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pubblicato: venerdì, 19 settembre, 2014

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La Scozia ha detto no: resterà nel Regno Unito

Scozia

La prima pagina del quotidiano Indipendent titola “The reunite Kingdom”. Il sito della BBC dice “Scotland says no to indipendence”. Il Guardian ha messo il faccione di Alex Salmond in prima pagina con la scritta “Scotland says no”, perché proprio di questo si tratta: la Scozia ha detto no. Il referendum per l’indipendenza ha visto prevalere il fronte di chi vuole restare nel Regno Unito.

Il no ha vinto con il 55 dei voti. Agli indipendentisti il 45 per cento.

In quasi tutte le amministrazioni della Scozia hanno prevalso gli unionisti. In quasi tutte, ma non in tutte. A Glasgow, ad esempio, gli indipendentisti hanno vinto con il 53,5 per cento: non un dato di poco conto, visto che si tratta della più grande città del paese. A Edimburgo il no ha ottenuto il 61 per cento.

È stata una lunga notte, quella vissuta in Scozia. I seggi hanno chiuso alle 23 ora italiana e da quel momento è cominciato lo spoglio. Altissima l’affluenza: 87 per cento nella contea di Aberdeen, 84,3 a Edimburgo. A Dundee è stato registrato il 78,8 per cento. Ne esce fuori una media dell’84,6 per cento, la più alta mai registrata in una elezione in Scozia. Non è stata una sorpresa, del resto. Circa 4,3 milioni di persone si erano iscritte alle liste elettorali: il 97 per cento degli aventi diritto.

Scozia 2

Photo by Igor GriffithsCC BY 2.0

Alex Salmond, leader dello Scottish National Party e promotore della campagna indipendentista, ha twittato alle 6,30 (ora italiana) un ringraziamento all’intero popolo scozzese per un risultato così incredibile.

Più o meno nello stesso momento il premier britannico David Cameron twittava così: “Ho parlato con Alistair Darling (leader della campagna unionista, ndr) – e mi sono congratulato con lui per la campagna ben condotta”. È il sospiro di sollievo di Westminster, della City, di Londra, che avevano temuto di ritrovarsi con un Regno Unito mutilato, un Partito Laburista ridimensionato, una sterlina impoverita e un terremoto amministrativo al proprio interno. “Quello di oggi è un risultato molto importante per la Scozia ma anche per il Regno Unito nel suo complesso” ha dichiarato Alistair Darling, “gli scozzesi hanno scelto l’unità e non le divisioni”.

Ma anche a Bruxelles hanno di sicuro tirato un sospiro di sollievo, avendo scansato l’insidia di doversi confrontare con un precedente giuridico inedito: un paese che nasce all’interno dell’Unione europea e che nell’Unione europea ci vorrebbe rientrare subito.

Ha vinto il no, la Scozia non sarà indipendente ma il referendum di ieri non è privo di conseguenze. Il vice primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, ha detto alla BBC che “ci sono due messaggi chiari. Primo: il popolo scozzese ha trovato la sua voce. Secondo: più di un milione di persone hanno votato per l’indipendenza, c’è grande voglia di cambiamento. Quello che non si vede, da nessuna parte, è il sostegno allo status quo”.

Ha ragione e del resto lo si sa da giorni. Londra aveva promesso un imponente piano di devolution in caso di vittoria del no e ora dovrà mantenere la parola: “Sarò lieto di incontrare Alex Salmond per parlarne” ha scritto su Twitter David Cameron. Ma a quel punto non è da escludere che richieste analoghe arriveranno anche da Galles e Irlanda del Nord. La Scozia ha detto no, ma da stanotte nulla è più come prima.

Immagine in evidenza: photo by Barney MossCC BY 2.0


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14 comments
Matteo Busoni
Matteo Busoni

Ma per l'amor degli Dei!!! Fuori da UE ed euro!!!

Walter Tizzano
Walter Tizzano

Occasione persa per cosa? Per far colare a picco la Scozia e danneggiare seriamente il resto della Gran Bretagna? Al giorno d'oggi è un'idiozia dividersi, occorre piuttosto rafforzare i legami e unire le forze. L'unica speranza sono gli Stati Uniti d'Europa, non certo tanti staterelli ininfluenti.

Gianni Costantini
Gianni Costantini

lo sapevo adesso chi vuole la secessione che fa ??????????????

Morski Som
Morski Som

destra o sinistra un'idea comunque balzana

Stefano Zanotti
Stefano Zanotti

C'è poco da fare, a meno che non ci siano gravi tensioni sociali, la gente è tendenzialmente conservatrice, ha paura di quello che succederebbe modificando lo status quo

Gastone Losio
Gastone Losio

La Scozia ha mostrato che l'anemia politica italiana si estende da sud a nord dell'Europa. Una seria analisi tuttavia deve individuare le cause. La causa principale è che mentre i NO avevano a supporto un chiaro progetto politico, l'attuale status di UK, i SI non avevano nessun serio progetto organico da proporre e hanno lasciato gli elettori nell'insicurezza del futuro e si sa che nessuna maggioranza si raggiunge in queste condizioni. Personalmente ho tentato di sostituire UK con EU, ma il messaggio non è santo portato in tempo all'ufficialità della campagna elettorale e alla consistenza di un progetto condiviso e maturo nella popolazione. O semplicemente non lo si è voluto portare e questa è la causa della sconfitta dei SI in Scozia. Il risultato ottenuto dai SI personalmente mi meraviglia moltissimo per la sua ampiezza nonostante questa capitale mancanza di proposta politica organica. Posso solo immaginare cosa sarebbe successo se si fosse seguito il mio consiglio. ___ Allego l'immagine e il messaggio da me inviati ai vari social scozzesi: *** Don't worry, it widens the family, turn the page, finally! www.losio.com/box/eur.gif ___ http://www.losio.com/rue/index.html#ase Il vincitore si chiama David Cameron, che ha dato ossigeno alla democrazia e la democrazia lo ha premiato non tanto per le sue argomentazioni politiche evolute e pronte al futuro quanto per la sua onesta intellettuale, la sua coerenza e il suo coraggio.

Guido Zaccaro
Guido Zaccaro

Comunque sia da oggi la Scozia gode di un ulteriore "devolution" (piena autonomia fiscale ideata al tempo dal laburista t. Blair).. Che la pone unica in Europa lontano anni luce dal centralismo italico.. In liguria (dove vivo).. 80/100 di tasse (più i gettiti portuali) convogliono a Roma carpiti dalla "casta di turno).

Angelo Ardito
Angelo Ardito

e ora come la prenderà la lega, volata fino ad amburgo e strasburgo? :D ahah...

Giovanni Falzacappa
Giovanni Falzacappa

L'idea dell'indipendenza scozzese dalla Sinistra scozzese mi pare una cazzata. I due Maggiori partiti in scozia sono i Laburisti (sinistra) che erano contrari all'indipendenza e Lo Scottish National Party (Partito Nazionalista con connotazione ne di destra e ne di sinistra) a favore dell'indipendenza. La Scozia non ha veri e propri partiti di destra visto che i conservatori sono odiati li.

Giovanni Falzacappa
Giovanni Falzacappa

Il risultato e' molto piu sorprendente di quello che sembra e schiacciante per il No, a parte quai 11% in differenza quando si credeva fossero solo 2-3%, in piu solo 4 consigli su 32 hanno votato a favore. Non sorprendentemente le aree piu povere hanno votato a favore. Edimburgo e la capitale del petrolio Aberdeen hanno votato per il No con quasi 20% di distacco. Le isole come le Orcadi e Le Shetland il No ha vinto con quasi 40% di distacco!

Andrea Pauselli
Andrea Pauselli

Ricordo che questa idea è venuta alla sinistra scozzese, non alla destra!!

Trackbacks

  1. […] La Scozia ha detto ‘No’ all’uscita dal Regno Unito. L’esito del referendum ha visto prevalere i ‘No’ col 55% dei voti contro il 45% dei ‘Sì’. Commento degli esponenti della Lega il giorno dopo il referendum in Scozia. […]

  2. […] e secondo altri non va abbastanza lontano. La Commissione Smith, istituita all’indomani del referendum che in Scozia ha bocciato la proposta di indipendenza, ha reso pubbliche le sue proposte per […]