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pubblicato: giovedì, 5 febbraio, 2015

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Bce e Fmi minacciano la Grecia, Tsipras: “Non accettiamo ricatti”

draghi bce quantitative easing

La Bce taglia gli aiuti al governo Tsipras. Da Atene fanno sapere di non essere disposti ad accettare ricatti.

La decisione della Bce

Ieri la Banca Centrale Europea ha fatto sapere, con una nota pubblicata sul suo sito, di aver sospeso il piano di prestiti favorevoli concesso alle banche greche. Finora gli istituti greci potevano prendere in prestito denaro con garanzie inferiori a quelle normalmente necessarie. Ma “al momento non è possibile presumere una conclusione positiva del processo di revisione del programma” di aiuti alla Grecia (ha come termine il 28 Febbraio) riferiscono dall’istituto.

La Banca Centrale ha quindi rimosso una deroga introdotta nel 2010 che permetteva alle banche greche di prelevare liquidità dalla Bce stessa fornendo come garanzia i propri titoli di stato che, vista la situazione in cui versa l’economia greca, hanno un rating ad alto rischio cioè non hanno garanzie.

grecia

Gli istituti greci hanno grande bisogno di liquidità, in particolar modo adesso, a seguito degli ingenti prelievi effettuati dai cittadini greci poco prima delle elezioni anticipate e del calo dell’Euro successivo alla decisione della Svizzera sulla rimozione del blocco del tasso di cambio del franco.

La decisione comunque non mette a rischio la possibilità delle banche greche di disporre di liquidità: potranno comunque rifinanziarsi attraverso la Bce ma a un tasso molto più alto di quello applicato finora (1,55% conto 0,05%). Al momento resta in funzione l’ELA (Emergency Liquidity Assistance) fornito proprio dalla Bce attraverso la banca centrale greca e riservato alle banche che hanno gravi problemi di liquidità. Lo strumento di emergenza potrebbe però essere revocato dal Consiglio direttivo della Bce con una maggioranza di due terzi.

La staffilata di Schaeuble

A Berlino, Varoufakis ha lanciato un messaggio affilato ai tedeschi: “Credo che tra tutti i Paesi europei la Germania sia quello che possa capire meglio questa semplice notizia: quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa, senza far intravedere la luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi va in ebollizione”.

Il titolare delle Finanze tedesco ha definito l’incontro lungo e intenso, anche se “non c’è accordo su tutto” tra le due parti, “ma un impegno comune”. Anche perché la posizione di Berlino è che “Atene deve continuare a lavorare con Ue, Bce e Fmi” e non rompere con la Troika; Schaeuble non usa remore nel dire che “alcune misure di Tsipras vanno dalla parte sbagliata”.

Il Fmi all’attacco

Nella partita entra anche il Fondo monetario, parte della Troika con Bce e Ue e creditore di Atene, secondo il quale “il programma per la Grecia è fatto per aiutare il governo greco e il popolo greco. E allo stesso tempo per evitare ogni pericolo di contagio. Continuare su questa strada porterà benefici alla Grecia e al resto d’Europa”. A spiegarlo è il direttore della comunicazione, Gerry Rice. L’organismo di Washington apre uno spiraglio quando si dice “pronto a discutere le idee, le proposte e la direzione delle politiche del nuovo governo”.  L’accordo quadro sulla sostenibilità del debito greco “resta in piedi” e “non c’è stata alcuna discussione con le autorità su possibili cambiamenti”, ha aggiunti Rice, interpellato sulla possibilità di una ristrutturazione del debito di Atene.

La risposta di Atene

Dalla Grecia ribattono colpo su colpo a Francoforte: “non facciamo ricatti e non vogliamo subirne” la risposta del governo Tsipras all’iniziativa della Bce. Il ministro delle Finanze greco Varoufakis ha inoltre lanciato una provocazione all’indirizzo di Berlino: “la Germania sa bene che cosa può succedere quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel: questa nazione prima o poi fermenta”. Chiaro il riferimento all’ascesa del nazionalsocialismo.

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