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pubblicato: sabato, 12 luglio, 2014

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Riforma Pa, Madia presenta il Ddl delega sui dirigenti pubblici. Sul blocco della contrattazione afferma: «Un’ingiustizia»

Lavoro, Marianna Madia sbaglia ministro e confonde Zanonato con Giovannini

La “Rivoluzione copernicana” della Pubblica amministrazione, per usare un’espressione di Matteo Renzi, continua. Ieri, il ministro Marianna Madia ha presentato alla stampa il disegno di legge delega appena licenziato da parte del Consiglio dei Ministri, che ha al centro la riforma della Pubblica amministrazione. Dopo il ricambio generazionale e il terzo settore, il nuovo provvedimento si occuperà dei dirigenti pubblici e delle prefetture.

LA BUROCRAZIA ON-LINE – Una delle innovazioni riguarda l’implementazione della tecnologia nel rapporto tra cittadino e amministrazione. L’obiettivo, ha ricordato Renzi, è il «rovesciamento dei ruoli» in quanto «sarà la Pubblica amministrazione ad andare a casa dei cittadini, con tutti i certificati “on line e scaricabili”». Significativa, in particolar modo, è la realizzazione del Pin unico entro il 2015. Con questo codice, si potrà accedere ai servizi della Pubblica amministrazione tramite internet e direttamente da casa. Un modo, dunque, per snellire le pratiche ed evitare ai cittadini lunghe file agli sportelli.

ministro pa marianna madia

LE MISURE PER I DIRIGENTI PUBBLICI – Cambia il ruolo dei dirigenti pubblici. Eliminazione della doppia fascia, un maggiore impatto delle valutazioni di merito sulle retribuzioni e, soprattutto, una maggiore mobilità tra gli uffici centrali e locali della Pubblica amministrazione. Il ministro Madia ricorda che, in questa maniera, si avranno dirigenti «dello Stato, della Repubblica» e non più «di un ministero o dell’altro». Dunque, una rilettura in chiave moderna di quell’articolo 98 della Costituzione, che recita: «I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione». Per quanto concerne, poi, l’assunzione, il disegno di legge delga stabilisce che ciò avverrà solo dopo il superamento di un concorso e con l’obbligo di un avviso pubblico per il conferimento dell’incarico. Il ministro, quindi, durante la conferenza stampa, non dimentica il problema del blocco della contrattazione. «Penso sia un’ingiustizia – afferma Madia – ma in questa crisi ne stiamo vedendo tante». La ricetta da seguire per sbloccare la situazione, a suo dire, è quella del rilancio del Paese.

UN’AMMINISTRAZIONE PIÙ SNELLA – Oltre al pubblico impiego, la delega riguarderà anche la riorganizzazione di alcuni organi. L’obiettivo da raggiungere, afferma il ministro, è che «un’amministrazione non possa più bloccare un’altra», il che è causa di disagi nei servizi per i cittadini. Due sono le proposte di modifica: da un lato si agirà sulla presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’altro sulle Prefetture. «Insistiamo molto sul rafforzamento della presidenza del Consiglio nel coordinamento delle politiche pubbliche – afferma Madia – perché un governo non è un insieme di ministeri». La riorganizzazione territoriale, poi, passerà anche per una nuova definizione delle prefetture. I nuovi uffici territoriali del governo non si limiteranno ad essere la rappresentanza del governo a livello locale, ma diventeranno anche il fulcro dell’amministrazione statale periferica. L’idea di fondo è, dunque, quella di ridurre il rapporto cittadino-governo sul territorio ad un unico ente, che risponda delle azioni compiute a Roma.

Alessandro De Luca


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1 comments
Pietro Pirozzi
Pietro Pirozzi

bene Madia.. e chi li paga? Ah già c'è sempre il contribuente italiano, quello piddino è felice come una pasqua quando deve pagare