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pubblicato: giovedì, 3 luglio, 2014

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In Iraq fondato lo Stato islamico, Arabia Saudita prepara guerra al confine

iraq

Risale a qualche giorno fa l’annuncio degli jihadisti dell’Isil (Stato islamico dell’Iraq e del Levante): verrà ricostituita la forma di governo del Califfato, istituzione sparita con la dissoluzione dell’Impero Ottomano, sui territori conquistati della Siria e dell’Iraq, da Aleppo al governatorato iracheno di Diyala. Il portavoce dell’Isil Abu Mohammad al Adnani ha annunciato che al vertice dello “Stato islamico” vi sarà posto Abu Bakr Al Baghdadi, che in tal modo diventerà la suprema guida dei musulmani del mondo. Baghdadi investito della carica di “califfo” ha annunciato con un audiomessaggio che “se iddio vorrà prenderemo Roma e il mondo intero” e che presto vi sarà un attentato peggiore di quello dell’11 Settembre 2001.

Una parte del mondo islamico però, in particolare docenti universitari, attivisti per i diritti umani e intellettuali residenti nei rispettivi paesi o all’estero, ha deciso di non tacere e lanciare un appello affinché il Medio Oriente non si trasformi in una “vetrina del fallimento degli Stati, della società e della stessa religione”.

iraq isis

Il governo iracheno di Al Maliki, secondo la Bbc, non è difeso solo dall’intellighenzia musulmana: un supporto molto più concreto è arrivato dalla Russia, che ha consegnato 5 caccia Sukhoi. Ma c’è anche l’Iran. Analizzando i video in cui compaiono aerei iracheni e iraniani, gli esperti dell’International Istitute for Strategic Studies hanno confermato il sostegno delle forze armate di Rohani a quelle irachene che, nella lotta al jihadismo in Iraq, combattono anche al fianco degli Usa. Washington ha inviato sul territorio di Baghdad elicotteri, aerei e 300 soldati,  secondo una fonte americana citata da IraqiNews.

Anche l’Arabia Saudita si prepara, nel caso fosse necessario intervenire per fermare ondate di popolazione in fuga dalla dissoluzione dell’Iraq: sono state ammassate 30mila truppe per “blindare” gli 800 chilometri di confine condivisi con il territorio di Baghdad, fanno sapere dall’emittente televisiva satellitare Al Arabiya. Re Abdullah ha chiesto che “vengano prese tutte le misure necessarie” per proteggere Riad dall’avanzata del terrorismo, visto che le truppe irachene hanno abbandonato le postazioni al confine con il regno Saudita, e incalzate dall’offensiva dell’Isil si sono ritirate nel territorio di Kerbala.


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11 comments
Mirko Brambiti
Mirko Brambiti

Pierfrancesco, nessuna ingenuità, anzi, è proprio per il monopolio di quel mercato che gli americani scatenano guerre in tutto il mondo, lasciando poi nella merda i paesi invasi. Per questo dico che stavano meglio con Saddam, che oggi, mmi pare evidente, come è evidente che lo hanno eliminato per impossessarsi del petrolio e non solo.

Mirko Brambiti
Mirko Brambiti

non esistono soltanto i curdi Andrea, non mi pare che oggi muoiano meno persone rispetto a prima, anzi.

Gian Carlo Figliozzi
Gian Carlo Figliozzi

che stronzata,se e' l arbia saudita stessa che paga la formazione dell isis

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

quanto sei ingenuo, scusami, è tutto pilotato per rendere instabile la regione e monopolizzare il mercato energetico

Michelaccio Michelaccio
Michelaccio Michelaccio

non vedo l'ora che scoppi la terza guerra mondiali ai danni di tutti sti merdosi musulmani

Andrea Montieri
Andrea Montieri

I centinaia di migliaia di curdi e sciiti uccisi da Hussein non sono mai esistiti.

Mirko Brambiti
Mirko Brambiti

ecco le conseguenze delle guerre americane. Se lasciavano Saddam Hussein al suo posto, così come Gheddafi in Libia, ci sarebbe certamente più pace.

Adriano G. V. Esposito
Adriano G. V. Esposito

Bisogna aiutare l'Iraq. Questi dell'ISIL sono culturalmente fermi a 1000 anni fa. Davanti a questi persino l'Iran e l'Arabia Saudita sembrano democrazie avanzate.

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  1. […] è una forza che utilizza il contrattacco anche come arma di difesa. Il tavolo va ribaltato. La proclamazione del Califfato Islamico da parte di Abu Bakr al-Baghdad pone lo Stato Islamico nella condizione di dover dimostrare di saper difendere il territorio […]

  2. […] ha già annunciato la nascita del Califfato islamico, ha l’obiettivo di farlo durare e di conseguenza si comporta come un’entità parastatale. […]

  3. […] le 2000 unità: sull’impennata dei reclutamenti ha pesato l’annuncio da parte dell’Isis di voler costituire un Califfato. “Se ci credi, il tuo desiderio è di unirti a esso il prima possibile” ha commentato De […]