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pubblicato: martedì, 15 luglio, 2014

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Bce, Draghi: “Non solo flessibilità. Riforme strutturali per far ripartire la crescita”

presidente bce

La flessibilità “da sola non basta a far ripartire la crescita” ma deve essere utilizzata assieme a “riforme strutturali profonde e che permettano di quantificarne l’effetto sui conti pubblici”. Insistere sulla strada delle riforme: questo, in sintesi, il senso dell’intervento di Mario Draghi, presidente Bce, davanti alla nuova Commissione affari economici e monetari presieduta da Roberto Gualtieri. “La crescita – insiste Draghi – non può essere fatta a partire da nuovi debiti”. I governi devono impegnarsi nella riduzione della spesa, sostiene il leader della Banca Centrale Europea, soprattutto quella “improduttiva” e, se possibile, aumentare gli investimenti in infrastrutture e programmare interventi per abbassare la pressione fiscale. E sulle regole di bilancio, Draghi avverte: “Non annacquarle al punto che non siano più credibili”.

bce

L’Europa, ha continuato Draghi nel corso dell’audizione, necessita di riforme nel mercato del lavoro e nel settore dei prodotti. Solo così l’Ue potrà garantirsi il completamento del mercato unico comunitario e la competitività a livello internazionale. Dal canto suo, “la Bce – assicura Draghi – è pronta a intervenire anche con strumenti non convenzionali come previsto dal suo mandato per contrastare un eventuale periodo di bassa inflazione troppo lungo”. “Infatti – continua il numero uno della Banca Centrale – l’inflazione, ancorata allo 0,5% annuo secondo gli ultimi dati Eurostat tornerà a salire in modo graduale dal 2015/2016″. In questo periodo, “continueremo a monitorare la situazione”, promette Draghi secondo il quale “le aspettative a medio/lungo termine restano in linea con la stabilita’ dei prezzi e i rischi, a monte e a valle, sono limitati: ma a breve termine – ha aggiunto Draghi – continueremo a monitorare la situazione”.

Il presidente Draghi ha poi aggiunto che la Bce “continuerà, almeno fino alla fine del 2016, a soddisfare la domanda di liquidità delle banche nelle nostre operazioni di rifinanziamento, naturalmente in cambio di collaterali adeguati”. Pur considerando “serio” il problema dei “bassi tassi di interesse”, la Bce non può “cambiare la politica  monetaria, basata sul mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nell’Eurozona”. Ma, non appena la ripresa si sarà assestata, “i tassi torneranno a salire“, precisa Draghi.

E alla domanda su possibili dimissioni dal vertice della Bce, il presidente risponde: “Voci su mia uscita solo chiacchiere infondate“, assicura.

Carmela Adinolfi

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  1. […] di recessione (in Italia tutti questi problemi sono già abbondante realtà). Bisognerà vedere se quanto auspicato da Draghi a Jackson Hole si concretizzerà: Draghi proverà a mettere il denaro (lato domanda), ma le riforme strutturali […]