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pubblicato: domenica, 30 marzo, 2014

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Cosa c’è dietro lo scontro Madia-Giannini sui pensionamenti nella PA?

I colpi di fioretto tra le ministre Marianna Madia e Stefania Giannini in merito ai prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione sembrano la classica querelle del fine settimana, destinata a ritagliarsi lo stesso spazio che hanno le inascoltabili telefonate berlusconiane in qualche sperduto club “Forza Silvio” nel bresciano. In realtà la polemica nasconde un conflitto da non sottovalutare legato al tema della volontà politica del governo Renzi e alla necessità da parte del paese di mantenere una linea “contuinista” su alcuni asset strategici di tipo economico e sociale.

Marianna Madia, da giovane ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione Tecnologica, vede legittimamente come sua priorità quella di contrastare la piaga della disoccupazione giovanile. Del resto il 42.2% di ragazzi tra i 15 e i 24 anni senza lavoro è l’aspetto più preoccupante legato al nostro paese sul fronte occupazionale (solo Grecia e Spagna fanno peggio di noi).

La stessa disoccupazione “assoluta” al 12.9% rappresenta un dato oltre la media sia come Europa a 28 sia come Eurozona, ma non assume i connotati della drammaticità che hanno i dati legati al lavoro dei giovani. Da qui la proposta della titolare del dipartimento di Corso Vittorio Emanuele, di pensionare anticipatamente un certo numero di dipendenti della PA per assumere al loro posto giovani generazioni.

Stefania Giannini invece è del parere opposto: anche lei a suo modo si occupa di “giovani” (ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) ma invita la Madia a non “demonizzare” chi giovane non è. Per la titolare di Viale Trastevere il quadro non può essere armonico se si ragiona in un’ottica in cui per lasciar spazio ai giovani tocca pensionare i meno giovani.

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Il tema politico però è di tutt’altro livello: Stefania Giannini è la segretaria nazionale di ciò che resta di Scelta Civica. Di conseguenza all’interno del Parlamento è tra quelle che registra il più elevato tasso di “montismo”. Nella controversa e tanto dibattuta riforma Fornero, per quanto riguarda i suoi aspetti legati alla previdenza sociale, il principio base era quello di aumentare l’età pensionabile partendo dal presupposto che l’età media nel nostro paese gradualmente stava aumentando. Da qui il passaggio da un sistema di tipo retributivo ad un sistema di tipo contributivo puro.

Tra le critiche a questa riforma c’era il tema legato alle giovani generazioni: se le persone vanno in pensione più tardi nel pubblico impiego si registrerà un tasso di turn-over inferiore e ciò renderà per i giovani ancora più inaccessibili i portoni della Pubblica Amministrazione. Da questa criticità nasce lo spirito che spinge la Madia a proporre dei pre-pensionamenti. Anche al costo di un innalzamento della spesa pubblica e di tutto ciò che ne consegue (rapporto debito/Prodotto Interno Lordo in primis).

La polemica dunque vede contrapposta la Madia che fa una proposta politica e la Giannini che, pur sforzandosi di proporre un modello di società alternativo e dunque a suo modo politico, segnala come non sia un bel segnale per il paese cambiare eccessivamente segno (o “verso”?) alle politiche pubbliche più importanti ad ogni cambio di governo. La proposta della Madia in questo senso andrebbe scartata, ancor prima dei problemi di bilancio dello stato, perché troppo discontinua nei confronti di un approccio che sembrava maggioritario fino a qualche mese fa.

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18 Commenti

  1. Iannis2003 ha scritto:

    Ma banalmente la questione equità non è considerata? Il fatto che nel settore privato questi prepensionamenti non sono possibili? Oltre al fatto che al solito modo italico si viola una legge appena fatta sulle pensioni che ci ha salvato dal default. E a quali condizioni voleva farli andare in pensione la Madia? Con i contributi versati?
    In ogn caso non ti smentisci mai: “quel che resta di Scelta civica”, non c’è un “quel che resta”, c’è una Scelta Civica e basta.

  2. Carmino Deotti ha scritto:

    Un Governo comprovattamente di pazzi …incapaci…mi ricorda un libro l’Idiota per appunto,grande opera. Questo Governo distruggerà ulteriormente il lavoro. Aiuti le inprese a crescere a innovarsi o potenziarsi… .

  3. Roberto Borri ha scritto:

    L’incapacità e l’ignoranza.

  4. Riccardo Bottegal ha scritto:

    sì, le inprese… soprattutto con l’istruzzione

  5. Dante Trazzi ha scritto:

    c’è che non sanno che pesci prendere e parlano perche hanno la lingua…

  6. Massimo Giovacchini ha scritto:

    Ad esempio che la Giannini a breve sarà una pensionata??? In Italia ognuno guarda al suo orto

  7. Massimiliano Monti ha scritto:

    Su questo tema sostengo apertamente la posizione del Ministro Giannini che avevo già espresso, in tempi non sospetti, quando il Sindaco di Roma, facendo il furbetto, aveva avuto l’idea di prepensionare un buon numero di dipendenti comunali per assumere giovani al loro posto.
    Le critiche che ho mosso a Marino sono le stesse che adesso rivolgo alla proposta del Ministro Madia.
    Quest’idea non è nuova nè innovativa ma, al contrario, ha caratterizzato il modo di gestire la Pubblica Amministrazione durante tutta la tanto condannata “Prima Repubblica” e che, alla fine, ha contribuito notevolmente alla tragica situazione economica del nostro Paese aumentandone il deficit; inoltre, si rischia di commettere nuovamente l’errore di considerare la Pubblica Amministrazione alla stessa stregua di un Ente con finalità assistenziali.
    Il vero problema della Pubblica Amministrazione non è quello dell’età anagrafica dei dipendenti ma di far lavorare (e bene pure!) i propri dipendenti: su questo pilastro deve reggersi la riforma della P.A. e poi tutto il resto.
    Ad esempio:
    1) complessivamente, i dipendenti pubblici sono troppi, costosi, inefficienti e, conseguentemente, il loro numero deve essere assolutamente ridotto
    2) per evitare i necessari licenziamenti si dovrebbe rendere obbligatoria la mobilità del personale tra amministrazioni con esubero di personale e quelle che ne hanno poco; ho detto “obbligatoria”, quindi con buona pace dei Sindacati (CGIL in testa)
    3) riduzione drastica del numero dei dirigenti e dei loro stipendi
    4) responsabilizzazione dei dipendenti a tutti i livelli
    5) possibilità di sanzionare i dipendenti fino ad arrivare al licenziamento disciplinare
    6) obbligare i dipendenti ad utilizzare i canali telematici (a partire dall’uso dell’email/pec) per dialogare con i cittadini
    7) combattere la piaga dell’assenteismo e dei “fannulloni”
    Bisogna avere il coraggio di scardinare la casta dei dipendenti pubblici e non alimentarla: pensare di prepensionare migliaia di lavoratori (scaricandone il peso economico sull’INPS e quindi su tutta la collettività) per poi riassumerne altri, oltre ad essere illogico, è assolutamente economicamente insostenibile.
    Basterebbero solo queste motivazioni per bocciare senza appello la proposta del Ministro Madia ma c’è un altro aspetto da considerare: l’equità sociale.
    Prevedere la possibilità del prepensionamento solo per i dipendenti pubblici (ma già il Sindaco Marino vorrebbe aggiungerci anche i dipendenti comunali) rappresenta una forte disparità di trattamento con i dipendenti del settore privato che, invece, non potrebbero accedere a tale possibilità dovendo restare in servizio fino ai famosi 67 anni previsti dalla Legge Fornero; o lo si prevede per tutti i lavoratori “senza distinzione tra pubblico e privato” o non lo si prevede per nessuno “perché tutti i cittadini sono uguali”.
    Eventualmente, si potrebbe pensare ad una parziale riforma della Legge Fornero prevedendo la possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni ma con precisi requisiti contributivi (avere un’elevata anzianità contributiva, almeno 35 anni, ed aver raggiunto almeno i 60 anni di età) ma con forti abbattimenti della pensione; ma questa è un’altra questione.

  8. Maria Damaso ha scritto:

    Il sistema Italia è marcio, ma la Giannin i non l’ ha capito

  9. Rodolfo Bolla ha scritto:

    Già, cosa c’è dietro? E davanti cosa c’è? A sinistra c’è qualcosa di meglio? A destra c’è ancora Berlusconi? Ok, sopra c’è il M5S, ma sotto chi c’è?

  10. Ciro Pocobello ha scritto:

    andate a casa tutte è 2 .

  11. Franco Baldussi ha scritto:

    Ma come si fa a a esercitarsi in un’analisi politica delle sciocchezze che dice (e ha sempre detto) la Madia?

  12. Lucente Michele ha scritto:

    Ma fanno parte del Governo????Ma esprimono concetti singoli senza consultarsi?????? Per la serie …….”. ognuno per conto proprio e Dio per tutti………”

  13. Antonio Palozzo ha scritto:

    Purtroppo questo è il male dell’Italia di parlare parlare e non di costruire, sono due ministri del governo perché no si consultano prima, sono convinto che lo fanno per protagonismo.

  14. Mauro Portoso ha scritto:

    giannini. una domanda, ma scelta civica esiste ancora??!!…..

  15. Giorgio Angeletti ha scritto:

    c’è solo confusione

  16. Bonato Daniela ha scritto:

    queste non sanno nemmeno dove sono andate a parare sono solo oche dell’ultima ora

  17. Mauro Conti ha scritto:

    Simpatiche tutte e due !!!!!

  18. Pingback: Italia30anni | Pietro Faraguna

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