Superticket abolito: chi non deve pagare le visite mediche?

Pubblicato il 2 Settembre 2020 alle 12:25
Aggiornato il: 3 Settembre 2020 alle 21:48
Autore: Guglielmo Sano

Superticket abolito: 1 settembre, sparisce il balzello da 10 euro per le prestazioni ambulatoriali. “Nessuno lo pagherà più” assicura Speranza

Superticket abolito: chi non deve pagare le visite mediche?
Superticket abolito: chi non deve pagare le visite mediche?

Superticket abolito: dall’1 settembre sparisce il balzello da 10 euro che si paga per ogni ricetta su prestazioni diagnostiche e specialistiche. “Nessuno lo pagherà più” assicura il ministro della Salute Speranza che ha promosso l’iniziativa.

Superticket abolito: sparisce il balzello dall’1 settembre

Superticket abolito: “Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione. Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal 1 settembre. Il Superticket è abolito e nessuno lo pagherà più”, così recita il post pubblicato dal ministro della Salute Roberto Speranza per annunciare l’eliminazione del balzello da 10 euro finora dovuto per le ricette su prestazioni diagnostiche e specialistiche. Dopo l’introduzione del Superticket, quindi a partire dal 2012, il Sistema Sanitario Nazionale ha accusato un calo di oltre il 17% per quanto riguarda le prestazioni erogate; in tale lasso di tempo, chiaramente, molti cittadini hanno rinunciato a curarsi mentre altri si sono rivolti al settore privato.

Cosa cambia con l’eliminazione del balzello?

Superticket abolito: cosa cambia? Il balzello da 10 euro, imposto sotto forma di quota aggiuntiva sul ticket dovuto per visite mediche specialistiche ed esami clinici, è stato introdotto nel 2007 dall’esecutivo Prodi, d’altra parte, non è entrato in vigore fino al varo della Legge Finanziaria 2011, all’epoca a governare era Berlusconi. L’eliminazione del Superticket ha dunque trovato spazio nell’ultima Legge di Bilancio, tuttavia, diverse regioni avevano già deciso di abolirlo o ridurlo, anche grazie alla creazione nel 2018 di un fondo di 60 miliardi appositamente dedicato a diminuire il peso della tassa sulle tasche dei cittadini.

La prima regione a eliminarlo, a luglio 2018, era stata l’Emilia Romagna (per redditi fino a 100mila euro lordi), l’ultima in ordine di tempo la Lombardia che ha fatto la stessa scelta a marzo 2020 (tra l’altro era proporzionale al valore della prestazione e poteva arrivare fino a un massimo di 15 euro). L’imposta era modulata in base al reddito, invece, in Umbria, Toscana, Veneto e Marche mentre, nel resto delle regioni, era pagato da tutti, senza distinzioni. Con l’entrata in vigore della nuova legge vengono uniformate tutte le legislazioni locali: in pratica, nessuno pagherà più il Superticket in Italia. Viene mantenuto invece il classico ticket (che può essere pari a massimo 45 euro; un po’ ovunque è di circa 36 euro), al di là dei casi di esonero per motivi assistenziali o di reddito.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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