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pubblicato: lunedì, 6 luglio, 2015

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Grecia, D’Alema: “Fallimentari le politiche dei conservatori, in UE serve energia da sinistra”

d'alema grecia

Il referendum è la dimostrazione che i greci non hanno paura “malgrado la pesantezza della posizione europea. Sarebbe stato giusto che l’Europa intervenisse prima con una proposta di mediazione e forse si sarebbe evitato il referendum che è un fatto che rappresenta un colpo indiscutibile. Ma l’Europa il colpo se l’è cercato e in particolare la posizione della Merkel, che ha impedito iniziativa, è stata controproducente”. Parole di forte critica nei confronti di Bruxelles e Berlino arrivano dall’ex premier Massimo D’Alema, intervistato da SkyTg24.

L’ex leader dei DS – già molto critico negli ultimi giorni nei confronti dell’operato dell’Europa e degli aiuti alla Grecia, considerati sostanzialmente un’opera di finanziamento alle banche tedesche e produttiva di un ulteriori gap tra Paesi forti e deboli – spiega quale sarà la prossima scelta obbligata: “cercare un accordo su basi diverse rispetto a quelle prospettate ma non per fare un favore alla Grecia ma a noi stessi. L’alternativa default di Atene e la sua uscita dall’euro ci costerebbe molto di più di un salvataggio della Grecia”. D’Alema – che qualche giorno fa ha firmato un appello pubblicato dal Financial Times, promosso da importanti economisti e volto a ristrutturare il debito ellenico – spiega le le proposte ci sono, come quelle “di un fondo europeo per la riduzione del debito e per ridurre o azzerare le differenze degli spread”, le quali “sono sul campo da anni”.

d'alema grecia

Grecia: D’Alema sulla sinistra in UE

Di chi la colpa? D’Alema ha pochi dubbi: “il vero problema è che l’Europa non ha avuto il coraggio e la sinistra europea non ha avuto la forza di realizzarle”. E nel sottolinearlo critica aspramente le politiche portate avanti dai conservatori: “Ho un grandissimo rispetto per Schauble ma credo che le forze conservatrici tedesche abbiano determinato una politica sbagliata e ne vediamo risultati in termini lentezza crescita”.

Secondo l’ex premier dovrebbe esserci una svolta politica, altrimenti “i sentimenti antieuropei di vario segno sono destinati a crescere. In Italia, ad esempio, e basta vedere i sondaggi, tra Grillo e Salvini queste posizioni sono forti. Le forze politiche storiche che hanno costruito il progetto europeo oggi stanno perdendo terreno in quasi tutti i Paesi: per questo serve una svolta politica”.

Arriva anche la stoccata a Matteo Renzi, nel commentare l’atteggiamento tenuto dall’attuale premier nei confronti del referendum ellenico: “Forse qualche tweet potevamo risparmiarcelo: non si è trattato di un derby tra euro e dracma ma di un referendum per cambiare la politica europea”.


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3 comments
Eugenio Trovato
Eugenio Trovato

A volte ritorna quest'impiastro e se ne esce con le sue perle di saggezza,ma vaffanculo va!

Luca Antonini
Luca Antonini

Detto da chi la Sinistra UE ha cercato di distruggerla.. Dobbiamo chiamarci "Sinistra" perché Socialismo, Comunismo, Social Democrazia, in realtà sono termini obsoleti.. ma il problema non è il nome, ma chi lo porta avanti. Abbiamo paura di un sinbolo, quando dovremmo aver paura di noi stessi.