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pubblicato: mercoledì, 5 agosto, 2015

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Milano, pronto il bando per le moschee. Pisapia “Sono orgoglioso”

giuliano pisapia in primo piano con fronte aggrottata

A quattro anni dall’elezione del sindaco Giuliano Pisapia, il bando per i luoghi di culto del Comune di Milano sembra essere finalmente pronto.In un’intervista al quotidiano “Libero”, il primo cittadino si dice “orgoglioso del bando sulle moschee”, anche se pienamente consapevole che per realizzare un grande cambiamento non basta un “colpo di bacchetta magica”.

Realtà che non possono essere ignorate

L’iniziativa di voler dotare la città di Expo di una moschea regolare era già parte del suo programma elettorale, ma, stando alle stesse parole del sindaco, questo progetto è stato rallentato dalle numerose voci contrarie, non ultime quelle interne al mondo islamico.

immagine di fedeli musulmani che pregano di fronte al duomo di milano

Al bando di gara hanno risposto cinque associazioni islamiche e due evangeliche, ai primi posti in graduatoria ci sono tre associazioni musulmane, pur essendo nel provvedimento stabilito che non si possano concedere più di due lotti a ciascuna confessione (gli spazi contesi sono infatti tre). Il pericolo è allora quello di non venire incontro alla forte necessità di dotare la città di moschee regolari. Ma Pisapia risponde, sostenendo che la multiculturalità di Milano impone di aprire il bando alle numerose confessioni presenti in città. Il sindaco, inoltre, alla domanda se questo provvedimento, in realtà, non abbia sostanzialmente fallito sullo scopo di “far emergere dagli scantinati” realtà religiose che potrebbero costituire un serio pericolo per la sicurezza, risponde che questa non è altro che un’enorme opportunità per i circa centomila musulmani presenti in città, e che, per ragioni evidenti, non potevano essere ignorate le altre realtà religiose.

In realtà, così facendo, resterebbero in piedi numerose moschee di fatto, mentre si era sempre parlato di “emersione” di piccole moschee di quartiere oppure di “luoghi di culto garantiti da sedi diplomatiche”. Allora, quale è la strada maestra? Quella del bando, oppure quella del recupero di queste ipotesi che sembrano rimaste all’angolo? Per il sindaco il grande passo avanti è stato fatto, e chissà che questo modello non possa fungere da apripista anche in Parlamento.

Laura Caschera

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12 Commenti

  1. Pierfrancesco Catapano ha scritto:

    così, per il gusto di tirare scemo salvini 😀

  2. angelozanzotter ha scritto:

    TermometroPol frafra61_rossi pisapia vai a cagare, te e tutti i tuoi simili! Ma dove ci sono le ortiche, così ti gatti anche!

  3. Alfredo Bartolini ha scritto:

    ….averli tutti raccolti in un’unico locale di culto è un bene, può servire anche per controllarli e gestirli meglio…….

  4. Marco Camilleri ha scritto:

    Orgoglioso di essere un cesso di sindaco, come da tradizione PD…

  5. Pingback: Pisapia: “Sono orgoglioso del bando sulle moschee” – termometropolitico.it | NUOVA RESISTENZA

  6. Michelangelo Turrini ha scritto:

    gli ultimi danni prima di levarti dalle palle? Il peggior sindaco di Milano, in grado di far peggio addirittura della Moratti…. Orgoglioso? No, vergognoso!

  7. Gennaro Esposito ha scritto:

    lo penso anch’io…. è un modo per integrarli in una società non distante da loro ma vicina , prossima.

  8. Ignazio Farinello ha scritto:

    giriamo la domanda ai cittadini che si troveranno la moschea e il crollo del valore della casa

  9. Vittorio Cobianchi ha scritto:

    È un gesto minimale di civiltà, che hanno già fatto tutte le grandi città europee, compresa Roma. La scelta è tra rimanere un paesucolo beota e terrorizzato come i commenti di tante persone che leggo qui sopra, o fare il salto definitivo verso l’essere una vera città internazionale e cosmopolita.

  10. Gianpaolo Pinna ha scritto:

    andate a costruire una chiesa nel loro paese, dopo parlate

  11. Alfredo Bartolini ha scritto:

    Hai completato bene il mio pensiero

  12. Laura Palmieri ha scritto:

    Va a fanculo inetto personaggio

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