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pubblicato: sabato, 6 giugno, 2015

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Femminicidio: in migliaia per le strade di Buenos Aires

femminicidio

Femminicidio: in centinaia di migliaia hanno manifestato mercoledì a Buenos Aires per esternare la propria indignazione.

Femminicidio: ogni 31 ore

La violenza sulle donne non riguarda solo l’Argentina poiché ogni 31 ore un femminicidio viene commesso nell’America Latina nel suo insieme.

Sicuramente questa mobilitazione ha una portata storica; hanno partecipato uomini, donne, anziani e bambini. L’eco di questa importante manifestazione é rimbalzato nell’interland della capitale Argentina e pure in molti paesi confinanti.

In particolare l’opinione pubblica si é sollevata e quindi infiammata dopo tre recenti insopportabili femminicidi.

Femminicidio: gli ultimi casi

Il primo ha visto come sfortunata protagonista una brava maestra d’asilo che é stata sgozzata dal suo ex-marito proprio davanti ai suoi allievi della scuola materna.

La seconda donna era in realtà una ragazzina di 14 anni, che é stata uccisa dal suo ex-fidanzato il quale, pare aiutato da alcuni familiari, abbia seppellito la ragazza nel giardino di casa sua; la ragazza era incinta.

Terza della serie, una donna che é stata crivellata di proiettili dal suo ex-compagno mentre si trovava addirittura nella terrazza di un ristorante; e bisogna mettere l’accento sul numero delle donne bruciate vive: 53 tra il 2010 ed il 2012; mentre il triste conto dei femminicidi nel 2014 parla di 277 vittime.

femminicidio

Femminicidio: ni una menos

Tuttavia l’Argentina gode (si fa per dire) di una posizione privilegiata in quell’area riguardo queste statistiche, poiché paesi come il Messico e il Brasile stanno messi decisamente peggio.

Naturalmente non sono mancate le prese di posizione e i commenti di personaggi illustri riguardo a questo importante avvenimento; a cominciare dal Presidente della Repubblica Argentina: Cristina Fernandez de Kirchner, all’unisono con il campione di calcio Lionel Messi, ha dato manforte ai valori espressi dalla manifestazione.

Fabiana Tunez, Direttrice della “casa del encuentro”, l’Istituto che ha promosso la manifestazione che ha avuto come slogan “ni una menos”, ha spiegato questa orribile realtà con una analisi di tipo sociologico: secondo la Tunez la società latina é ancora imbevuta di un maschilismo malato e pericoloso, la donna é ancora considerata un oggetto a disposizione dell’uomo.

La militante rincara la dose accusando lo stato di non fare abbastanza per sradicare questa cultura “machista” presente, é chiaro,  non solo in Argentina o in America Latina, ma in tanti altri posti. La direttrice di “casa del encuentro” ha pure lanciato l’idea di creare un piano nazionale di contrasto alla cosiddetta “violenza di genere” che possa anche diventare una materia d’insegnamento nelle scuole.

E’ oltremodo evidente che l’enfasi é giustificata in un momento come questo, però bisogna pure ammettere che la legislazione argentina già nel 2012 aveva iscritto il femminicidio come un aggravante dell’omicidio; le pene da 12 a 25 anni di carcere vengono di molto aumentate se si tratta di femminicidio

L’esempio dell’Argentina é stato seguito da altri 15 paesi dell’America Latina che hanno integrato questo tipo  di delitto nel loro codice penale; fra loro il Cile, il Perù, la Colombia e adesso pure il Brasile.

Giuseppe Puccio


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