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pubblicato: mercoledì, 20 agosto, 2014

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Ue contro Isis: “armare i curdi”

ue isis

Risale alla vigilia di Ferragosto l’ultima riunione dei ministri degli Esteri europei sull’Iraq. In quell’occasione l’Ue da una parte ha deciso di prevenire che l’Isis tragga ingenti profitti dalla vendita del petrolio, e dall’altra ha salutato con favore la decisione di alcuni stati membri che si sono detti disponibili a fornire armi ai curdi iracheni. Da Bruxelles quindi si è concessa ai singoli governi e parlamenti la possibilità di agire liberamente.

La Francia, come sottolineato dal titolare degli Esteri Laurent Fabius nei giorni scorsi, e la Gran Bretagna hanno già avviato l’invio di armi in Iraq oltre a quello di aiuti umanitari.

Stessa cosa farà la Germania: il ministro degli Esteri Frank Walter Steinmaier in queste ore ha dichiarato che “gli aiuti umanitari sono importanti, ma non abbastanza”. A ogni modo l’invio di qualsiasi armamento dovrà essere organizzato di concerto con le autorità irachene.

ue curdi

Pare che anche l’Italia sosterrà i peshmerga curdi. Oggi intorno alle 12.30 si sono riunite le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato per le informative dei ministri Mogherini e Pinotti. Il ministro degli Esteri Federica Mogherini in particolare ha dichiarato che gli aiuti militari sono “indispensabili nell’immediato anche se difficilmente rappresentano a lungo termine la soluzione di questa crisi”. Quindi il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che “l’Italia è pronta a fornire ai peshmerga curdi armi automatiche leggere e relativo munizionamento in uso a forze armate italiane destinato alla difesa personale e d’area e altre armi individuali, di squadra e contro-mezzi, di fabbricazione sovietica, sequestrate in mare durante le guerre dei Balcani”.

Le armi, confiscate al largo delle coste italiane 20 anni fa, che dovrebbero incrementare le “possibilità di autodifesa delle popolazioni locali” sono pronte per essere spedite. Potrebbero arrivare in Iraq già nei prossimi giorni “se la linea del governo sarà qui condivisa, avviando la richiesta di tutte le necessarie autorizzazioni internazionali, innanzitutto irachene”.


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3 comments
Stefano Chiaramello
Stefano Chiaramello

L alternativa sarebbe un intervento militare della Nato ma con questa situazione economica e la politica debole non si può fare.. nessuno vuole impantanarsi in una guerra e piangere dei morti. È più facile fare cosi... Nel frattempo consiglierei ai capi dei governi occidentali di investire nel futuro per una indipendenza dalle fonti petrolifere, in modo che alla prossima crisi mediorentale si possa fare spallucce e girarsi dall altra parte!

Mirko Brambiti
Mirko Brambiti

armare i curdi, significa armare altri terroristi islamici, che un domani ci faranno pentire di avergli dato le armi... La storia si ripete e gli idioti che ci governano continuano a non capirlo commettendo le solite cazzate.

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  1. […] hanno dovuto aspettare l’aiuto della comunità internazionale, un aiuto arrivato sottoforma di armamenti e […]