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pubblicato: mercoledì, 20 luglio, 2016

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Sondaggi politici: per SWG gli italiani non vogliono più il capitalismo

Sondaggi politici: per SWG gli italiani non vogliono più il capitalismo

Gli italiani vorrebbero andare oltre il capitalismo. Questo è quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto da SWG, che ha chiesto ad un campione di 1000 concittadini maggiorenni un parere sul sistema economico attuale e sulle possibili strategie future.

Secondo i dati dello studio, quasi un italiano su 3 si ritiene anticapitalista, mentre appena 1 su 4 approva l’attuale sistema economico. Rilevante è però la percentuale degli indecisi, pari al 43% degli intervistati.

sondaggi politici capitalismo

Quasi la maggioranza degli italiani ritiene il capitalismo in crisi profonda. Il 27% di loro pensa addirittura che l’attuale degenerazione possa sfociare in una Terza Guerra Mondiale. Discreto è però anche il numero di ottimisti: il 38% del campione pensa che si tratti solamente di una crisi passeggera.

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Sondaggi politici: capitalismo addio

Analizzando l’attuale sistema, 3 intervistati su 10 individuano il problema maggiore nell’eccesso di concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi, mentre 1 su 5 pone l’accento sul ruolo delle multinazionali. Sul tavolo d’accusa – sebbene in tono minore – anche gli Stati: il 9% degli intervistati considera il loro scarso potere come la causa della crisi attuale.

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Quale dovrebbe essere il nuovo tipo di economia da adottare? Sebbene il 35% degli italiani creda ancora nel libero mercato, è alta la percentuale di coloro che puntano ad un’economia collaborativa, mentre meno di un italiano su 10 ricorrerebbe all’intervento pubblico.

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Nello specifico, l’ideale – per il 36% del campione – sarebbe un modello economico post capitalista, basato su maggiore condivisione, armonia e solidarietà. Meno di un italiano su 4 crede invece che la risposta sia in un cambio di veste dell’attuale modello, passando o verso un suo ulteriore sviluppo o attraverso un maggior controllo dello Stato.

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Ma cosa va cambiato, nell’immediato, dell’attuale sistema? Particolare attenzione viene posta nei confronti dei grandi colossi finanziari e bancari internazionali, oltre che nelle multinazionali. Il tutto nell’ottica di portare ad una maggior redistribuzione dei redditi.

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Per agevolare il cambiamento, servirebbe principalmente una nuova politica, in grado di dare più poteri ai cittadini, contestualmente ad un nuovo sistema di regole sui mercati in grado di arginarne la bramosia di profitti.

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(Nota informativa – Dati Archivio SWG, periodo di esecuzione: 29-30 giugno 2016. Campione rappresentativo di 1000 soggetti italiani maggiorenni, con metodo di rilevazione CAWI)

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41 Commenti

  1. Giampiero Censorii ha scritto:

    chissà se sanno cosa voglia dire.

  2. Francesco Muniz Miranda ha scritto:

    Fame ed assistenzialismo. Perché le lezioni di urss vent’anni fa e del Venezuela oggi non sono abbastanza, pare…

  3. Francesco Mordeglia ha scritto:

    per la cronaca, quali sarebbero i modelli dietro le prime due proposte? sennò io scelgo un “modello in cui non c’è bisogno di lavorare” che è anche meglio

  4. Paolo Missiroli ha scritto:

    La crisi del 2008 pure…questi bolscevichi che rovinano il libero mercato

  5. Francesco Muniz Miranda ha scritto:

    Il problema del socialismo è che prima o poi finiscono i soldi degli altri.
    Ma c’è un altro problema: quando arriva il socialismo, scopriamo tutti di essere più ricchi di quanto non vorremmo.
    Quando una patrimoniale ci porterà via i risparmi o il governo ci requisira’ delle stanze per ospitarvi barboni e senza tetto, ci accorgeremo di aver segato il ramo su cui stavamo seduti.

  6. Donato Palmieri ha scritto:

    Dove li avete fatti questi sondaggi trai i dipendenti dell’ agenzia delle entrate? Se c’è un problema in Italia è proprio l’eccessiva ingerenza dello stato, per esempio fino a 10-15 anni fà tutto sommato ce la passavamo bene prima della crisi, ed esistevano l’articolo 18 e tutti gli altri limiti per l’economia, quindi il problema non è un eccessivo stato liberale , cosa che non si è mai visto qui da noi

  7. Emiliano Battisti ha scritto:

    Capitalismo=Competizione, non sia mai in un Paese dove sin da piccolo ti insegnano che essere il migliore è sbagliato

  8. Antonio Usai ha scritto:

    Una economia capitalista può essere, o non essere competitiva. Non c’entra niente con la definizione di capitalismo.

  9. Antonio Usai ha scritto:

    Francesco Muniz Miranda C’è anche la lezione di paesi socialdemocratici come la Svezia o la Danimarca o la Finlandia, che hanno un forte assistenzialismo oltre a un controllo dell’economia. Ma fa sempre più effetto portare ad esempio solo ciò che avvalora le proprie tesi, isn’t?

  10. Francesco Muniz Miranda ha scritto:

    Ma in realtà la crisi del 2008 non ha affatto rovinato il mercato.
    Molti ci hanno rimesso, molti ci hanno guadagnato.
    Lì dove c’è un’economia di mercato più libera (USA, UK) dalla crisi ne sono usciti in tre anni.
    Da noi ed in francia, dove lo stato rappresenta il 60% del PIL, la crisi c’è ancora dopo 9 anni.
    Fai tu.

  11. Emiliano Battisti ha scritto:

    Il capitalismo all’occidentale ha tra i suoi elementi la competitività. È innegabile

  12. Valentino Di Girolamo ha scritto:

    Piace o non piace tanto il capitalismo sta Implodendo…

  13. Valentino Di Girolamo ha scritto:

    Antonio Usai applausi!

  14. Mauro Agus ha scritto:

    vorrebbero tutti meno capitalismo e più soldi… già me li vedo

  15. Francesco Muniz Miranda ha scritto:

    Antonio Usai , non penso che l’esperienza di paesi con tre abitanti per km^2 sia molto esportabile a nazioni con decine di milioni di abitanti e densità abitative elevate.

  16. Antonio Usai ha scritto:

    I paesi scandinavi hanno densità abitative alte se consideri le sole zone urbanizzabili nel paese.

  17. Antonio Usai ha scritto:

    Quindi fammi capire? L’esperienza di paesi come la Russia e il Venezuela (paesi con risorse naturali gigantesce e territori scarsamente abitati) sono riferibili al caso italiano invece quando si tratta di andare contro una politica di welfare?

  18. Antonio Usai ha scritto:

    E’ anche innegabile che la mobilità sociale in paesi come gli Stati Uniti sia estremamente limitata se comparata alla libertà che tale economia offre.

  19. Francesco Mordeglia ha scritto:

    Antonio Usai mi può fornire un esempio di economia capitalista non competitiva? grazie

  20. Francesco Muniz Miranda ha scritto:

    Il possedere risorse naturali gigantesche è un vantaggio, per loro.
    Un vantaggio di cui non hanno saputo approfittare.
    Per cui il discorso andrebbe formulato così: “nonostante le grandi risorse naturali che avrebbero potuto finanziare largamente la mano pubblica anche senza penalizzare la libera iniziativa economica, le politiche socialiste in URSS e Venezuela hanno prodotto solo fame e miseria.”
    Un’aggravante, insomma.

  21. Pietro Pirozzi ha scritto:

    esistono diverse forme di capitalismo.
    raggruppabil in 2 tronconi.
    l’economia Kenesyana e il monetarismo (o liberalimo)
    Ad oggi siamo in piena di liberalismo.
    Se la gente sta male è per questo motivo.

  22. Antonio Usai ha scritto:

    Francesco Mordeglia L’Italia. Che domanda.

  23. Antonio Usai ha scritto:

    Poi si può sempre dire che L’Italia ha comunque una economia controllata in vari modi dal pubblico e non è certo assimilabile a una economia americana o britannica, niente da obbiettare, ma non siamo certo una società fondata sui Soviet e sui piani quinquennali.

  24. Antonio Usai ha scritto:

    Francesco Muniz Miranda Ripeto, visto che mi pare ti sfugga il problema: se qualsiasi considerazioni sulle economie scandinave (che sono state plasmate da una mano interventista) non si applica all’Italia per motivi di dissimilitudini dei parametri demo-geografici delle nationi, nessuna considerazione su economie sovietiche ( con anch’essi parametri diversi dall’italia) può essere fatta.
    Avrei capito il paragone con Cuba, che anche essa ha relativamente poche risorse naturali anche se non sono sicuro dei suoi dati demografici che non ricordo al momento.

  25. Antonio Usai ha scritto:

    Sono abbastanza sicuro che i dipendenti dell’agenzia delle entrate hanno interesse a un sistema come quello attuale.

  26. Claudio Bartolini ha scritto:

    Come chiedere volete comunismo socialismo o socialdemocrazia poi contare oh non vogliono più il capitalismo

  27. Massimiliano Max Simonini ha scritto:

    Che roba questi italiani nessuno si mette anche in gioco tutti a parlare di diritti tutti a cercare il posto fisso e magari statale, poi ci sono quelli che come me prendono una partita iva perché non vuole entrare nel compromesso , ci massacrano di tasse e rischi di perdere tutto,
    La verità in questo paese vanno avanti i furbi i ladri gli evasori gli scalda sedie, le persone oneste che siano operai o professionisti con. P iva se la prendono in culo
    Che paese che ansia

  28. Enrico Zini ha scritto:

    “competizione” è la parola politicamente corretta per “i pochi ricchi diventano più ricchi ed i molti poveri sempre più poveri”. Peraltro è tutto teorico parlare di capitalismo = competizione, quando la crisi delle subprime ha dimostrato che le maggiori banche “too big to fail” quando vincono sono guadagni privati e quando perdono sono perdite pubbliche scaricate sugli odiati stati nazionali. A questo gioco dove non si perde mai è facile spacciarsi per competitivi.

  29. Andrea Raimondi ha scritto:

    In realtá i paesi scandinavi hanno un sistema molto piú liberista di quanto si pensi:
    https://www.leoniblog.it/2014/02/07/il-modello-svedese-un-falso-storico-ecco-perche/

  30. Maurizio Palloni ha scritto:

    Basta non votare Renzo e le destre

  31. Livio Tarchi ha scritto:

    Claudia Bardoni è arrivato il momento

  32. Paolo Missiroli ha scritto:

    Ma te tipo Piketty. ..?

  33. Paolo Basaglia ha scritto:

    Confondere il superamento del Capitalismo con l’applicazione di maggiori tasse è l’errore di chi non conosce Marx. E’ proprio questo paradigma che va cambiato in una società pienamente socialista. Peraltro un’utopia mai finora realizzata in pratica.

  34. Claudio Grassi ha scritto:

    Il capitalismo liberista e ciò che di più bestiale ci si possa immaginare (bambini che lavoravano nelle filande per 14-16 ore e poi venivano straziati dalle macchine mentre si addormentavano in piedi, mentre i loro padri ciondolavano senza lavoro nei Pub), paghe da fame e miseria nera per la maggioranza della popolazione, mentre i capitalisti inglesi vivevano come dei re. E’ questo che sognano i liberisti di tutte le nazioni, mi dispiace per voi se il capitalismo Renano vi fa venire l’orticaria, ma è l’unico che può durare, la miseria provoca risentimento e rancore ergo instabilità politica e sociale, ho voluto parla

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  36. Giovanni Asteggiano ha scritto:

    L’opposto di competizione è raccomandazione/cooptazione, contenti voi

  37. Giovanni Asteggiano ha scritto:

    E ci sarà un motivo se non si è mai realizzata

  38. Antonio Usai ha scritto:

    Giovanni Asteggiano Stai confondendo competizione con meritocrazia. Non sono assolutamente la stessa cosa. La vera competizione è quando si ha una forte meritocrazia e una mobilità sociale alta. In una società/economia tale, partendo da pari opportunità, puoi competere equamente.
    Mi pare ovvio che al momento l’economia sia una maratona dove chi è avvantaggiato da fattori economici e di inserimento sociale parte con metà percorso già fatto.

  39. Enrico Zini ha scritto:

    Come chiamare d’altronde se non raccomandazione il fatto che i fallimenti delle banche super-capitaliste sono garantiti dallo Stato ?

  40. Enrico Zini ha scritto:

    In realta’ basterebbe piu’ lavoro

  41. Mauro Agus ha scritto:

    certo, se il lavoro si potesse create con la bacchetta magica…

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