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pubblicato: venerdì, 18 luglio, 2014

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Israele invade Gaza: prospettive di una guerra annunciata

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Era attesa, annunciata, ed è arrivata quasi come una conseguenza inevitabile: ieri sera, intorno alle 21 ora italiana, l’esercito israeliano ha dato il via all’operazione militare di terra nella Striscia di Gaza. L’artiglieria ha intensificato il fuoco e poi i carri armati hanno superato il confine. L’elettricità a Gaza è stata tagliata. Hamas ha risposto con un fitto lancio di razzi verso Israele.

L’opzione dell’attacco via terra era sul tavolo da giorni. “Colpiremmo i tunnel che arrivano da Gaza fin dentro Israele”, ha detto il premier israeliano Netanyahu. Gli obiettivi sono limitati, secondo l’esercito di Tel Aviv, e non c’è l’intenzione di rovesciare Hamas. Ma si andrà fino in fondo: nessuna scadenza, per adesso. Nelle prime ore dell’attacco, l’esercito israeliano ha colpito una dozzina di obiettivi nella Striscia di Gaza, ha riferito il sito Ynet. Le Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas, hanno risposto così: “Aspettavamo con ansia questa operazione di terra per impartire una lezione a Israele”.

Nel territorio a nord la gente ha provato a fuggire per sottrarsi agli scontri. Il panico si è diffuso in fretta. Nella Striscia di Gaza vivono 1,7 milioni di persone. Il 40 per cento della popolazione non ha un lavoro. Gaza dipende per lo più dagli aiuti umanitari.

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Striscia di Gaza: photo by David Berkowitz – CC BY 2.0

Le forze israeliane hanno proseguito ad avanzare. Stamattina si sono registrati scontri a Beit Lahiya, nel nord della Striscia. L’esercito israeliano per ora non è entrato massicciamente a Gaza. Netanyahu ha dichiarato di voler colpire duramente Hamas ma non è detto che questo conduca le truppe a penetrare nelle aree più densamente popolate.

Su un paio di cose gli analisti internazionali concordano: l’operazione lanciata ieri da Israele non condurrà alla distruzione di Hamas e non degenererà neppure in un’occupazione di Gaza da parte delle truppe di Tel Aviv. Israele potrebbe riuscire a infliggere un duro colpo alle infrastrutture allestite da Hamas – in primis i tunnel – e allo stesso tempo aumentare la pressione sui dirigenti palestinesi. Ma c’è anche il rischio di mettere i propri soldati a repentaglio: per questo Tel Aviv potrebbe essere cauta nello spingersi all’interno di zone dove la densità abitativa è più elevata.

Secondo la BBC non è da escludere che Israele stia cercando di guadagnare posizioni per aumentare la propria forza in vista delle trattative diplomatiche: ma questa resta una opzione secondaria. Da ieri sera la possibilità di un cessate il fuoco è più lontana.

Immagine in evidenza: photo by Israel Defence Force – CC BY 2.0


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