants

Il francese Bruno Le Maire, ministro ospitante, ha dichiarato che una delle principali priorità del G7 è ragionare sul tema della fiscalità su scala complessiva, al fine di adeguarsi alle realtà economiche del 21esimo secolo.

Le Maire è poi intervenuto sulla questione della tassazione dei tech giants. Lo ha fatto invitando il Segretario al Tesoro americano Mnuchin a evitare un approccio oppositivo, cercando piuttosto di arrivare ad un’approvazione di una regolamentazione fiscale su scala globale relativamente alle aziende digitali.

Difficilmente però questo appello al dialogo riuscirà a convincere il governo americano a retrocedere sull’apertura di un’inchiesta, che potrebbe portare a nuove sanzioni economiche contro la Francia. Quest’ultima ha dichiarato che spingerà comunque durante il G7 sull’adozione di una prospettiva comune, per quanto difficilmente si possa già ora essere d’accordo su aliquote specifiche. Questo sarà poi compito delle riunioni future dell’OCSE, che dovrebbero portare ad un accordo sul tema tra più di 130 paesi entro la fine del 2020.

Gli altri temi: Libra, crescita globale, guida FMI

Sul tema Libra, le preoccupazioni da parte dei banchieri centrali si concentrano sulla possibilità di utilizzo di una tale valuta digitale nell’ottica del riciclaggio internazionale, della sicurezza dei dati degli utenti e della liceità delle transazioni. La prospettiva per cui una azienda come Facebook possa sviluppare una sovranità monetaria mette inoltre in grossa ansia le autorità monetarie degli stati del G7, preoccupati di un effetto domino che potrebbe avere forti ripercussioni sul gettito fiscale e sulla stabilità complessiva dei sistemi economici per come li conosciamo fino ad oggi.

Sullo sfondo, rimangono prospettive tutt’altro che rosee per l’economia mondiale. I dati sul prodotto interno lordo cinese nel secondo trimestre di quest’anno parlano di una crescita economica al 6,2%, la più bassa mai registrata da 27 anni a questa parte da Pechino. Se per molti il PIL è ormai indicatore sorpassato del benessere di un paese, di fatto il dato domina il sistema economico internazionale, che nella superpotenza asiatica ha il principale motore.

Le tensioni sino-americane, per quanto meno acute di qualche mese fa, rimangono elemento di instabilità sistemica di lungo periodo. Una questione che assilla anche il Fondo Monetario Internazionale, tra i principali attori del sistema economico e finanziario globale. Il prossimo direttore, che sostituirà la Lagarde alla guida del FMI a partire dal primo novembre 2019, avrà senza dubbio un compito non facile.

Tradizionalmente la guida dell’FMI è appannaggio di un europeo, e circola molto il nome di Mario Draghi. Questi potrebbe essere protagonista di un vero e proprio scambio di ruoli con la Lagarde. Ma non è detto non ci possa essere una svolta. Il peso raggiunto da economie come quelle di India, Cina, Brasile, Indonesia e Sud Africa potrebbe rivelarsi decisivo nell’elezione del nuovo direttore. E anche il G7 dovrà tenerne conto.

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Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
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