Andare in pensione a 60 anni con l’Isopensione: come funziona e scadenze importanti

Pubblicato il 23 Aprile 2026 alle 12:00 Autore: Guglielmo Sano
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L’isopensione è una sorta di strumento di pensionamento anticipato. Più precisamente si tratta di uno “scivolo” che permette al lavoratore di uscire dal lavoro fino alla maturazione dei requisiti necessari per il pensionamento anticipato o di vecchiaia.

L’opzione introdotta dalla Legge Fornero è riservata alle aziende con più di 15 addetti: conviene in particolare a quelle in condizioni di esubero di personale o con particolari necessità di ricambio generazionale.

Uno strumento troppo costoso per le aziende?

Sono soprattutto gli alti costi a vederla poco utilizzata allo stato dei fatti. Infatti, il meccanismo che la regola prevede che l’azienda finanzi l’assegno mensile che spetta al lavoratore (comunque erogato dall’Inps) e versi i contributi figurativi per l’intero periodo che separa il lavoratore dalla pensione di vecchiaia o anticipata (senza considerare che spesso le aziende prevedono anche degli incentivi economici per favorire l’adesione).

Il meccanismo che la regola permette al lavoratore di ricevere un assegno praticamente uguale a quello che riceverà al pensionamento effettivo. D’altra parte, è chiaro che mancando i contributi figurativi che l’azienda continua a pagare fino al pensionamento effettivo. Una volta maturati i requisiti necessari per il pensionamento effettivo, anche questi contributi rientreranno nel calcolo aumentando l’importo dell’assegno finale.

In sostanza, anche se allineato a quello della pensione definitiva, l’importo che si riceve durante l’isopensione sarà leggermente inferiore sia allo stipendio precedente che alla pensione.

L’importante scadenza del 30 novembre 2026

L’isopensione ha il vantaggio di essere erogata per 13 mensilità (invece che 12 come l’analogo strumento dell’Ape Sociale). Per il resto sconta diversi svantaggi: non è prevista la perequazione automatica al tasso di inflazione, per esempio, oppure non può essere caricata di trattenute come la cessione del quinto.

Cade una data importante per lo strumento quest’anno. Entro quest’anno, dopodiché non sarà più possibile sfruttare tale possibilità, si può utilizzare l’isopensione per 7 anni dando la possibilità di uscire dal lavoro di fatto a 60 anni. Conti alla mano c’è tempo fino al 30 novembre 2026 per finalizzare la richiesta. Questa però deve passare necessariamente da un accordo tra lavoro e organizzazioni sindacali presenti in azienda per definire quali lavoratori potrebbero o meno aderire al patto di isopensionamento.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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