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pubblicato: martedì, 10 ottobre, 2017

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Concorso dirigenti scolastici: requisiti, prove e posti, ma bando non c’è

Concorso dirigenti scolastici: requisiti, posti, prove, ma il bando?

Concorso dirigenti scolastici: requisiti, prove e posti, ma il bando non c’è.

Con il Decreto Ministeriale n. 138/2017, il Miur ha sancito la normativa relativa al Concorso dirigenti scolastici. Di quest’ultimo si conoscono tutte le informazioni necessarie. Dal numero e dalla tipologia delle prove, ai requisiti indispensabili per accedere al bando. Senza contare il numero (apoprossimativo) dei posti disponibili. Tuttavia, è ancora il bando che manca. Infatti, alle sigle sindacali è stata consegnata solo la bozza. E sul ritardo della pubblicazione del bando si è infuriato il sindacato Anief, che intende fare ricorso. Ma intanto, andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere sul nuovo concorso per presidi e dirigenti.

Concorso dirigenti scolastici: le fasi

L’ultimo concorso per dirigenti scolastici risale al 2011. I posti disponibili per il concorso del prossimo anno dovrebbero essere circa 2.800 (numero approssimativo e ancora incerto). Per diventare dirigenti scolastici bisognerà affrontare la seguente procedura. Quest’ultima consiste in una eventuale prova di pre-selezione. Che sarà seguita dal concorso vero e proprio, che consisterà in prova scritta e orale. Dopodiché, i candidati che passeranno alle prove, saranno chiamati a frequentare un corso di formazione dirigenziale. Che sarà seguito dal relativo tirocinio. Al termine di questo, i candidati dovranno fare un’ultima prova scritta e un ultimo colloquio finale.

Concorso dirigenti scolastici: le prove

La prova preselettiva sarà un quiz composto da 100 domande, che saranno estratte da un database pubblicato sul sito del Ministero 20 giorni prima dell’inizio del concorso. Seguirà la prova scritta vera e propria, che consisterà in un quiz composto nel seguente modo.

  • 5 domande a risposta aperta. I temi saranno: normativa del settore istruzione. Organizzazione lavoro e gestione personale. Programmazione, gestione e valutazione presso le scuole. Contabilità di Stato. Sistemi educativi europei. Diritto civile e amministrativo.
  • 2 domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2). I temi saranno: organizzazione ambienti di apprendimento. Sistemi educativi europei.

Per passare all’esame orale, bisognerà totalizzare un punteggio di almeno 70 punti. La prova orale consisterà nella risoluzione di un caso pratico. E nella valutazione di competenze informatiche e di lingua straniera.

Il periodo formativo, infine, durerà 2 mesi. E il tirocinio, della durata di 4 mesi, sarà praticato nelle scuole. L’intenzione, per voce del ministro Fedeli, è quello di “verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro dei candidati”. Oltre alla valutazione delle “capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante”.

Concorso dirigenti scolastici: i requisiti

Per accedere al concorso bisognerà disporre di determinati requisiti. Tra questi spicca: l’assunzione nelle scuole statali con contratto a tempo indeterminato. Il possesso della laurea magistrale o specialistica. Un’esperienza di servizio di minimo 5 anni nelle scuole del sistema nazionale di istruzione. L’aver superato 1 anno di prova, il cosiddetto “straordinariato”.

Concorso dirigenti scolastici: rabbia Anief

Anief non ci sta. Il ritardo conseguito nella pubblicazione del bando di concorso dirigenti scolastici sta creando disagi. Soprattutto in determinate zone, come in Sardegna, l’Anief comunica che vi sono dei problemi di organico. In vista di peggioramento nel prossimo anno. Con tutta la procedura da sbrigare secondo il Regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il tempo stringe. Per il presidente Anief Marcello Pacifico bisogna quindi fare in fretta. Oltre ai ritardi, Pacifico lamenta anche alcune parti oscure del bando. “Non riusciamo a capire l’esclusione dei laureati con 5 anni di servizio e anche dei tanti immessi in ruolo come docente, che per qualsiasi motivi non hanno superato l’anno di prova. Il problema si era già posto nel 2011 e lo abbiamo portato al Tar, dove il giudice ci ha dato ragione”.

Una nuova battaglia dell’Anief si profila all’orizzonte, dopo quelle ancora lontane dalla conclusione sul fronte rinnovo contratto statali.

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