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pubblicato: lunedì, 27 luglio, 2015

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Il FMI gela l’ottimismo di Renzi e del governo Solo nel 2035 l’Italia tornerà ai livelli pre-crisi

Lagarde che parla

In Italia, per tornare ad avere un tasso di disoccupazione al livello pre-crisi, bisognerà aspettare il 2035. Ad affermarlo è il Fondo Monetario Internazionale, il quale, nel consueto rapporto sulla situazione economica dell’Europa, ha tracciato un quadro tutt’altro che rassicurante. “Senza una significativa accelerazione della crescita – si legge nel rapporto – ci vorranno 10 anni alla Spagna e quasi 20 anni a Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi”.

Tuttavia, secondo l’FMI nel Vecchio Continente la ripresa si sta rafforzando, con il Pil che vedrà un incremento dell’1,5% nel 2015 e dell’1,7% nel 2016. Ma c’è poco da gioire, dal momento che “l’area euro è vulnerabile a shock negativi e restano i rischi di stagnazione legati a prolungati periodi di bassa crescita e inflazione”. Inoltre, per l’Istituto di Washington l’alto tasso di disoccupazione giovanile potrebbe danneggiare il potenziale del capitale umano, creando così una “lost generation”.

Per quanto riguarda il nostro Paese, l’FMI ha affermato che “il tasso di disoccupazione è atteso rimanere più alto che durante la crisi” e il cosiddetto ‘tasso naturale di disoccupazione’ – ossia il tasso di disoccupazione a inflazione stabile (Nairu) – resterà “più alto di quello visto durante la crisi”.

I 5 consigli del Fmi all’Italia

Dopo aver elogiato il Jobs Act e la legge sulla responsabilità civile dei giudici, indicati come passi avanti positivi sulla strada del risanamento economico del Belpaese, l’FMI ha voluto dare all’Italia cinque consigli-compiti a casa per poter uscire definitivamente dal tunnel della crisi economica:

1) L’adozione e implementazione della riforma della pubblica amministrazione, il DDL Madia.

2) L’approvazione di ulteriori misure per migliorare l’efficienza della giustizia civile, “razionalizzando i tipi di casi che arrivano alla Cassazione, permettendo un’ulteriore specializzazione dei tribunali e premendo l’acceleratore sul progetto per lo sviluppo di indicatori sulla performance dei tribunali”.

3) Oltre al rafforzamento del Jobs Act, l’FMI auspica “l’implementazione di misure concrete per ridisegnare gli ammortizzatori sociali in un sistema universale di sostegno condizionale alla ricerca di lavoro e al training”.

4) “Decentralizzazione della contrattazione salariale per permettere una maggiore flessibilità nei contratti nazionali”.

5) Infine, l’Fmi chiede all’Italia di approvare in tempi rapidi la legge annuale sulla competizione, per poter affrontare le barriere regolamentari esistenti in settori chiave come quello dei trasporti.

Francesco Ferraro

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4 Commenti

  1. Gino Stefanini ha scritto:

    basta rimettere un po’ di tasse, tagliare le pensioni (quelle di chi lavora, naturalmente), aumentare la benzina, il canone della tv, dare più forza a equitalia, niente più visite mediche a chi ha più di 75 anni(così muore prima e si recupera la pensione) ed il gioco è fatto. Tranquillo FMI, ci pensa il nostro presidente.

  2. Antonia Fanizzi ha scritto:

    se sti figli di puttana ce li facemo arrivà spero crepino tutti ma tutti

  3. Maurizio Fogliato ha scritto:

    il sistema si sta avvitando. Le sanzioni non fermano i ricchi. Anzi li esortano a delinquere. E ora si salvi chi può. Ognuno si arrangia come può. Onestà solo se obbligati. https://www.facebook.com/groups/811563502271012/?ref=ts&fref=ts

  4. Pingback: La Piazzetta di POL - Pagina 10993

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