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pubblicato: mercoledì, 18 aprile, 2012

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Arriva l’austerità a Praga e si allontana lo spettro del voto anticipato

praga

Arriva l’austerità a Praga e si allontana lo spettro del voto anticipato

 

L’austerità in salsa ceca è qualcosa che mette d’accordo tutti (o almeno quelli che dal duemiladieci sono finiti assieme in coalizione) e si approva rapida. Confezionato il pacchetto basta poi indire una fulminea conferenza stampa nella quale ammettere come i guai e gli screzi tra i partiti di governo siano finalmente archiviati e nessuno scricchiolio sarà più udito dalle parti del Castello. Perché nonostante i dissapori congeniti il premier Petr Nečas presiede ancora l’esecutivo di centrodestra formato da Ods, Věci Veřejné e Top09, e la faccenda potrebbe rimanere invariata fino alle prossime elezioni.

L’austerità in salsa ceca dimostra la possibilità di proseguire un menage a trois al netto di ogni rancore (ve ne sono di radicatissimi) e se in città ci credono pochi è riflessione rimandabile.

praga

Deficit sotto la soglia del tre percento nel 2013 e 2014 tramite aumento delle imposte sul reddito, aliquote IVA che salgono al 15 e 21 percento e sospensione per tre anni di detrazioni fiscali per fasce più deboli (esempio: via alcuni sgravi per i pensionati.) Sale la tassazione del tabacco, imposte sul passaggio di proprietà, carbon tax e retta universitaria dalle 3000 alle 3500 corone per semestre. Manovra che in caso di mancata approvazione avrebbe creato dissapori probabilmente fatali al punto che proprio Nečas si è trovato a dichiarare qualche tempo fa come senza accordo sarebbe stato meglio votare subito.

[ad]Che si tratti di decisioni impopolari è piuttosto evidente e anche il capo del governo pare consapevole. Tuttavia le sue parole risuonano come manifesto di integrità (non si voterà nel brevissimo ma inevitabilmente ogni dichiarazione in questi giorni ha il tono del proclama salvifico): il governo guarda al lungo termine e vai a sapere cosa avrebbero combinato altri al posto nostro. Incipit/stoccata all‘ultimo esecutivo socialdemocratico (Jiří Paroubek del ČSSD dal 2005 al 2006) rispetto al quale ancora rimarrebbe un carico fiscale minore a gravare sui cittadini.

Pacchetto accolto con prevedibile favore dal presidente della repubblica Klaus che dell’Ods -attualmente il partito dal peso maggiore nella coalizione- resta figura centrale. Così come altrettanto prevedibile è lo scetticismo della opposizione per la quale le elezioni anticipate ancora rappresentano l’unica via di uscita ai dissidi e alla instabilità. Inevitabile banco di prova dell’intera operazione -sforzandosi ad escludere nuove bufere per la maggioranza entro l’estate- il voto amministrativo e per il senato, che in Repubblica Ceca si terrà nel prossimo autunno

Da East Journal

di Gabriele Merlini

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