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pubblicato: martedì, 10 marzo, 2015

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Riforme, arriva il via libera della Camera Minoranza Pd: “Adesso modificare Italicum”

riforme camera ddl boschi

Riforme, via libera della Camera al disegno di legge. Su 489 presenti, i voti favorevoli sono stati 357, i contrari 125 e sette gli astenuti. Un voto che non è stato però unanime. Esulta il premier Matteo Renzi: “Voto riforme ok alla Camera. Un paese più semplice e più giusto. Brava Maria Elena Boschi, bravo Emanuele Fiano, bravi tutti i deputati di maggioranza #lavoltabuona”. Gli fa eco il ministro Boschi, madrina delle riforme. “Abbiamo fatto un passo in avanti importante e abbiamo messo un altro tassello”. Boschi ringrazia poi tutti i deputati “per il grande lavoro fatto”.  Non manca l’apertura al confronto con i dirigenti del Pd: “Parleremo con loro”.

Pier Luigi Bersani è però sul piede di guerra: “Il Patto del Nazareno non c’è più, non si dica che non si tocca niente. O si modifica in modo sensato l’Italicum o io non voto più sì sulla legge elettorale e di conseguenza sulle riforme perchè il combinato disposto crea una situazione insostenibile per la democrazia”. Tesi messa nero su bianco in un documento firmato da 24 deputati di Sinistra Dem e sottoscritto da Gianni Cuperlo. “Nel caso in cui il governo rifiutasse di riaprire il confronto sulle ipotesi di miglioramento delle riforme costituzionali e dell’Italicum, ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Da parte nostra ci riserviamo fin da ora la nostra autonomia di giudizio e di azione”. “Il combinato Italicum e riforma istituzionale non sta in piedi – avverte il deputato dissidente Alfredo D’Attorre – se Renzi rifiuterà di modificare la legge elettorale, non darò più il sostegno al governo”.

Duro anche il commento di Nichi Vendola: “La Costituzione è il fondamento della vita democratica. E stravolgerla con la logica dei colpi di mano nella direzione sbagliata è grave. Questa cosiddetta riforma serve a dare sempre più potere a chi il potere ce l’ha, e a rendere il popolo sempre più una comparsa sulla scena della vita pubblica”.

Riforme, i voti mancanti nel Pd

Sul voto al ddl Boschi di riforma costituzionale al Pd sono mancati 18 voti: tre astenuti (Angelo Capodicasa, Carlo Galli e Guglielmo Vaccaro) e 15 deputati che non hanno partecipato al voto. Di questi, in otto sono ‘giustificatì: Maria Chiara Carrozza, Massimo Bray, Ezio Casati, Lorenzo Becattini, Vincenzo Folino, Giovanna Martelli, Demetrio Battaglia e Francantonio Genovese (detenuto con l’accusa di truffa e peculato). Non hanno partecipato al voto, inoltre, Ferdinando Aiello, Francesco Boccia, Paola Bragantini, Pippo Civati, Stefano Fassina, Luca Pastorino e Michele Pelillo.

Riforme, un voto pieno di incognite

Da una parte Matteo Renzi e il governo che combatte con la minoranza dem, contraria nel merito della riforma del Senato, dall’altra Berlusconi, che dopo la rottura del Patto del Nazareno ha perso la bussola di Forza Italia. Si aggiunge anche il MoVimento 5 Stelle pronto ad abbandonare l’aula. Lega, Fratelli d’Italia e Sel voteranno no. Questo è lo stato generale a Montecitorio, dove proprio oggi approderà il ddl Boschi. Diremo addio al bicameralismo perfetto? Di certo non lo scopriremo in questi giorni: l’iter è ancora lunghissimo, si aspetta la navette tra Camera e Senato e un probabile referendum confermativo finale. tabella

La spaccatura interna a Forza Italia. Il documento dei verdiniani

Gli appelli dell’ex-Cavaliere non fanno più breccia nel cuore degli azzurri. La frattura tra falchi e colombe, tra astensionisti, contrari e favorevoli alla riforma è evidente. I verdiniani voteranno  comunque “no” alla Camera al ddl Boschi, come indicato da Silvio Berlusconi. Daniela Santanchè, una delle esponenti azzurre più tentate dal sì, spiega all’Adnkronos le ragioni del passo indietro: “Il presidente Berlusconi ci ha chiesto un atto di fiducia e noi siamo leali. Credo che tutto il gruppo di Fi alla Camera oggi voterà compatto per il no, grazie soprattutto alla nostra buona volontà, perchè noi siamo persone leali, ma faremo un atto pubblico per manifestare tutte le nostre critiche e perplessità a questa riforma”. I filonazareno, 17 in tutto,  hanno poi presentato un documento molto critico nei confronti della riforma renziana e della linea del partito spesso “troppo oscillante”. “Come dimostra questo documento il gruppo non è nè unito nè persuaso dalla linea che è stata scelta. Desideriamo rappresentarti il nostro profondo disagio e dissenso rispetto alla decisione di votare contro le riforme istituzionali all’esame della Camera. Siamo infatti convinti della bontà del percorso che era stato avviato con il cosiddetto ‘patto del Nazareno’, un percorso che ci aveva rimesso al centro della vita politica del Paese e che ci aveva consentito di partecipare ad un processo di riscrittura della Costituzione che per la logica fisiologia della politica non poteva che avere natura ‘compromissoria’”. A loro ha risposto il capogruppo alla Camera di FI, Renato Brunetta. “Di fronte alla notizia che Renzi non ha la maggioranza in Parlamento guardo con tolleranza queste sensibilità diverse emerse in FI, che sono francamente giustificabili dopo un anno sofferto di Patto del Nazareno. Il nostro no è stato un no di libertà”.

Invece è più deciso un altro esponente storico, Gianfranco Rotondi: “Berlusconi si sta facendo sfilare dal piede la palla del gol. E la sua missione non può dirsi compiuta se sciupa l’occasione storica di firmare l’ingresso nella terza repubblica”. A quanto pare l’ex Dc voterà a favore delle riforme proprio per “aiutare” l’ex-Cav e realizzare il sogno del bipolarismo.

Il no compatto di Forza Italia è stato applaudito dal ribelle azzurro, Raffaele Fitto. “Oggi benvenuti tutti all’opposizione. Ora l’essenziale è che non ci sia la riserva mentale, nel prossimo passaggio al Senato, una volta passate le elezioni regionali, di riprendere a fare pasticci come è accaduto fino a quindici giorni fa”. Mara Carfagna attacca invece i verdiniani. “Una parte di Forza Italia è con Renzi? Dovrebbero avere il coraggio di metterci la faccia, di uscire allo scoperto e di dichiarare ufficialmente la loro adesione al premier e al Pd”. “In politica bisogna metterci la faccia credo che sia apprezzabile, è un dovere farlo verso gli elettori”, spiega l’ex ministro per le Pari opportunità.

Sotto sotto c’è l’alleanza con la Lega

La situazione a destra mostra delle crepe profonde. Dietro alle decisioni di voto sulle riforme, si nascondono le elezioni regionali. Berlusconi riabbraccerà Alfano o sarà costretto ad un’alleanza difficile con la Lega lepenista? Molto si deciderà in questi giorni. Intanto i falchi si fanno sentire. Raffaele Fitto ora è soddisfatto per le parole dell’ex-Cavaliere; Brunetta tenta di tenere uniti i cocci del partito, Minzolini è più critico: “Fi si è fatta fregare da Matteo Renzi. Ha rubato le nostre idee e le rielabora in modo abborracciato”.

Da Civati a D’Attore: i contrari della minoranza

“Non darò il mio voto alla riforma costituzionale. Lo faccio in ragione di una posizione di merito che accompagna le mie azioni dal gennaio del 2013”. Queste sono le parole di Pippo Civati, portatore di istanze appunto “di merito” sulla questione delle riforme costituzionali. Il ribelle democrat attacca anche Area Riformista colpevole di “alzare polveroni” salvo poi “ritirare emendamenti e non far niente”. Pier Luigi Bersani oggi ha infatti detto che voterà sì alle Riforme a patto che poi si modifichi l’Italicum. “Se si vota oggi così com’è la riforma costituzionale, poi bisogna cambiare la legge elettorale. Chiedo di modificarla. Altrimenti io non sarei in grado di votarla”.

riforme civati minoranza

Un ragionamento che fa anche il deputato Alfredo D’Attore: “ora che non c’è più Forza Italia non ha senso restare fermi sulle vecchie posizioni”. Il bersaniano si spinge su dei cambiamenti drastici, soprattutto per evitare un parlamento di nominati, come diverrebbe secondo la minoranza con l’Italicum e la riforma costituzionale di Palazzo Madama. A votare contro sarà anche Stefano Fassina, certificando come saranno meno di cinque o sei i voti in dissenso dal gruppo.

D’altronde Delrio e Renzi hanno sempre confermato la forza della maggioranza e del governo. Se Forza Italia si discosta, abbiamo i numeri per andare avanti da soli. Anche se ora il Pd conterà necessariamente – prima di tutto per i prossimi passaggi al Senato – dei voti dei dissidenti di Berlusconi e forse su qualche ex grillino.

I Cinque Stelle usciranno dall’aula

L’atteggiamento dell’opposizione più dura non cambia. Il M5S si è sempre dichiarato contrario sui contenuti della riforma e sui metodi della sua approvazione – per esempio la seduta fiume di qualche settimana fa. Alla decisione estrema ha risposto il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza: “chi rimane fuori si condanna all’inutilità”. A lui ha replicato il deputato M5S Danilo Toninelli: “È davvero doloroso per me essere qui oggi ma lo faccio con l’orgoglio di chi ha il compito di testimoniare la contrarietà al tentativo di rovinare la Costituzione imposto con metodi fascisti”.


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38 comments
Enzo Pignata
Enzo Pignata

La smettessero una volta x sempre .....se era x loro eravamo scesi al 20%

Elis de Martin
Elis de Martin

Non si capisce se siete più arroganti o ignoranti, di certo siete una roba vergognosa

ExPD
ExPD

Parlo' Locatelli, il cretino che non vede la realtà.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Parlo' il 18enne verginello di voto che ha votato sempre solo Grillo che esiste solo da 3 anni. Prima?? Maaaaah. Berlusconiano? Non se ne vedono più in giro da un po'.

Elis de Martin
Elis de Martin

Purtroppo è inutile discutere con gente che la pensa così, il governo è lo specchio di una società in maggioranza malata

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Parlo' quello che si ciba di Tze Tze e di Blog e vive di copia-incolla e condividi post del mo vi mento.

Arcuri Adriano
Arcuri Adriano

pidioti ,chiedono confronto ovviamente finto per poi dire il contrario tutta propaganda appoggiata da giornalisti zerbini che vi drogano .ma non vi fate un po schifo difendere questi politici, ladri corrotti mafiosi che pensano solo alle loro tasche e loro benessere, che mangiano a crepapelle, tutti i privilegi che pigliano loro sono tasse in più per il cittadino, vi lamentate e continuate a votarli o peggio a difenderli ho siete complici o siete idioti, o tutti e due + parassiti.

Giuseppe Serra
Giuseppe Serra

La minoranza Dem dovrebbe darsi fuoco. O almeno, avere il buon gusto di tacere.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Zero argomenti. Zero soluzioni. Sempre sui tetti o fuori dall'aula. E anche in Europa valete zero con i fascisti inglesi e polacchi. Soldi buttati.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

3 anni per tirare su 10 milioni di euro quando il governo a stanziato miliardi per le imprese. Al posto di stare sui tetti o uscire dall'aula imparate a confrontarvi con gli altri partiti.

Elis de Martin
Elis de Martin

Siete i nuovi berlusconiani stessa protervia ed arroganza, restituite il mal tolto per decenza!

Elis de Martin
Elis de Martin

Restituite i soldi e dimezzatevi lo stipendio abbiate decenza

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Ma Grillo non doveva andarsene se perdeva le elezioni europee? Ha imparato velocemente dai politici.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Quali schifezze? Manco le citi e manco Renzi era al governo. Renzi ha governato così male Firenze che andato via lui hanno fatto l'elezione e ha vinto il vice. Invece Parma con l'inceneritore che brucia ancora (promessa elettorale pizzarotti e grillo) e città mezza fallita con squadra e teatro annessi. E con morti nell'ultimo alluvione. Se governate così l'italia siamo apposto.

Nicola Berardi
Nicola Berardi

Elis, la risposta alle tue domande è nel mio commento sopra.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Ma Voi non siete migliori e puri?ah ah ah ah E poi dissero quelli sempre con il dito puntato. Voi potete fare i professori il Pd no?

Nicola Berardi
Nicola Berardi

Anna non ti è chiaro come funziona l'iter parlamentare. Di emendamenti ne hanno presentati MIGLIAIA, tutti i partiti. Il confronto prima si fa intorno a un tavolo per sintetizzare tutte le proposte: se non ci fosse questo passaggio e ci fosse solo il voto degli emendamenti, si avrebbero riforme scoordinate nei contenuti. Il M5S non ha dato margini di trattativa con la scusa "noi con voi non trattiamo perché siete corrotti", e ha presentato degli emendamenti dicendo "o votate o vaffanculo". Questo NON è dare alternative.

Elis de Martin
Elis de Martin

La roba che dite ci è costata miliardi di euro una roba vergognosa! ! No si dice alle schiforme che il bullo fiorentino, che ci fa già fare figure pessime in giro per l'Europa, sta portando avanti.. informatevi meglio, non su repubblica e neanche su tzetze o il sacro blogghe ma sugli atti parlamentari! Interessanti gli scoop trovati nelle patatine, vi piacerebbe vero.. siete inimitabili in ruberie altro che imparare veloce

Elis de Martin
Elis de Martin

Che mi risulti i fantomatici paladini della democrazia del pd ne hanno espulsi 519 in un anno e mezzo per essersi messi contro ai loro "interessi", invece di guardare agli altri dovrebbero fare mea culpa e chiedere scusa essendo anche più vecchi nella politica

Anna Friscia
Anna Friscia

senza dare alternative??? ma allora tutte le proposte di modifiche (leggi emendamenti) cosa sono?

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Sempre la solita roba. Tifate per lo sfascio perché vi porta voti e quindi votate no. Ma i consiglieri regionali M5S accusati di appropriazione indebita in Emilia Romagna nulla? I consiglieri regionali M5S siciliani per parentopoli? L eurodeputato M5S con decine di portaborse nulla? Ah ah ah imparate veloce.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Ah ah ah ah peccato che scappano da Voi per mancanza di democrazia e confronto mica da Noi. Anzi nel Pd esiste una minoranza pd. E non mi sembra che sia stata cacciata.

Gran Salento
Gran Salento

Metodi fascisti? E perchè non comunisti?

Elis de Martin
Elis de Martin

Il pd dei ballisti è meglio che si disintossichi prima di parlare di democrazia

Elis de Martin
Elis de Martin

Ballisti piddini indefessamente all'opera, prima di blaterare restituite i soldi pubblici delle nostre tasse che avete sottratto dimezzate gli stipendi limitatevi il mandato chiedete scusa e poi potete parlare

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

In modo democratico si vota come succede in tutte le democrazie parlamentari . Se perdete ai voti mica è colpa del pd.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Il Premier viene nominato dal parlamento come dice la Costituzione. La difendono ma manco la conoscono. Mo vi mento

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Come quella del referendum da 40 milioni di euro per l'autonomia della Lombardia votato da M5S Lega Nord e Forza Italia che i cittadini lombardi dovranno pagare quando potevano essere spesi per i giovani, per le imprese, per le case popolari? Mo vi mento.

Elis de Martin
Elis de Martin

Ah ah ah per non parlare delle balle piddine e della loro propaganda che grava sulle nostre tasse

Elis de Martin
Elis de Martin

Voi piddini continuate a difendere chi ha rovinato il paese e, come se non bastasse, continua a farlo! Informati sul contenuto di questa schiforma e cerca di intendere se è fatta nell'interesse dei cittadini italiani, tra l'altro a me risulta che renzi è stato nominato sindaco di firenze e non premier! Dovreste prima di tutto invitare i vostri "eletti" a restituire i soldi pubblici delle nostre tasse sottratti, a non candidare condannati, a tagliarsi lo stipendio chiedendo scusa per i comportamenti vergognosi, solo dopo si può discutere di riforme ma in maniera democratica e non con protervia ed arroganza

Nicola Berardi
Nicola Berardi

Anna, chiariamo il concetto di "confronto" in italiano. Presentarsi ad un incontro e dire "o fate come diciamo noi oppure vaffanculo, siete dei corrotti" equivale a non confrontarsi. Non sono superiori, non contano di più, valgono 1 come ogni deputato e senatore in Parlamento: non si sono confrontati su nulla, hanno solo proposto delle soluzioni senza dare alternative.

Anna Friscia
Anna Friscia

Si sono confrontati su tutto, il PD non ha voluto cambiare una virgola, hanno bocciato persino l'incandidabilita' dei condannati. Il PD è il vero partito del NO

Nicola Berardi
Nicola Berardi

Elis se stanno "rovinando la Carta con una riforma vergognosa" (cito), vuol dire che ad oggi la nostra è una buona Costituzione. E la nostra Costituzione prevede le elezioni solo a seguito di scioglimento delle Camere, cosentendo quindi (cosa che è capitata decine di volte) un cambio di governo e di maggioranze senza necessità di elezioni. Le possibilità sono due: o la Costituzione è buona, e allora la stanno rispettando nella forma e nella sostanza; oppure di punto in bianco la Carta è diventata carta straccia. Quale delle due?

Tiziano Tumiatti
Tiziano Tumiatti

La maggioranza è stata eletta. Questa, se non è successo qualcosa che mi è sfuggito, è ancora una repubblica parlamentare, le maggioranze le approva il parlamento e il presidente del consiglio è nominato dal capo dello Stato. Almeno così mi risulta.

Fabio Locatelli
Fabio Locatelli

Non eletti ah ah ah ah. La solita balla grillina. I deputati e i senatori sono ancora quelle delle elezioni Berlusconi Grillo Bersani. E finché non si sciolgono le camere si può nominare qualsiasi premier basta che ci sia la maggioranza.

Nicola Berardi
Nicola Berardi

Sempre molte parole ma pochi fatti, non avete ancora trovato il modo di contare qualcosa cari grillini. Rifiutare il confronto non è stata una buona idea.