Congedo parentale Covid 2021: destinatari e finalità

Pubblicato il 16 Marzo 2021 alle 11:52 Autore: Claudio Garau
Figli 6, 8 e 12 anni congedo parentale Inps 2020

Congedo parentale Covid 2021: destinatari e finalità

Il congedo parentale Covid o straordinario fa parte dell’insieme di interventi disposti dal nuovo decreto Covid, ossia il n. 30 del 12 marzo 2021, che ha introdotto ulteriori misure restrittive a partire da metà marzo. In effetti, il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha dato l’ok allo stanziamento di 290 milioni di euro per i congedi parentali Covid, alternativi allo smart-working o telelavoro. Secondo gli osservatori, detta novità avrebbe dovuto trovare spazio nel decreto Sostegni, ma è stata anticipata di alcuni giorni per far fronte alle mutate esigenze e alle nuove regole restrittive, vigenti in tutta la penisola, fino al 6 aprile. Vediamo di seguito chi sono i destinatari della misura e come funziona in concreto.

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Congedo parentale Covid: come funziona?

Il congedo parentale Covid 2021 comporta dunque nuove misure di aiuto per le famiglie: in particolare, dette misure si rivolgono a tutti coloro che sono genitori lavoratori dipendenti, con figli minori che, in caso di stop dell’attività scolastica in presenza o di quarantena delle classi, hanno diritto di svolgere la didattica a distanza (DAD). Ed è ben noto come, a partire da lunedì 15 marzo, quasi 7 milioni di studenti non possano fare rientro a scuola per seguire le lezioni in presenza. Si spiega così il repentino ritorno al congedo parentale straordinario.

In buona sostanza, hanno trovato nuova applicazione quelle misure straordinarie dei congedi parentali già sperimentate l’anno scorso, attraverso le regole di cui al decreto Agosto e poi riconsiderate dal decreto Ristori bis.

Più nel dettaglio, il decreto n. 30 approvato qualche giorno fa attribuisce il diritto allo smart working fino al 30 giugno 2021 nei confronti dei lavoratori dipendenti con figli under 16, in ipotesi di blocco delle attività scolastiche o in casi di quarantena ed infezioni in classe.

Per tutti coloro che non possono lavorare da casa, è replicato lo schema già utilizzato in passato, ossia congedo parentale Covid per uno dei due genitori, che può dunque restare a casa con il figlio nei giorni in cui quest’ultimo non può andare a scuola. Analoghe considerazioni valgono per quelle famiglie in cui l’altro genitore convivente non è a sua volta in smart working (o in congedo): scatta comunque il diritto al nuovo congedo parentale Covid.

In particolare, pur non recandosi al lavoro, conserva il posto di lavoro e non può essere licenziato. Inoltre, a tutti i genitori di figli under 14 in DAD, in quarantena o malati di coronavirus, è assegnata un’indennità corrispondente al 50% della retribuzione; invece per i lavoratori che hanno figli in un’età compresa tra i 14 e i 16 anni, non scatta alcuna indennità. Tuttavia, anche in queste ultime circostanze, permane il diritto a non essere licenziati.

Da non dimenticare che detto aiuto economico ha effetto retroattivo, perciò si applica per tutti i periodi di stop della scuola a partire dal primo gennaio: ovviamente, ciò in caso di accoglimento della domanda.

Si attendono a breve le indicazioni dell’Inps

Abbiamo sopra ricordato che i nuovi aiuti economici rappresentati dal congedo parentale Covid, in verità già previsto lo scorso anno, sono stati di fatto anticipati, per dare una risposta alla vastissima platea di genitori con figli a casa a partire da lunedì 15 marzo. I dati aggiornati ci dicono infatti che, in via precauzionale e per reagire alla recrudescenza della pandemia, ben 8 studenti su 10 seguono le lezioni via web senza uscire dalla propria abitazione.

In questo scenario, tuttavia, un ruolo di rilievo è attribuito all‘Inps. Infatti detto ente dovrà dettagliare ulteriori informazioni, specialmente in rapporto alle istruzioni per fare domanda: saranno dunque predisposti documenti di prassi dell’Inps, che chiariranno ai genitori i passi da compiere per l’ottenimento del beneficio in oggetto.

Attenzione però: il congedo parentale Covid può essere domandato con l’indennità parziale al 50% anche per i genitori che hanno sfruttato finora i congedi parentali ordinari dal 1° gennaio e fino alla data di entrata in vigore del decreto per DAD dei figli, infezione da coronavirus o quarantena del figlio o dei figli. Pertanto, il congedo ordinario a domanda è di fatto commutato nel congedo straordinario per l’emergenza coronavirus, retribuito al 50%.

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Come appena detto, per l’ottenimento del congedo parentale Covid e la contestuale domanda, è necessario attendere indicazioni o istruzioni dell’Istituto di previdenza. Non a caso, nel decreto Covid del 12 marzo è disposto che: “Le modalità operative per accedere ai benefici di cui al presente articolo sono stabilite dall’INPS. Sulla base delle domande pervenute, l’INPS provvede al monitoraggio comunicandone le risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. L’INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande“.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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