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pubblicato: lunedì, 11 maggio, 2015

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Turchia: Ankara aiuta l’Isis

Turchia: è stata proprio la stampa turca a riportare la notizia. La Turchia starebbe aiutando l’Isis nella fabbricazione di esplosivi.

Turchia: le accuse

A sostenerlo, qualche giorno fa, è stato il quotidiano Hurriyet: il governo turco ha inviato nitrato di ammonio, attraverso il confine siriano, alle milizie dello Stato Islamico. Sebbene la sostanza sia ampiamento utilizzata in agricoltura come fertilizzante, è noto come venga usata per la fabbricazione di esplosivi dalle formazioni terroristiche di tutto il mondo. “Non è per l’agricoltura, è per le bombe” ha dichiarato al giornale Mehmet Ayhan, politico dell’opposizione nella città di Akçakale, confine sud orientale, aggiungendo poi: “è una buona cosa, le consegne danno lavoro a tantissime persone”.

A febbraio, anche una parlamentare del Partito Popolare di nome Safak Pavey aveva denunciato l’appoggio di Ankara al terrorismo. Secondo la Pavey negli ultimi 4 anni, la Turchia ha accolto circa 50mila terroristi: sembra che i gruppi fondamentalisti incontrino il favore di Ankara in funzione anti-Assad (e anti-curda).

turchia

Turchia: un gioco pericoloso

Stime risalenti ai primi mesi del 2015, parlano di circa mille cittadini turchi (secondo il quotidiano Milliyet sarebbero tremila) andati ad ingrossare le fila dello Stato Islamico. Secondo alcuni media tedeschi il loro reclutamento non solo avverrebbe sul territorio di Ankara ma anche “alla luce del sole” attraverso le numerose associazioni religiose sorte con la “benedizione” di Erdogan.

In Turchia, nella città di Gaziantep, si troverebbe anche un grande centro di addestramento dell’Isis. A tali accuse, successivamente, si sono aggiunte quelle relative al commercio di petrolio: i maggiori proventi dello Stato Islamico proverrebbero proprio dalle esportazioni di greggio verso la Turchia.

Poco più di un mese fa Taieb Baccouche, ministro degli Esteri tunisino, ha accusato la Turchia di facilitare il trasferimento di jihadisti diretti in Siria e Iraq per combattere nell’Isis: “abbiamo chiesto al nostro ambasciatore in Turchia di portare all’attenzione del governo di Ankara che non vogliamo permettere ad una nazione musulmana di aiutare direttamente o indirettamente gruppi terroristici”. Inoltre, Baccouche ha aggiunto “la Turchia è un punto di passaggio fondamentale per i combattenti diretti in Siria o in Libia e che alla fine si infiltrano in Tunisia, come accaduto recentemente per l’attentato al museo del Bardo”.

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