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pubblicato: venerdì, 1 agosto, 2014

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Mogherini nel puzzle della Commissione Ue

Ora è ufficiale, nero su bianco: Federica Mogherini è la candidata dell’Italia per il posto di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell’Unione europea. Matteo Renzi ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker: “Caro presidente, desidero informarla che il governo italiano ha deciso di designare Federica Mogherini, attuale ministro degli Esteri, come candidato al ruolo di Alto rappresentante e vicepresidente della Commissione europea”. Tra i tasselli che dovranno comporre il puzzle del nuovo esecutivo europeo, c’è quindi anche il nome del titolare della Farnesina.

Nessuna marcia indietro: il nome che l’Italia mette in campo è quello di Mogherini e la carica che l’Italia chiede è quella di ministro degli Esteri dell’Ue.

Renzi ha ripetuto spesso che considerato che la presidenza della Commissione è andata a Juncker, un popolare, spetta ai socialisti indicare il candidato per il ruolo di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza. E considerato pure che nella famiglia dei socialisti il Pd è quello ad aver preso più voti, spetta all’Italia l’iniziativa della prima scelta.

Ma anche la Polonia avrebbe chiesto la stessa poltrona, proponendo il nome del popolare Radosław Sikorski. Il premier polacco Donald Tusk ha detto che Sikorski sarebbe il candidato ideale. A insidiare Mogherini potrebbe esserci anche la bulgara Kristalina Georgieva, che a Juncker un dispiacerebbe affatto. La sostanza è che esiste una spaccatura tra il blocco che sostiene Mogherini e il blocco (soprattutto dei paesi dell’est Europa) che preferirebbe battere altre strade considerando il nostro ministro troppo vicino alla Russia.

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Photo by European People’s PartyCC BY 2.0

Delicato è anche il processo di spartizione delle nomine: a chi assegnare i vari portafogli, soprattutto quelli di peso. Il candidato francese Pierre Moscovici ha detto di essere convinto che otterrà un importante incarico economico, la Germania però non sarebbe entusiasta all’idea di lasciare alla Francia una casella del genere, ritenendo che a Parigi manchi la credibilità per un incarico così importante vista la difficoltà nel tenere in ordine i propri conti pubblici. Ecco perché circola l’ipotesi di spacchettare in due la delega degli Affari economici, affidando a Moscovici la gestione della crescita.

La Grecia potrebbe assumere il portafoglio dell’immigrazione. Il Commercio potrebbe andare alla Spagna, ma Berlino resta in gioco con Günther Oettinger. L’istruzione potrebbero prendersela i danesi, che continuano ad avere la premier Helle Thorning-Schmidt in corsa per il ruolo di presidente del Consiglio europeo. All’industria potrebbe andare l’ex primo ministro finlandese Jyrki Katainen, che secondo Reuters potrebbe però finire per gestire il settore finanziario, altro portafoglio che Juncker potrebbe decidere di creare.

Ma c’è anche la questione della presenza femminile in Commissione. Potrebbe infatti essere difficile raggiungere le nove presenze, la soglia minima necessaria secondo Martin Schulz: il Parlamento europeo ha già fatto sapere di non volere una commissione con una sproporzionata presenza maschile. I leader europei si incontreranno a fine agosto, ma non è detto che si chiuda in quell’occasione: potrebbe essere necessario più tempo, abbastanza da far slittare l’insediamento del nuovo esecutivo nel 2015. Non è escluso che Juncker possa chiedere ai paesi europei di modificare le proprie candidature nel tentativo di avere più donne in Commissione.

Immagine in evidenza: photo by Foreign and Commonwealth OfficeCC BY 2.0

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