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pubblicato: giovedì, 26 giugno, 2014

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Mafia, Bindi “Sui beni confiscati abbiamo fallito, ci vogliono bravi manager”

rosi bindi possibile presidente commisisone antimafia

Antimafia e lotta alla mafia: ne parla Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia. Per Bindi “la gestione dei beni sequestrati e confiscati è disastrosa. Siamo di fronte a una totale incapacità di sfruttare una vera occasione di sviluppo. Nel campo delle aziende confiscate la situazione è anche peggiore, perché l’incapacità di gestione provoca un danno di immagine alla lotta alla mafia”.

In un’intervista a La Stampa Bindi spiega: “Un’azienda sequestrata e poi confiscata deve continuare a funzionare, altrimenti finisce per apparire come causa di disoccupazione e impoverimento del territorio” secondo cui per la gestione delle aziende “ci vogliono bravi manager”.

Occorre poi “una svolta nella responsabilizzazione degli ordini professionali che non possono continuare a ‘non sapere’ ciò che accade nella dialettica finanziaria. Un cambiamento deve arrivare anche dal sistema bancario, dato che una parte delle aziende attenzionate risultano essere state finanziate da istituti bancari”.

bindi

Sempre a proposito di antimafia, si registra l’intervento del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: “Il clan dei Casalesi non esiste più, è stato sconfitto dallo Stato e la collaborazione di Iovine certifica questa vittoria dello Stato”. Roberti, nel corso dell’audizione in Commissione diritti umani dedicata al regime di 41bis, afferma: “Sono certo che Messina Denaro verrà preso al più presto”. Il regime di carcere duro previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario “si è rivelato in questi 22 anni uno strumento estremamente efficace nella lotta alla mafia. Aver impedito, o ridotto notevolmente, la possibilità che un soggetto pericoloso, con una posizione di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale, mantenesse collegamenti operativi con l’esterno – ha osservato – ha giovato notevolmente al contrasto alla mafia”.


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1 comments
CONSAP PALERMO
CONSAP PALERMO

I bravi manager potrebbero pure essereci, ma in Italia abbiamo imparato che le cose buone si possono fare soltanto se non ledono gli interessi di qualcuno. La confisca dei beni è uno strumento che permette allo Stato di incidire in modo significativo nella lotta contro la criminalità mafiosa. ma se il bene viene confiscato  solo sulla carta ma che di fatto rimane nella disponibilità del mafioso allora è un fallimento.  I soggetti titolati affinche questo strumento della confisca possa trovare un efficace ritorno sono i politici di governo e i parlamentari. Ora, in parlamento, vi sono soggetti che hanno interessi affichè lo strumento della confisca venga reso quasi inutile...??? O meglio, ci sono parlamentari "MAFIOSI"...??? Io non lo so ma di tanto in tanto si scopre leggendo i giornali, che qualche politco parlamentare viene  indagato per mafia o comunque colluso con la mafia. Possibile che la politica metterebbe nelle mani di un manager l'eventuale risoluzione all'efficacia gestione dei beni confiscati...? Non sarebbe piuttosto più opportuno applicare in modo determinato le tante leggi già esistenti affinchè il meccanismo possa funzionare in modo corretto dato che anche l'eventuale "MANAGER ECCELLENTE" dovrebbe rispondere alle volontà politiche...???  Fra le tante soluzioni ce ne sarebbe una molto importante ma guarda caso "BOICOTTATA" dalla stessa politica e che riguarda la possibilità di vendere alcuni beni confiscati (appartamenti) alle Forze dell'Ordine. La legge è in vigore da circa due anni, ma di vendita non se ne parla. Un meccanismo che potrebbe rilanciare nel suo piccolo il sistema lavoro nel settore edilizio e che darebbe allo stesso tempo ampio respiro agli enti locali e principalmente allo Stato la possibilità di "INCAMERARE SOLDI" che potrebbero essere destinati come aiuto sociale chiudendosi così il cerchio dello strumento della confisca che tolto ai mafiosi andrebbe alla società civile. La domanda è d'obbligo: "CHI E' IL PARLAMENTARE CHE OSTACOLA LA VENDITA DEI BENI CONFISCATI ALLE FORZE DELL'ORDINE..???" E' chiaro che chi ostacola una soluzione del genere è contro le forze dell'ordine anzi, sarebbe meglio dire che è a favore dei mafiosi. ipoliziotti hanno LA VOLONTA DI ACQUISTARE I BENI CONFISCATI.  Più che bravi manager sono necessari bravi politici che si interessassero più dei cittadini piuttosto che alle strategie di potere che come abbiamo bene imparato protendono come sempre a tutelare gli interessi di "QUALCUNO" a discapito della collettività.