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pubblicato: domenica, 29 marzo, 2015

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Amministrative Francia: Sarkozy sbanca, Le Pen delusa

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L’alternanza è in marcia”. Lo slogan profetico dell’ex presidente Nicolas Sarkozy si è avverato domenica 29 marzo, con la larga vittoria dell’alleanza di centrodestra UMP-UDI al secondo turno delle elezioni dipartimentali di Francia. In base alle proiezioni, la coalizione guidata dai neo-gollisti conquista la maggioranza in 67-74 consigli dipartimentali – l’equivalente delle nostre assemblee provinciali – a fronte dei 27-31 appannaggio del Partito Socialista di governo. Il Front National di Marine Le Pen, nonostante l’ottimo risultato conseguito al primo turno (25%) non riesce a portare a casa alcun dipartimento, laddove l’obiettivo del partito populista era quello di ottenere il controllo di almeno tre amministrazioni; a livello nazionale il FN indietreggia al 21%, uno score comunque superiore al 15% delle precedenti cantonali del 2011. “Siamo delusi ma non sconfitti”, ha affermato la nipote di casa Le Pen Marion-Maréchal, il più giovane deputato della storia francese.

AMMINISTRATIVE FRANCIA, EMORRAGIA PS Il quotidiano Le Figaro ha enumerato almeno 18 dipartimenti che passeranno dalla sponda socialista a quella UMP, tra i quali alcune roccaforti simboliche della Gauche: la Corrèze, terra natale di Jacques Chirac ma feudo elettorale del presidente François Hollande; il Nord, bastione del sindaco PS nonché esponente della “fronda” interna contro la svolta liberale del governo, Martine Aubry; uno dei due dipartimenti amministrati dal Partito Comunista Francese, l’Allier (l’altro, la Val-de-Marne, resta saldamente in mano comunista); il Doubs, teatro dell’inedito scontro tra socialisti e Front National alle recenti legislative parziali; il Bouches-du-Rhône, che non cambiava colore politico (progressista) addirittura dal 1953.

L’istituto statistico IFOP ha calcolato che il blocco di centrodestra ottiene mediamente il 56% nei ballottaggi al cospetto della sinistra socialista, e il 59% nei duelli con candidati FN. Nonostante la tattica del “ni-ni” di Sarkozy – nessuna indicazione di voto per il PS né per la Le Pen in caso di UMP fuori dai giochi – la sinistra prevale sull’estrema destra con il 54%. Nei cosiddetti “triangolari”, sfide a tre UMP-PS-FN, i popolari la spuntano al 37%, contro il 35 socialista e il 27 frontista.

AMMINISTRATIVE FRANCIA, SARKOZY GONGOLAQuesta sera, la destra repubblicana e il centro hanno nettamente vinto le elezioni”, ha dichiarato a caldo il leader UMP Nicolas Sarkozy, che corona così il proprio ritorno sulla scena politica di Francia, annunciato tra perplessità e polemiche la scorsa estate. “Mai, sotto la V Repubblica, la nostra famiglia politica aveva ottenuto così tanti dipartimenti. I nostri candidati hanno dimostrato di essere in grado di vincere dappertutto, anche dove la Sinistra era al potere da decenni”, ha continuato l’ex inquilino dell’Eliseo, che ha poi riconosciuto: “Senza unità niente sarà possibile in futuro (…) Acceleriamo la preparazione di un progetto repubblicano di alternanza, per far rialzare il nostro Paese dopo tre anni con i Socialisti più arcaici d’Europa”. L’intesa con i centristi UDI e MoDem sembra infatti imprescindibile in vista delle Presidenziali del 2017, anche se le ruggini tra Sarko e lo storico leader moderato François Bayrou – che nel 2012 diede indicazione di voto in favore di Hollande al ballottaggio – saranno difficili da ripulire, soprattutto alla luce dell’evidente droitisation della campagna elettorale sarkozysta, a caccia dei consensi fagocitati dal FN.

AMMINISTRATIVE FRANCIA, VALLS AMMETTE LA SCONFITTA Il Primo Ministro Manuel Valls, che aveva impostato la campagna per le Dipartimentali all’insegna del muro contro muro con Marine Le Pen (agitando il pericolo anti-democratico in caso di successo frontista) non ha potuto fare altro che riconoscere il trionfo della destra. “La sinistra si è presentata troppo divisa al primo turno”, ha dichiarato l’ex ministro dell’Interno, “I francesi hanno espresso la loro rabbia. Ho recepito il messaggio e il mio governo continuerà a rispondere, raddoppiando le energie rispetto a queste priorità: il lavoro, il lavoro, il lavoro”. Gli ha fatto eco il primo segretario del PS Jean-Christophe Cambadélis, che ha invocato una riconciliazione tra le forze progressiste proprio mentre si ipotizza un riavvicinamento tra la maggioranza e il partito Europe Ecologie les Verts dopo mesi di attrito. La sinistra altermondialista, Front de Gauche in testa, continua invece a puntare il dito contro Hollande, Valls e la fallimentare gestione del quinquennato socialista.

Valls non ha tuttavia rinunciato a prendere nuovamente di mira il Front National: “Il risultato elevato dell’estrema destra resta una sfida per i repubblicani (…) Non c’è da aspettarsi nulla di buono [dal FN] né a livello locale né nazionale”, salvo poi ammettere che “Queste elezioni sono il segno di uno sconvolgimento durevole nel nostro panorama politico”. La destra radicale non avrà sfondato alle dipartimentali, ma la dinamica tripartitica sembra ormai un dato di fatto all’interno del sistema transalpino.

 

Niccolò Inches
@niccolink


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