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pubblicato: giovedì, 8 gennaio, 2015

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Strage di Charlie Hebdo in Francia: Charbonnier e la lista di Al Qaeda

charlie hebdo

Strage di Charlie Hebdo in Francia: il direttore della rivista satirica Stephane Charbonnier, altrimenti noto come “Charb”, era sull’ultima lista degli obiettivi di Al Qaeda pubblicata nel 2013 da Inspire. Dietro la rivista si nasconde proprio la più temuta organizzazione terroristica mondiale.

La lista

Ancora non ci sono riscontri abbastanza solidi per affermare che l’attacco di ieri alla sede di Charlie Hebdo sia stato condotto da Al Qaeda. Al momento l’unico indizio noto in questo senso è la presunta indicazione data da un assalitore che, secondo il racconto di un testimone, avrebbe detto: “dite ai media che siamo dell’Al Qaeda yemenita”.

D’altra parte il nome di Stephane Charbonnier compariva tra quelli degli 11 obiettivi di Al Qaeda riportati nella lista pubblicata dalla rivista Inspire, a quanto pare organica alla parte dell’organizzazione operante nella penisola araba, nei primi mesi del 2013. Sta circolando online la copertina del numero contenente la lista. In copertina sono ritratte 9 persone, appare anche il nome di due donne senza mostrarne la foto. “Un proiettile al giorno toglie l’infedele di torno: difendi il profeta Maometto e che la pace sia con lui”, questo è il titolo.

Oltra a Charbonnier nella lista sono presenti Carsten Juste e Flemming Rose, rispettivamente direttore e supervisore della sezione culturale di un giornale danese colpevole di aver pubblicato delle vignette su Maometto di Kurt Westergaard, anche quest’ultimo è presente sulla lista (già scampato a due agguati).

charlie

Spazio anche per Terry Jones, pastore statunitense che in seguito all’attacco delle Torri Gemelle annunciò di voler bruciare una copia del Corano, Geert Wilders, politico olandese autore di un documentario contro il fondamentalismo islamico giudicato “offensivo” anche da Ban Ki Moon, e Morris Sadek, avvocato copto egiziano statunitense colpevole di aver diffuso nel mondo arabo un video satirico sull’Islam.

Naturalmente in lista anche Salman Rushdie, sul quale pende una fatwa (condanna a morte) pronunciata dall’ayatollah Khomeini sin dai tempi del libro I versi satanici. Le due donne “senza volto” nell’elenco sono la femminista somala Hayan Irsi Ali, collaborò alla sceneggiature del film Submission del regista olandese Theo Van Gogh (assassinato nel 2004), e Molly Norris, vignettista statunitense che organizzò la giornata “Disegniamo tutti Maometto” in seguito alle minacce di morte subite dagli autori di South Park nel 2010 per un episodio in cui si parlava dell’Islam.

La rivista di Al Qaeda

Inspire fu fondato nel 2010 da Anwar Al Awalaki, leader di Al Qaeda nato negli Usa, e Samir Khan, cittadino Usa, entrambi uccisi nel 2011 in Yemen da droni americani.

Le autorità americane hanno cominciato ad interessarsi alla rivista nel 2011 quando un soldato americano venne arrestato dall’FBI mentre preparava una bomba con una pentola a pressione. Aveva trovato le istruzioni in un articolo della rivista intitolato “costruisci una bomba nella cucina di tua madre”. Nel 2013 le stesse istruzioni saranno seguite dai fratelli Tsarnaev per costruire gli ordigni usati nell’attentato alla maratona di Boston.


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