Perché il mercato cripto reagisce così tanto a Trump e alle sue decisioni?

Pubblicato il 24 Ottobre 2025 alle 16:03 Autore: Gennaro Fortunato
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L’abbiamo visto in modo chiaro negli ultimi mesi, i prezzi del Bitcoin e di Ethereum hanno oscillato anche in base alla politica USA. Le nuove leggi e i messaggi che arrivano dalla Casa Bianca sembra che abbiano un’influenza massiccia sul mercato cripto, ma perché?

Quest’anno la criptoeconomia è stata una materia molto importante sull’agenda della Casa Bianca. Il 23 gennaio era arrivato l’ordine esecutivo che promuoveva la leadership USA nei digital asset e, soprattutto, vennero fermati i progetti di valuta digitale della banca centrale (CBDC) a livello federale. In pratica, si vietò alle agenzie di istituire, emettere o promuovere una CBDC.

A marzo, un secondo ordine ha istituito la Strategic Bitcoin Reserve (SBR) e uno U.S. Digital Asset Stockpile. Per dirla in modo chiaro, gli Stati Uniti tengono in riserva i Bitcoin e gli altri asset digitali confiscati nei procedimenti federali, con l’idea di non venderli e di gestirli come valore strategico nel tempo.

A luglio, poi, è diventato legge il GENIUS Act, la prima cornice federale per gli stablecoin di pagamento: riserve al 100% in liquidità/Treasury, obblighi AML sotto il Bank Secrecy Act e requisiti di trasparenza mensile.

Questi tre eventi spiegano perché ogni mossa di Trump si riflette così in fretta sui prezzi.

Perché le parole (e le firme) del Presidente muovono i prezzi

  1. Regole e aspettative: I mercati scontano il futuro. Un ordine che vieta la CBDC federale elimina un’area di incertezza (competizione pubblico-privato) e segnala una preferenza politica per le infrastrutture aperte e stablecoin privati ancorati al dollaro.
  2. Domanda di dollari on-chain: Con il GENIUS Act, gli emittenti USA di stablecoin devono detenere riserve in cash/Treasury. Questo lega di più il mercato cripto alla finanza tradizionale e al dollaro, con potenziali effetti sulla liquidità nelle borse cripto e sui flussi verso Bitcoin/Ethereum quando il sentiment migliora.
  3. Segnali di adozione pubblica: La Strategic Bitcoin Reserve ha un effetto simbolico potente perché lo Stato più grande del mondo, invece di liquidare i BTC confiscati, dichiara che li terrà come riserva.

Come si è mosso Bitcoin nel 2025

Il Bitcoin ha toccato un nuovo massimo storico sopra 126 mila dollari il 6 ottobre 2025, prima di ritracciare. Adesso si muove intorno ai 108-109 mila dollari, con Ethereum che è vicino a 3.800-3.900 dollari. Queste cifre aiutano a contestualizzare l’impatto delle notizie politiche, su un asset volatile anche le piccole variazioni nelle aspettative regolatorie contano.

Le stime on-chain indicano che il governo USA controlla circa 198 mila BTC, anche se non tutti questi fondi sono nella stessa agenzia. Il punto non è tanto quanti BTC abbia lo Stato oggi, ma il fatto che, per ordine esecutivo, una parte significativa non verrà venduta, ma verrà bensì gestita come riserva.

Come incidono i tweet, le conferenze e i micro-segnali

Nel 2025 l’esecutivo ha accompagnato gli atti formali con un fitto calendario di messaggi pubblici e di incontri con le aziende cripto. Questo crea un canale di trasmissione rapidissimo tra le dichiarazioni politiche e gli order book:

  • Guidance implicita: un post o una dichiarazione in conferenza può far pensare a nuove aperture (o strette) imminenti e spostare il sentiment in poche ore.
  • Aspettative sulle enforcement actions: con nuovi vertici in SEC/CFTC, il mercato prova ad anticipare il tono dei futuri interventi, soprattutto su listing di token, custodia e intermediazione.

Insomma, sembra proprio che il governo USA riesca a incidere molto sul valore dei Bitcoin, quindi è bene seguire tutte le sue mosse per decidere quando è il momento giusto per comprare bitcoin o, al contrario, per venderli. Ci sono moltissime piattaforme ed exchange che ti permettono di acquistare Bitcoin quando ti sembra il momento giusto, alcune includono anche delle statistiche con gli andamenti dei prezzi per aiutarti a fare l’acquisto nel momento migliore.

Trump premium o solo normalità di un mercato giovane?

Che piaccia o no, gli Stati Uniti restano l’hub normativo e finanziario del settore. Perciò quando la Casa Bianca:

  • cambia cornici legali (stablecoin),
  • imposta linee rosse (no CBDC federale),
  • ridefinisce lo status dell’asset (Bitcoin come riserva strategica),

gli algoritmi e i desk globali ricalibrano i modelli in pochi minuti. Il prezzo incorpora la probabilità che le aziende possano operare con delle regole stabili, con le banche e con i mercati dei capitali inclusi.

Quindi, sì è tutto vero, le cripto sono influenzate da Trump perché la politica USA oggi è il principale motore delle regole che decidono come e dove può crescere l’industria. Dagli stablecoin (che alimentano la liquidità del mercato), alle scelte simboliche sul Bitcoin come riserva, fino all’orientamento dei regolatori dei mercati, l’USA sta decidendo tutto in autonomia. In un ecosistema dove la fiducia si costruisce con delle regole stabili e con dei messaggi coerenti, ogni firma e ogni nomina pesano eccome. Non serve essere esperti per cogliere la logica: quando la Casa Bianca riduce l’incertezza, i trader la prezzano, nel bene e nel male.