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pubblicato: giovedì, 9 febbraio, 2017

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Sondaggi elettorali: gli elettori Pd credono ancora in Renzi

Sondaggi elettorali: gli elettori Pd credono ancora in Renzi

Sondaggi elettorali: gli elettori Pd credono ancora in Renzi

Il Partito Democratico è spaccato. C’è chi vuole andare a votare nel 2018 e chi preme per andarci subito. Nel mezzo spirano i venti di scissione. Venti che Massimo D’Alema ha provato a smorzare annunciando, in un’intervista a Repubblica, di non voler lasciare il Pd. “Se prevalgono buon senso e responsabilità – ha detto l’ex premier – riprenderà il percorso ordinario che porta al congresso del Pd. Ma l’obiettivo resta la discontinuità con la stagione renziana. Serve un cambio di contenuti e di guida”.

Sulla convocazione di un congresso Pd spinge anche Pier Luigi Bersani. “E’ ora che tutti, dico tutti, dicano parole chiare: io sono per il voto nel 2018, perché il governo governi e da qui a giugno si faccia la legge elettorale e a giugno il congresso”. Una presa di posizione che non trova d’accordo i renziani di stretta osservanza. E così il rischio spaccatura all’interno del Partito Democratico rimane più vivo che mai. Spaccatura che non sembra piacere all’elettorato Pd.

Sondaggi elettorali: elettori Pd non vogliono la scissione

Stando ad un sondaggio Ixè, il 76% degli elettori dem non vedrebbe di buon occhio una scissione del Pd. Non solo. La maggioranza dell’elettorato (86%) ha ancora fiducia in Matteo Renzi (il 42% invece pensa che abbia chiuso il suo ciclo)

Il segretario Pd che, secondo indiscrezioni sarebbe tentato di dimettersi anche dalla segreteria per andare al redde rationem con i suoi nemici interni, sembrerebbe godere ancora della fiducia del suo elettorato.

sondaggi elettorali pd renzi 1

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  1. […] Lo strappo interno era evidente sin dalla campagna per il referendum e con maggior impatto nell’assemblea post voto di dicembre. La scissione forzata per i fondatori del Partito come i vari Bersani o D’Alema resta tuttavia indesiderata e addirittura dolorosa, ma le diversità di idee sull’approccio della conduzione del partito conduce verso questa soluzione: resta evidente che le parti a confronto richiamano due tradizioni nel dna del Partito Democratico, con vecchi militanti Ds e Margherita in opposti schieramenti in cui Renzi mantiene salde le radici nell’humus centrista, configurando sempre su se stesso l’impostazione del partito e agendo con la consapevolezza di chi non ha ancora perso in lui la fiducia di elettori e tesserati. […]