2 mesi di affitto pagati dallo Stato, il nuovo bonus ghiotto (che spetterà a molti)
Il problema del caro affitti continua a rappresentare una sfida significativa per molte famiglie italiane, soprattutto nelle grandi città.
Di fronte all’aumento costante dei canoni di locazione e alla scarsità di alloggi disponibili, le istituzioni locali hanno messo a punto una serie di bonus affitti e contributi mirati per sostenere i nuclei familiari più vulnerabili, in particolare giovani e lavoratori con redditi medio-bassi o contratti precari.
La Regione Lombardia, sotto la guida dell’assessore alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, ha introdotto il contributo “Sostegno al mantenimento dell’alloggio in locazione sul libero mercato”, un intervento che ha stanziato oltre 835.000 euro con un valore medio di circa 1.045 euro per famiglia beneficiaria.
Paolo Franco, che ricopre questo incarico dal 2018, ha sottolineato come questa misura rappresenti un aiuto concreto per contrastare la morosità incolpevole e garantire la stabilità abitativa anche ai nuclei familiari che non accedono ai tradizionali canali di edilizia sociale. Il contributo si rivolge a chi non è sottoposto a procedure di rilascio dell’alloggio, non è proprietario di un immobile adeguato e possiede un regolare contratto di locazione registrato.
Tra i criteri preferenziali per accedere al bonus, la Regione Lombardia dà priorità alle famiglie che hanno subito eventi economici negativi, come perdita del lavoro, riduzione dell’orario lavorativo, mancato rinnovo di contratti a termine, chiusura di attività professionali, malattie gravi o decessi e, non da ultimo, ai nuclei composti esclusivamente da giovani under 36.
Altre iniziative regionali a confronto: Emilia-Romagna e Lazio
Anche altre realtà regionali hanno adottato misure simili per arginare il peso del caro affitti. L’Emilia-Romagna, regione con circa 4,5 milioni di abitanti e un sistema territoriale che spazia dalla pianura padana all’Appennino, ha stanziato nel 2025 un Fondo affitto da oltre 10 milioni di euro. Il contributo economico varia in base all’incidenza del canone sul reddito familiare:
- fino al 20% del canone annuo, con un tetto massimo di 1.500 euro, per famiglie con incidenza canone/reddito tra il 25% e il 40%;
- fino al 25% del canone annuo, con un limite di 2.000 euro, per chi supera il 40% di incidenza.
Queste misure tengono conto delle caratteristiche socio-economiche della regione, caratterizzata da una forte vocazione agricola e industriale, oltre a un clima temperato subcontinentale che influisce sulla qualità della vita e sulla gestione del patrimonio abitativo.
Nel Lazio, la Regione offre contributi integrativi per i locatari con ISEE fino a 14.000 euro e una spesa per affitto superiore al 24% del reddito familiare, dimostrando una particolare attenzione ai nuclei a basso reddito.
I contributi comunali e il ruolo degli enti bilaterali
Anche i comuni italiani si stanno muovendo per offrire supporti mirati. Il Comune di Sarteano, in provincia di Siena, ha recentemente aperto un bando per l’integrazione dei canoni di locazione, con due fasce di accesso basate sull’ISEE familiare: una per famiglie con reddito fino a due pensioni minime INPS e una seconda per redditi fino a circa 32.500 euro, con importi calcolati in base all’incidenza del canone sul reddito.
Parallelamente, il welfare integrativo degli enti bilaterali sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel sostegno all’affitto. Questi enti, che offrono servizi di welfare per i lavoratori iscritti, includono anche contributi per il pagamento del canone di locazione. Un esempio è Ebiter Milano, che prevede un bonus fino a 250 euro al mese per tre mesi per lavoratori con ISEE fino a circa 32.000 euro, oltre a prestazioni come rimborsi per asili nido e bonus natalità.

L’assessore Paolo Franco, nato a Gazzaniga (Bergamo) nel 1974, è una figura chiave nella politica lombarda riguardante la casa e l’housing sociale. Con una lunga esperienza amministrativa e di governance in ambito pubblico e privato, Franco ha focalizzato la sua attività sull’implementazione di politiche abitative che rispondano alle esigenze di famiglie e lavoratori in difficoltà.
La sua azione si inserisce in un contesto regionale segnato da un mercato immobiliare caratterizzato da un’offerta abitativa ridotta e prezzi in crescita costante, specie nelle città più densamente popolate e dinamiche come Milano e Monza-Brianza. L’obiettivo delle politiche di Franco è quello di creare un sistema di sostegno che unisca interventi pubblici e welfare integrativo per garantire un accesso più equo e sostenibile alla casa in affitto.