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pubblicato: sabato, 29 marzo, 2014

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Padoan “Cambiare la politica economica europea”

Un ministro per tutte le stagioni, almeno per ciò che si prefigge di seguire. Parliamo di Pier Carlo Padoan, titolare di viale XX settembre, che prefigura un futuro coniugato tra crescita e rigore. Basta con l’austerità europea, non lasciando completamente aperti, tuttavia, i rubinetti della spesa pubblica.

E per cambiare in Italia bisogna prima modificare la linea di Bruxelles: “penso che – sostiene Padoan alla celebrazione per il centenario della nascita dell’economista Guido Carli – sia il momento di dire che bisogna cambiare la direzione dell’agenda della politica economica in Europa e non solo perché suona bene, ma perché è una conseguenza logica da quando la crisi globale è diventata crisi europea, con lo scoppio della crisi greca”. Poi prefigura la revisione dei vincoli. Nella fattispecie il vincolo di stabilità interna è la condizione più stringente ed asfissiante per gli enti locali.

“Sarò vecchia maniera – afferma il Ministro – ma continuo a pensare che il potenziale di crescita del mercato interno sia non sfruttato. L’Europa potrebbe tirare a campare o potrebbe essere questo l’inizio di un nuovo sentiero di crescita. Mi piacerebbe pensare che nei prossimi mesi ci sia un break strutturale in senso positivo. La differenza su questi due scenari la fa la politica”, chiamando ad un assunzione di responsabilità la classe dirigenziale del paese.

premier renzi e ministro economia padoan

Crescita e riforme, questo serve al ‘Belpaese’: “non possiamo permetterci di buttare al vento gli sforzi enormi di consolidamento fiscale che sono stati fatti”, sostiene Padoan. “Il problema dell’aggiustamento strutturale è un problema che tutti i paesi hanno, compresa la Germania. Il problema della crescita in Italia non si è manifestato con la crisi ma dura da molto tempo e un Ministro delle Finanze e dell’Economia non può non essere responsabile della crescita”. Anche per questo promette di non essere il Ministro dei ‘no, “ma anche del no, perché ogni giorno ricevo sollecitazioni di spesa dal parlamento e dagli altri Ministri”.

Daniele Errera


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3 comments
Guido Zaccaro
Guido Zaccaro

Cambiare?..le regole son state approvate..firmate...votate..e messe in legge...da Prodi..con i voti del Berlusca...cambiare tutto?..ci può stare assumendosi responsabilita'..internazionali...per la restituzione (con interessi)...del drammatico debito pubblico italico..N.B..in assoluto uno dei più preoccupanti e alti a "livello mondiale".....una scappatoia all'italiana?...nessuno permetterebbe ciò...

Adriano Sperindio
Adriano Sperindio

Prima cambiare le banche e i mercati dargli regole come ai cittadini del popolo

Paolo Giusti
Paolo Giusti

I puntini dovrebbero aumentare la suspance?

Perché sinceramente a me non è cresciuta, ma sarà colpa delle assurdità da Lei dette sig. Zaccaro. Il "drammatico" debito pubblico italiano? Il dramma è l'ignoranza di chi confonde lo stock con il flusso. Ovvero di chi si preoccupa del debito pubblico e magari ha un mutuo cento volte il suo stipendio e però non mangia cipolle e patate finché non l'ha pagato. Perché? Perché con il mutuo ci si paga la casssa, dove si rilassa e lavora meglio, magari aumentando lo stipendio per una promozione e così via. Insomma, se i soldi entrano, devono preoccupare le rate del mutuo, non il valore totale, no? 

Preoccupante il debito pubblico italiano? Perché? Perché lo dice Standard&Poor's? Allora come mai siamo considerati alcuni dei migliori pagatori del mondo, dopo i giapponesi?

Che poi "in assoluto" seguito da "uno dei" non è contraddittorio? Le "" servono a sottolineare la contraddizione? Un assoluto seguito da un relativo. Poi magari sono io che esagero, fatemi sapere.

Che poi, che c'entra la restituzione del debito con una proposta di sostituire l'austerità €uropea con la crescita €uropea. L'idea di Padoan è spingere l'U€ (ovvero la Germania?) a spendere invece di tagliare nella speranza che questo riaccenda la crescita (non è una speranza, è una verità economica, solo che se fatta a livello €uropeo verrebbe calamitata dalle economie dell'Area Marco forte).

Magari parlasse di restituzione, vuol dire che si parla anche di mettere in discussione l'assurdità economica dell'€urozona (assurdità nota dallo sviluppo della teoria dell'Optimal Currency Area nel 1954).

Facciamo così, sig, Zaccaro: Lei si legge Acocella "Adam Smith a Pechino", Caffé e se ce la fa Sraffa, al massimo le versioni pre-digerite di Galloni o Bagnai, ché dal suo post traspare una certa sepliciotteria in materia. Poi magari può tornare a parlare a riguardo, andando oltre il blaterale. Giusto per non risultare ridicolo sa...