Bonus remigrazione per gli avvocati: cosa c’è scritto nel Decreto Sicurezza
Nel decreto sicurezza una norma che prevede un bonus per gli avvocati che finalizzano una pratica di rimpatrio volontario. Il testo verso la fine del suo iter istituzionale.
Sotto la luce dei riflettori l’emendamento 30 bis del decreto sicurezza. La norma prevede un compenso economico per gli avvocati che assistono persone straniere che chiedono il rimpatrio volontario assistito. Si tratta di un istituto previsto dalla legge che permette a una persona straniera di tornare a risiedere nel proprio paese grazie al sostegno economico e burocratico dello Stato italiano.
Cira 615 euro per l’avvocato che finalizza il rimpatrio volontario
Se la pratica va a buon fine e il cittadino straniero torna nel proprio paese l’avvocato riceve un premio economico. Nel decreto sicurezza non è indicato esattamente l’ammontare del bonus. Al punto viene scritto che l’importo dovrebbe essere pari a quello ricevuto dal cittadino straniero per sostenere le prime spese di rimpatrio.
Secondo i calcoli delle opposizioni al Governo Meloni che contestano l’emendamento mediamente si parla di 615 euro per ogni cittadino che ottiene il rimpatrio assistito. La cifra emerge dal rapporto tra rimpatri volontari finalizzati tra il 2023 e il 2025 – intorno ai 2.500 – e dai fondi previsti per sostenere la misura (più o meno 250 mila euro per il triennio 2026-2028).
Tempo fino al 25 aprile per convertire diverse norme del Decreto
Il bonus previsto per gli avvocati che portano a termine con successo la pratica di rimpatrio volontario dovrebbe essere erogata dalla Cassa Nazionale Forense. In pratica, dall’organo di rappresentanza degli avvocati italiani. Questa, d’altro canto, rileva di non essere stata avvertita dell’iniziativa e di non essere interessata a sostenerla. Da più parti poi si rileva un’incompatibilità tra la norma e il dettato costituzionale.
L’avvocato deve sempre garantire il proprio cliente e non indirizzare il risultato di una causa secondo le preferenze della Pubblica Amministrazione. Detto ciò, la misura è stata approvata dal Senato ed è attesa a breve all’esame della Camera. Molti punti del Decreto sicurezza hanno tempo massimo fino al 25 aprile per essere convertiti in legge. Quindi, tecnicamente, potrebbero ancora essere apportate delle modifiche al testo ma resta molto difficile che si intervenga sullo schema generale della misura.