730 precompilato 2026: dal 15 maggio si può inviare, le novità di quest’anno

Pubblicato il 16 Maggio 2026 alle 18:00
Aggiornato il: 19 Maggio 2026 alle 19:01
Autore: Alessandro Faggiano
730 precompilato 2026: dal 15 maggio si può inviare, le novità di quest'anno
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730 precompilato 2026: dal 15 maggio si può inviare, tutte le novità di quest’anno

Dal 15 maggio 2026 è possibile accedere al modello 730 precompilato, modificarlo e inviarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione era già consultabile dal 30 aprile, ma solo in modalità di sola lettura. Da oggi si entra nella fase operativa: milioni di lavoratori dipendenti e pensionati possono accettare i dati precompilati così come sono, integrarli con voci mancanti o correggerli prima dell’invio. La scadenza rimane il 30 settembre 2026. Ecco una guida completa alle novità più importanti di questa stagione dichiarativa.

Come accedere al 730 precompilato in tre passaggi

Per accedere alla propria dichiarazione basta andare su dichiarazioneprecompilata.agenziaentrate.gov.it e autenticarsi con SPID, CIE o CNS. Una volta entrati nell’area personale, il sistema mostra la dichiarazione già parzialmente compilata con i dati in possesso dell’Agenzia: redditi da lavoro, spese mediche trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria, interessi su mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali. Il contribuente può scegliere se accettare tutto così com’è, modificare o integrare voci mancanti, oppure presentarlo tramite CAF o professionista abilitato.

In caso di accettazione senza modifiche, il contribuente non è responsabile di eventuali errori nei dati precaricati dall’Agenzia. In caso di modifiche, invece, l’onere del controllo ricade sul dichiarante.

La novità più importante: l’IRPEF a tre scaglioni

Dal 2026 l’IRPEF scende da quattro a tre scaglioni, con un impatto diretto sul 730 di quest’anno. Le nuove aliquote sono: 23% per i redditi fino a 28.000 euro, 33% per la fascia compresa tra 28.000 e 50.000 euro — in riduzione rispetto al 35% del 2025 — e 43% per la parte eccedente i 50.000 euro. Chi si colloca nella fascia di mezzo troverà nel rimborso o nel debito IRPEF una differenza rispetto all’anno scorso legata proprio a questa riduzione di due punti percentuali.

Per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 euro la detrazione da lavoro sale a 1.955 euro, rafforzando la progressività del sistema nella fascia più bassa.

Il taglio alle detrazioni per i redditi sopra i 75.000 euro

Una delle novità più discusse riguarda chi dichiara redditi elevati. Dal 2026 è in vigore un meccanismo che limita l’importo complessivo delle spese detraibili al 19% per chi supera determinate soglie di reddito. Chi dichiara tra 75.000 e 100.000 euro ha un tetto massimo di 14.000 euro di spese detraibili. Chi supera i 100.000 euro ha un tetto di 8.000 euro. Questi importi vengono ulteriormente ridotti in assenza di figli a carico e aumentati in presenza di figli.

Il limite si applica alla quasi totalità delle detrazioni, ma non a tutte: restano escluse le spese sanitarie, gli interessi passivi sui mutui per la prima casa, le spese per interventi di recupero edilizio già avviati e alcune altre categorie specifiche. Prima di inviare il 730, chi si colloca in queste fasce di reddito deve verificare con attenzione quali spese rientrano nel tetto e quali ne sono escluse.

Le spese sanitarie: cosa c’è già nel precompilato

Una delle novità più pratiche riguarda le spese sanitarie. Dal 2026 vengono caricate automaticamente nel 730 precompilato anche le spese per psicologi, fisioterapisti e logopedisti, oltre a quelle già presenti in passato per farmaci e prestazioni mediche convenzionate. Per chi si rivolge a un CAF, le spese già presenti nel Sistema Tessera Sanitaria non richiedono più la consegna della ricevuta cartacea: basta stampare il riepilogo dal portale STS e allegare una dichiarazione di correttezza.

Quando arriva il rimborso

Chi invia il 730 entro il 30 giugno 2026 e ha un sostituto d’imposta riceve il rimborso IRPEF direttamente in busta paga o nel cedolino pensione, generalmente tra luglio e settembre. Chi lo invia tra luglio e settembre riceve il rimborso più in là nel tempo, solitamente entro fine anno. Per chi non ha un sostituto d’imposta — disoccupati, colf, chi ha cessato il rapporto di lavoro — il rimborso viene accreditato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto indicato nella dichiarazione, generalmente entro dicembre.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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