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pubblicato: lunedì, 30 marzo, 2015

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Italicum, nessuna modifica: direzione Pd approva linea Renzi. La minoranza non vota

assemblea pd renzi domenica 14 dicembre 2014

Tutto come previsto. La direzione del Pd ha approvato la relazione del segretario-premier Matteo Renzi sulla legge elettorale. Nessuna modifica all’Italicum, quindi, su cui a questo punto si pronuncerà la Camera il prossimo 27 aprile con la votazione finale. La vicenda ha amplificato però la spaccatura all’interno del partito, in quanto in direzione tutte le minoranza si sono astenute. Entro maggio, quindi, verrà posta la parola fine e portare a casa la riforma della legge elettorale.

L’intervento di Renzi

“Io oggi chiedo un voto su questa riforma come ratifica di quello che abbiamo fatto e come mandato per i prossimi mesi. Chiedo un voto per la qualità e l’efficacia dei governi che verranno ma anche per la dignità di questo governo”. E’ con queste parole che Matteo Renzi apre il suo intervento in direzione.

“Il modello di riforme che proponiamo – continua il premier – non vede la dittatura o la ‘democratura’, piuttosto è un modello di democrazia che decide. Il punto chiave è il ballottaggio, perché consente di avere un vincitore o di non averlo. Sulla legge elettorale ci giochiamo la fiducia. Ho letto qualcuno che ha detto che non si può mettere la fiducia sulla legge elettorale. Ne parleremo tra di noi. Permettetemi ora di mettere la fiducia al nostro interno. Considero un clamoroso errore riaprire la discussione al Senato, è un azzardo che ci espone a molti problemi, non si spiega politicamente alla Camera, riapre un accordo di coalizione già chiuso e, soprattutto, dà il senso di una politica come un grandissimo gioco dell’Oca”.

Attacchi a Berlusconi, Grillo e Salvini

Arriva anche la frecciata a Enrico Letta, suo predecessore a Palazzo Chigi: “Non c’è stato qualcuno che ha scelto di staccare la spina al governo precedente. Il governo precedente non riusciva ad andare avanti sul percorso delle riforme e per questo abbiamo votato in direzione. Il blocco e l’impantanamento del governo e della legislatura erano rappresentati dalla legge elettorale”.

Vengono riservati attacchi anche ai leader degli altri partiti, a partire da Silvio Berlusconi: “Mi limito a segnalare che la destra francese fa scelte diverse da Forza Italia: non insegue Marine Le Pen, sceglie di stare nell’arco repubblicano e poi – ahimé – vince anche. Ma vince la destra, non l’estrema destra”. E su Beppe Grillo: “Non è più uno spauracchio. Un anno e mezzo fa iniziavamo le riunioni parlando di lui, eravamo terrorizzati. Ora non è più uno spauracchio, ma uno sciacallo”.

Nel suo intervento, un passaggio è dedicato anche a Matteo Salvini e Maurizio Landini: “Smettetela di lamentarvi di Salvini in tv: più va in tv e più gli italiani lo conoscono”. Si tratta, per il premier, di “personaggi che sono soprammobili da talk televisivo. Quando vedo Landini in una trasmissione televisiva mostrare di non conoscere, da sindacalista, la legge di Stabilità, mi rendo conto che la politica diventa una rappresentazione mediatica che non ha alcun rapporto con la realtà”.

La sfida di Civati

A far capire la delicatezza della situazione sono le parole di Pippo Civati, dissidente ormai di lungo corso, che si rivolge alle minoranze dem, insofferenti dinanzi all’ennesimo strappo portato avanti dal premier Renzi, che ha chiesto la calendarizzazione della legge elettorale alla Camera per il 27 aprile, prima delle elezioni amministrative di maggio. Un aut aut che evidentemente non è piaciuto.

Due le proposte di Civati. La prima di vera e propria protesta: “Non partecipiamo al voto di oggi in direzione. La trasformazione della direzione in un plebiscito e aut aut non aiuta affatto e di per sé costituisce una risposta definitiva alle richieste di confronto venute da più parti. E facciamo le proposte in aula”. Ma è lo stesso Civati a proporre l’alternativa, volta a compattare ulteriormente i dissidenti: “Facciamo un unico intervento che ci rappresenti e definiamo una volta per tutte il campo di chi è in minoranza, perché le ambiguità di questi mesi non hanno fatto altro che creare confusione”.

civati italicum

Italicum, dissidenti sul piede di guerra

La posizione di Area Riformista è, tra le minoranze, quella più possibilista: “Se c’è un margine per trattare, utilizziamolo. Perché ritengo che se in questo passaggio una forzatura dovesse dividere il Pd, si restringe troppo il campo delle riforme. Continuerò a lavorare in queste ore, mettendo a disposizione la mia funzione per trovare un’intesa” ha dichiarato il leader Roberto Speranza.

Più dure le dichiarazioni di Nico Stumpo: “Così com’è l’Italicum non lo voteremo. Va modificato e faremo delle proposte concrete di lavoro sulle preferenze e gli apparentamenti al ballottaggio. L’apertura alle primarie per scegliere i capolista? Bene, ma non basta. Il segretario ha il compito di tenere unito il partito”.

A Renzi ha replicato anche Gianni Cuperlo:  “Non parteciperò al voto finale, come anche altri: non mi arrendo all’idea che su un tema così decisivo la prima fondamentale unità non si possa cercare all’interno della nostra comunità”, ha detto Gianni Cuperlo, leader di Sinistra Dem che ha proposto di modificare i punti dei capilista bloccati e del non apparentamento al ballottaggio.

Tra le repliche al premier anche quella del bersaniano Alfredo D’Attorre:  “Un voto di fiducia sulla legge segnerebbe un vulnus gravissimo dal punto di vista politico e parlamentare, e quello sì che sarebbe un ricatto al Parlamento”, ha detto d’Attorre replicando a Renzi che, citando una sua intervista, aveva parlato di “ricatto del voto segreto”.

Intervento critico anche quello di Stefano Fassina: “Negli interventi di alcuni di noi, evitiamo che il Pd abbia un tasso di conformismo superiore al partito comunista nord-coreano”.. “Non mi pare- aggiunge- che in quindici mesi di segreteria di Matteo Renzi, noi abbiamo mai ascoltato un renziano della prima, della seconda o dell’ultima ora, che abbia mai espresso un dubbio sulle posizioni del segretario”. Senza correttivi alla legge elettorale e alle riforme istituzionali, ha aggiunto, “diventiamo un presidenzialismo di fatto, senza contrappesi”.


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45 comments
Roberto Moccia
Roberto Moccia

Cazzo ma ancora parlano sti farabutti Piddini..hanno più condannati che voti..ma vergognatevi cazzo!

Roberto Moccia
Roberto Moccia

Ladri e bastardo chi vi vota PD..Porci Delinquenti

Enzo Deliso
Enzo Deliso

Un personaggio molto arrogante, peggio degli altri.

Francesco Olandese
Francesco Olandese

Ma basta, questo mito dell'unanimità è diventato così stucchevole: non si può essere tutti d'accordo su tutto, la maggioranza è l'unico modo di decidere davvero. C'è la maggioranza nel partito sulla legge elettorale? Sì? E allora basta cazzo, o se ne vadano o si adeguino!

Mario Lanza
Mario Lanza

Ha ragione,son due soprammobili .. Tra l'altro inutili e brutti.

Giancarlo De Luca
Giancarlo De Luca

Su Salvini sono d'accordo su grillo no, non ricopre cariche personali dalla politica non guadagna nulla e i ragazzi del m5s sono onesti e ridanno indietro parte del loro stipendio e questo mi basta

Mario Lanza
Mario Lanza

Bastaaaa,non se ne puo' piu' di grillini...benche' in via d'estinzione ce ne son sempre troppi.

Mario Lanza
Mario Lanza

Invece probabilmente morirai prima tu...cattiva la vita neh?

Mario Lanza
Mario Lanza

Odio grillo e salvini,che pur di perseguire i loro interessi personali non esiterebbero a rovinare una nazione (la lega insieme a berlusconi l'ha gia' fatto).

Arcuri Adriano
Arcuri Adriano

E una commedia alla napoletana, rafforza renzi , questa farsa.

Savino Cicoria
Savino Cicoria

Nicola, la casa è una casa comune alla quale un democristiano ha cambiato la serratura. Non funziona come dici tu!

Andrea Dagna
Andrea Dagna

Renzi è un bambino scemo cui è stato regalato un giocattolo troppo più grande di lui, ma la parte davvero inconcepibile sono i.milioni di mentecatti che gli danno credito...

Rita Mariani
Rita Mariani

l'unico soprammobile è lui ma ancora non lo sa...

Nicola Romano
Nicola Romano

Non si capisce bene,perchè,lui e quell'altro campione di Civati,non se ne vanno.

Carlo Carapacchi
Carlo Carapacchi

come spesso succede la minoranza dimentica .... che per esempio Taipras ha ottenuto quasi la maggioranza assoluta con appena il 36% !!!!!!

Valeria Nari
Valeria Nari

Condivido quello detto da Renzi :Salvini e Landini 2 soprammobili !

Riccardo Desantis
Riccardo Desantis

per la serie chi non è con me è un coglione...mi ricorda un signore milanese che ha finito di scontare una condanna da poco

Raffaele Zullo
Raffaele Zullo

Ha ragione, lui ha il nano di Arcore che gli tiene il dito in cul0. Odio il PD li vorrei vedere m0rti tutti.

Pasquale Cariello
Pasquale Cariello

non avete il coraggio di votare contro siete dei vigliacchetti

Giancarlo De Luca
Giancarlo De Luca

Odio il PD una banda di delinquenti con a capo un idiota servo di Verdini

Gasparini Fabrizio
Gasparini Fabrizio

Ci manca solo che faccia le boccacce e tenga il respiro, bambino maleducato

Franco Lo Vecchio
Franco Lo Vecchio

Renzi deve temere quelli che definisce "soprammobili". Non dia per scontato sempre tutto. Avrà ancora vita il suo governo, forse anche per la prossima legislatura, ma dopo?

Lucente Michele
Lucente Michele

CIVATI ATTACCA.........E POI VOTA LA FIDUCIA.......ù

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

PEPPOTTO : Quando ti decidi a mantenere la parola data? Quella di andare fuori dai coglioni del PD?

VicugnaPacos
VicugnaPacos

questi hanno rotto veramente le scatole. ma e' mai possibile che qualsiasi compromesso non sia mai abbastanza buono per loro? sono l'esempio fuglido di una certa sinistra perfezionista che cercando la perfezione e la purezza non porta mai nulla a conclusione.