Sondaggi elettorali Bidimedia, solo dell’1,2% la distanza tra i poli

Pubblicato il 6 Marzo 2026 alle 15:13 Autore: Gianni Balduzzi
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Sì e No al referendum sempre più vicini

Nonostante Vannacci sia ormai parte della coalizione il centrodestra non sembra prendere il largo e anzi si restringe la distanza dal centrosinistra. Secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Bidimedia il gap scende dello 0,7% a causa anche del calo di tre decimali della maggioranza.

Sono in arretramento tutti e tre i principali partiti, Fratelli d’Italia che perde lo 0,2% andando al 28,7%, Forza Italia si posiziona che è la seconda forza della coalizione con il 7,7%, ma scendendo dello 0,3%, e soprattutto la Lega che si attesta al 6,1% con a perdita di ben lo 0,6%. Ne approfitta Futuro Nazionale che guadagna be lo 0,7% portandosi al 3,2%, mentre Noi Moderati chiude la compagine allo 0,9%, giù di un decimale in due settimane.

Sul fronte opposto, il Pd guida i consensi nel Campo Largo con il 22,4%, in aumento dello 0,1%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 12,6%, su dello 0,4%. Alleanza Verdi e Sinistra ottiene il 6,9%, scendendo sotto il 7%, ma rimanendo su livelli alti rispetto alla sua media mentre le formazioni minori della coalizione, Casa Riformista – IV e Più Europa, si fermano rispettivamente al 2,3% e all’1,2% e vedono rispettivamente una crescita e un arretramento di un decimale.

Al di fuori dei due blocchi principali, il Centro Liberale raccoglie il 4,2%, trainato da Azione al 2,9%, con il Partito Liberaldemocratico allo 0,7% e Ora! allo 0,6%.

Tra le altre liste, Democrazia Sovrana Popolare raggiunge l’1,0%, superando Rifondazione Comunista allo 0,7% e Potere al Popolo allo 0,5%. L’affluenza stimata si colloca tra il 52% e il 56%, con un 23% di indecisi.

sondaggi elettorali Bidimedia

Sondaggi elettorali Bidimedia, no al 49,6% con affluenza bassa

Per quanto riguarda il referendum sulla giustizia, i sondaggi elettorali di Bidimedia delineano tre diversi scenari basati sulla partecipazione al voto.

Nello scenario base, con un’affluenza prevista al 48%, il Sì prevarrebbe con il 51,2% contro il 48,8% del No, dato calcolato al netto del 7,6% di indecisi. Questi ultimi sono visti in crescita dell’1,2%, mentre per i Sì e i No, se calcolati al lordo degli incerti, c’è un calo rispettivamente dello 0,9% e dello 0,3%, cosa che favorisce una riduzione dello scarto tra le due posizioni.

Se però la mobilitazione dovesse crescere fino a un’affluenza alta del 51%, il vantaggio del Sì sarebbe maggiore, del 51,8% rispetto al 48,2% dei contrari, con un 9,5% di persone che non sanno ancora come esprimersi. Anche in questo caso però il distacco è visto in calo, considerando che i No aumentano di mezzo punto quando si considerano gli indecisi andando al 43,6%, mentre i Sì scendono dello 0,7% al 46,9%.

sondaggi elettorali Bidimedia

Infine, in uno scenario di affluenza bassa stimata al 45%, il distacco si ridurrebbe ai minimi termini: il Sì rimarrebbe in testa con il 50,4% contro il 49,6% del No. In questa ipotesi, la quota di indecisi tra chi intende votare scenderebbe al 6,6%, in crescita dell’1,1%, mentre scendono i Sì.

Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 28 febbraio e il 1 marzo con metodo Cawi su 1000 intervistati.

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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