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pubblicato: martedì, 11 febbraio, 2014

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Il Cile minaccia di recedere dal Patto di Bogotá

Dopo la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che ha assegnato la sovranità di un’area marittima del Cile di circa 22.000 km2 al Perù, ad aprile il governo boliviano dovrà presentare alla stessa Corte de l’Aia le motivazioni giuridiche e storiche che giustificano la richiesta di accesso sovrano al mare attraverso il territorio cileno, dopo aver già presentato ricorso quasi un anno fa. In occasione della sopraccitata sentenza, il Presidente Boliviano Evo Morales aveva così commentato: “La controversia tra il Perù e il Cile è sostanzialmente differente dalla nostra causa, loro sostengono i problemi marittimi, la Bolivia chiede di risolvere il problema del suo confinamento”. Durante la sua amministrazione, Morales ha spesso attribuito gran parte delle proprie difficoltà economiche alla mancanza di un accesso diretto al mare.

Nel frattempo, in una recente intervista rilasciata all’emittente televisiva Televisión Nacional de Chile, il suo omologo cileno Sebastián Piñera ha dichiarato che il Cile potrebbe presto recedere dal Patto di Bogotá. Si tratta di una decisione che, qualora si concretasse, potrebbe creare forti malumori all’interno della comunità internazionale nei riguardi del Paese cileno. Pertanto, Piñera ha precisato che bisognerà valutare attentamente “se rimanere o ritirarsi”, e in comune accordo con Michelle Bachelet che assumerà l’incarico di Presidente del Cile dal prossimo mese.

Nel 1948 a Bogotá era istituita l’Organizzazione degli Stati americani (OAS), ovvero la principale organizzazione che mira a mantenere la pace, rinforzare la democrazia e i diritti dell’uomo, e migliorare le condizioni sociali ed economiche dei Paesi dell’America. Si tratta del principale forum politico per il dialogo multilaterale e per la soluzione di problemi politici, proprio come la disputa fra Bolivia, Cile e Perù risalente della Guerra del Pacifico (1879-1884).

In particolare, le relazioni diplomatiche fra Bolivia e Cile sono interrotte dal 1978, e il ricorso presentato dalla Bolivia alla Corte Internazionale di Giustizia per il riconoscimento di un “corridoio” terrestre sull’oceano Pacifico non ha fondamento né storico né giuridico per il governo cileno. Il Cile ha già fatto sapere di non essere disposto a fare alcuna concessione alla Bolivia, quindi l’annuncio di recedere dal Patto di Bogotá va interpretato piuttosto come una minaccia volta in vista di un’altra sconveniente sentenza della Corte de L’Aia, la cui giurisdizione è riconosciuta dall’OAS per risolvere le controversie tra gli Stati aderenti al medesimo patto.

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