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pubblicato: giovedì, 16 aprile, 2015

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Bielorussia: multe salate e “lavori forzati” per i disoccupati

Bielorussia: il presidente Alexander Lukashenko ha firmato una legge che sanziona i disoccupati ripristinando di fatto il reato di “parassitismo” dei tempi sovietici.

Bielorussia: nuova legge sul “parassitismo”

Per gli Stati Uniti è l’ultimo dittatore rimasto in Europa Alexander Lukashenko. Se abbiano ragione o meno dal Dipartimento di Stato americano è questione ampiamente dibattuta, tuttavia, qualche cittadino bielorusso senza usare mezzi termini ultimamente si è trovato a dire “siamo tornati al 1937”. Il passato torna a bussare dalle parti di Minsk in virtù di una legge che a conti fatti lancia un messaggio molto chiaro “andate a lavorare o vi costringeremo a farlo”.

L’opinione appena riportata è quella di Vital Yurchanka, un tempo imprenditore nel settore delle calzature, tra l’altro con un certo successo, costretto a chiudere bottega a causa della crisi e che adesso sarà costretto a pagare una multa salata per le tasche di un qualunque bielorusso (245 dollari all’anno). Lui, come molti altri, rientra nella categoria dei nuovi “parassiti sociali”; non importa se ti affanni a sbarcare il lunario, adesso in Bielorussia se non hai un lavoro sei un “criminale”.

bielorussia

Lukashenko, da parte sua, dice che il provvedimento è atto a stimolare “tutti i cittadini abili a lavorare e dunque a contribuire alle spese di finanziamento statale”, insomma se non lavori niente assistenza da parte dello stato, anzi, se non paghi la multa, è previsto anche il fermo e successivamente una sorta di periodo di “lavori forzati” (servizi socialmente utili). “I’m back in the U.S.S.R. / You don’t know how lucky you are, boy” cantavano i Beatles.

Bielorussia: la petizione di Yurchanka

Certo, non tutti i cittadini sono soggetti alla legge infatti sono esentati ai sensi del decreto gli studenti, i genitori con più di tre figli, i disabili, i pensionati (55 anni per le donne, 60 per gli uomini) e i minorenni (età inferiore ai 18 anni) – oltre alle partite IVA che in Bielorussia sono soggette a una tassazione fortissima e ai lavoratori stagionali (almeno 183 giorni di lavoro all’anno) – per il resto nessuna distinzione è fatta tra residente e non, persino gli apolidi sono compresi.

Reintegro del reato di “parassitismo sociale” (art. 209 del codice penale sovietico)? “La gente capirà, non c’è bisogno di accantonare niente di ciò che era buono in epoca sovietica, neanche la terminologia” ha dichiarato al momento dell’approvazione Lukashenko. Forse la gente capirà, ma al momento rimbalza online, oltre a tweet ironici del tipo “guarda il cielo è gratis…ma non in Bielorussia”, una petizione lanciata da Yurchanka sul sito Change.org in cui si chiede l’abolizione della controversa legge. È stata firmata finora da 25mila bielorussi. Secondo l’ex imprenditore, poi scopertosi “parassita”, il decreto violerebbe la costituzione che, d’altra parte, afferma come sia dovere del governo creare posti di lavoro.

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