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pubblicato: venerdì, 15 maggio, 2015

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Vitalizi, prima sconfitta per gli ex consiglieri

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Arriva una prima sconfitta per gli ex consiglieri che richiedevano di accedere ai vitalizi prima del tempo stabilito dalla legge. Il Tar del Lazio ha infatti dichiarato inammissibile la richiesta di sospendere la legge regionale che ha innalzato la soglia di età per poter accedere al vitalizio. A ricorrere ai giudici amministrativi chiedendo l’annullamento, previa sospensione, dell’atto sono stati 78 ex consiglieri.

In particolare, a decidere sono stati i giudici della prima sezione ter del Tar, presieduti da Antonino Savo Amodio, che si sono pronunciati su due distinte e analoghe istanze presentate dagli ex consiglieri. Il collegio ha dichiarato inammissibile l’istanza cautelare “considerato che sussistono fondati dubbi in ordine alla giurisdizione del giudice amministrativo a decidere sulla controversia azionata, atteso, altresì, che il precedente invocato da parte ricorrente – l’ordinanza n. 5715/2015 di questo Tribunale – riguarda una fattispecie del tutto diversa da quella in esame, venendo in quella sede in evidenza una questione concernente un rapporto di pubblico impiego, in ordine al quale sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo”. Nel giudizio si sono costituiti ad opponendum la Giunta regionale, con l’avvocato Nicola Sabato, e il Consiglio regionale con il legale nonché il docente di giustizia amministrativa presso l’università di Teramo Stefano Gattamelata, affiancato dal senatore, avvocato e professore Pietro Ichino.

vitalizio condannati

 

A quanto si è appreso, il giuslavorista si è offerto sostenere la causa a titolo gratuito. Nel giudizio si sono costituiti singolarmente anche tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che è composto da Daniele Leodori, Francesco Storace e Massimiliano Valeriani, Gianluca Quadrana, Teresa Petrangolini e Giuseppe Simeone. In contestazione la legge approvata con voto unanime nel novembre 2014 dalla Pisana che assegna il vitalizio a 65 anni e non più a 50. In particolare, dal primo gennaio 2015 chi ha meno di 50 anni e non ha maturato ancora il vitalizio lo prenderà a 65 anni e non più a 50 come previsto dalla vecchia legge. Stabilito anche un contributo, maggiorato in forma progressiva rispetto alla fascia di vitalizio, di solidarietà per i prossimi tre anni. Nel caso di chi cumula più vitalizi, di altre Regioni, del Parlamento europeo, Camera o Senato, il contributo di solidarietà subirà un’altra maggiorazione sempre progressiva.

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