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pubblicato: martedì, 4 novembre, 2014

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Articolo 18 e Jobs Act: nessuna concessione dal ministro Poletti

articolo 18 e jobs act ministro poletti tira dritto

Nessuno spazio di mediazione sul Jobs Act: è la posizione del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Il ministro Giuliano Poletti, intervistato da La Stampa, sembra poco intenzionato a fare passi indietro e afferma: “c’è una discussione parlamentare in corso” sulla delega sul lavoro, “vediamo come si sviluppa ma ciò che pensa il Governo è scritto nella legge e nel mio intervento al Senato. Quindi, per quanto mi riguarda, la legge potrebbe essere approvata nel testo attuale”.

Poletti ricorda che per la prima volta nella storia di questo Paese c’è un governo che anziché promettere “interventi generici, decide una riforma radicale contro la precarietà. Questi sono i fatti”.

 poletti ai sindacati usiamo toni giusti

JOBS ACT, POLETTI “SCIOPERI INGIUSTIFICATI”

Rispetto agli scioperi generali di Fiom e Cgil Poletti afferma: “siamo in democrazia, ciascuno ha la libertà e la responsabilità di fare le proprie scelte. Ma mi permetto di dire che nel merito ritengo questi scioperi ingiustificati”.

JOBS ACT, POLETTI “USIAMO TONI GIUSTI”

Alla domanda se dietro gli scioperi si siano solo ragioni politiche il ministro Poletti risponde: “Se uno ritiene di fare uno sciopero per contestare i contenuti di una legge, evidentemente è mosso da ragioni di questo tipo”. Per Poletti “È bene che tutti coloro i quali intervengono intorno ai temi del lavoro evitino di alzare i toni oltre un certo livello”. In merito alla manifestazione che ha portato agli scontri tra polizia e manifestanti ecco Poletti: La settimana scorsa sono accaduti dei fatti che parlano da soli” che chiude con un invito: “usiamo i toni giusti, e confrontiamoci nel merito, è l’unica cosa che conta”.


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11 comments
Mauro Amelio
Mauro Amelio

veramente i governi vengono eletti per autoproclamazione da gente che non è stata eletta, ma nominata dai partiti, se questa è fortuna, è fortuna anche fare 11 al totocalcio. sinceramente meglio quando c'era il proporzionale, dove la politica rappresentava veramente lo stato, più difficile governare, ma più democratico di incostituzionali premi di maggioranza.

Walter Tizzano
Walter Tizzano

Ha ragione Poletti. I sindacati hanno una gran fetta di responsabilità per lo stato in cui versa il paese.

Walter Tizzano
Walter Tizzano

I governi di eleggono nelle urne, non nelle piazze. Il "partito della piazza" è quello che alle elezioni, se supera lo sbarramento, prende qualche punto percentuale ed è condannato all'irrilevanza. Per fortuna.

Piero Bazzoni
Piero Bazzoni

Ha ragione Poletti. I sindacati sono stati zitti fino adesso. Da quando il governo ha dimezzato i permessi sindacali sono in agitazione.I sindacati rendano pubblico i loro bilanci, quanto guadagnano coi padronati e fondi pensione, le pensioni dell'INPS che percepiscono gli ex sindacalisti ecc.

Mauro Amelio
Mauro Amelio

veramente l'opposizione è al governo, sono una minoranza. quanti iscritti al pd o agli altri partiti? quanti ai vari sindacati? quanti a s.giovanni e quanti alla leopolda? quanti a favore di questa riforma e quanti contrari tra i cittadini?

Luisa Bacocchia
Luisa Bacocchia

se non cosulteranno anche i sindacati non andranno da nessuna parte questi sbruffoni ,siamo noi che vi paghiamo i vostri principeschi stipendi lasciandoci solo le briciole

Lello Petrone
Lello Petrone

Il renzismo non ammette contestazioni. Mussolini a sti cialtroni gli fa un baffo

Luigi Viglione
Luigi Viglione

Quindi se uno dissente dalla legge sul lavoro del governo è mosso solo da ragioni politiche? Questi sono tutti suonati! E poi, quali sarebbero i toni giusti? Chinare il capo, mettersi sugli attenti e gridare sissignore? Infine, non è più che ovvio che il governo dovrebbe mediare? Se uno vuole imporre qualcosa alla popolazione non vi pare che vengano meno i principi fondamentali della democrazia?