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pubblicato: lunedì, 23 aprile, 2012

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Verso il Partito della Nazione

casini e il partito della nazione

Pochi giorni fa l’Udc ha ufficialmente azzerato i suoi vertici ed oggi sono giunte le dimissioni da Presidente del gruppo parlamentare Udc da parte di Pier Ferdinando Casini. I centristi guardano oltre, pensano al dopo Monti e mirano a costruire un nuovo soggetto politico in grado di guidare il Paese nei prossimi anni. Un nuovo soggetto politico che, ha annunciato Casini, sarà composto da politici e tecnici, da sindacalisti ed imprenditori, al fine di assicurare ai moderati italiani una nuova proposta politica imperniata sul rifiuto di ogni demagogia e populismo, un partito che sappia parlare il linguaggio della verità e della serietà.

[ad]Ma chi aderirà a questo Partito della Nazione, anche se i centristi annunciano che il vero nome sarà un altro, ancora tutto da decidere, al momento definito così solo per convenzione? E soprattutto questo importante passaggio che di fatto porterà alla chiusura dell’esperienza Udc, sarà vista di buon occhio da tutto il partito? Chi sarà il leader di questo nuovo soggetto politico? Come si può ben notare, gli interrogativi non mancano. Sicuramente, tra coloro che aderiranno a questo nuovo partito, ci sono i senatori Giuseppe Pisanu e Lamberto Dini, seguiti da ben 29 parlamentari. Qualcuno pensa all’inserimento anche di alcuni esponenti dell’attuale governo tecnico (Passera, Riccardi, Severino) e di alcuni imprenditori (Marcegaglia, Montezemolo). Ovviamente, al momento, le smentite non mancano, ma tra non molto, almeno per quanto concerne la composizione di questo nuovo soggetto politico, qualcosa in più dovrà sapersi per forza.

casini e il partito della nazione

Casini, Fini e Rutelli procedono, per il momento, d’amore e d’accordo, mentre Lombardo si defila chiaramente, annunciando che l’Mpa non aderirà al nuovo nascente partito. Ad oggi è impossibile ipotizzare il futuro leader del Partito della Nazione. Le personalità illustri non mancano di certo, la partita è totalmente aperta. Possibile anche, se non del tutto probabile, che il leader sarà un personaggio nuovo, perchè no, alla sua prima esperienza in politica. E il simbolo, elemento importantissimo per ottenere consenso nelle tornate elettorali, quale sarà? Ci sarà ancora spazio per lo storico scudo crociato? Difficile, se non impossibile, per un partito che aspira ad essere laico ma al tempo stesso d’ispirazione cattolica. Insomma, gli interrogativi regnano sovrani, così come incerte appaiono le future alleanze (se ci saranno). Casini, in più di una circostanza, ha affermato: “Non si può correre sempre per la sopravvivenza.” Ciò fa chiaramente pensare che il Partito della Nazione cercherà un’alleanza forte. Ma con chi? Con il Pdl? Anche questo resta un mistero, soprattutto alla luce delle recentissime dichiarazioni di Alfano, il quale ha annunciato che una nuova formazione nascerà dopo le amministrative. Insomma, anche il Pdl vuole andare oltre il Pdl. Una cosa è certa, alle prossime elezioni in programma per il 2013, gli elettori italiani sulla scheda elettorale potrebbero trovare due nuovi grandi partiti, dei quali, ad oggi, non conosciamo neppure il nome.

 

 


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Francesco Liparulo - Venezia
Francesco Liparulo - Venezia

domenica 27 maggio 2012 La questione del lavoro esige una soluzione EQUILIBRI  POLITICI  RIBALTATI È ORA DI SCENDERE IN CAMPO “Ci assilla - ha detto Giorgio Napolitano - il rilancio della crescita produttiva e occupazionale perché i dati sono allarmanti e non solo per L’Italia. Non basta invocare la crescita con invocazioni quotidiane. Serve un mercato del lavoro meglio regolato ed efficiente, ma serve anche una nuova occupazione per i giovani. Una seria disoccupazione e inoccupazione giovanile pesa sulle famiglie. È chiaro che c’è un urgente bisogno di dare maggiore attenzione al tema del disagio sociale, perché abbiamo un aggravarsi del disagio delle famiglie e un aggravarsi della povertà”. Per il Presidente della Repubblica, “bisogna riuscire a creare prospettive di lavoro degne per i giovani". L’Italia deve essere unita per risolvere i gravi problemi: uno Stato indebolito di fronte alle speculazioni del mercato finanziario, una democrazia apparentemente fragile di fronte alla crisi, un elettorato che sfiducia i partiti tradizionali e si lascia convincere dalle parole dell’attore comico Beppe Grillo che ottiene un ottimo risultato nelle amministrative per il suo Movimento politico. L'impegno comune per Napolitano è quello della tutela dei valori primari, quali il lavoro e la persona che la nostra Costituzione pone a fondamento della Repubblica. Per i Capo dello Stato, “è un presente duro quello che l'Italia del lavoro sta vivendo” con le drammatiche difficoltà di troppe famiglie e imprese. Preoccupanti sono i dati del Rapporto annuale 2012 dell’Istituto di statistica: il 41,9% degli italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni vive ancora in casa con i genitori (nel 1993 era solo del 33,2%). Il 45% della fascia 25-34 anni dichiara di non poter andare via di casa, perché non in grado di mantenersi economicamente, pagare un affitto o accedere a un mutuo per acquistare un’abitazione. Ci sono 2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non cercano lavoro. “Se non apriamo ai giovani - ha esplicitato Giorgio Squinzi, neo presidente di Confindustria – nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l’Italia”. “Il sottoutilizzo delle risorse dei giovani - ha enfatizzato Mario Draghi - riduce in vari modi la crescita, abbassa la probabilità di nascita di nuove imprese, determina a lungo andare il decadimento del capitale umano”. Per il presidente della Banca Centrale europea, i giovani sono costretti “come fatto ineluttabile” a uno stato di precarietà occupazionale: in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni nei primi mesi del corrente anno era del 34,2% contro una media europea del 22%. “L’uscita dalla crisi – ha detto Mario Monti, presidente del Consiglio – richiede un rilancio della crescita economica a livello europeo, non dobbiamo mai farci prendere dallo sconforto”. Il premier italiano è il portavoce in Europa della necessità di un sostegno alla crescita delle economie fragili dei vari Paesi. Si auspicano meno vincoli sul mercato del lavoro, in campo energetico e sulla ricerca. Il capo del governo riesce a convincere i vari leader europei della immediata necessità di far saldare i debiti della Pubblica amministrazione alle imprese, in deroga a quanto stabilito dalle regole sulla disciplina di bilancio per gli Stati dell’Eurozona (Fiscal Compact). “Il progetto di costituire un Partito della nazione – ha sostenuto Pier Ferdinando Casini – se prima era urgente ora è fondamentale. Le forze che sostengono il Governo Monti non devono abbassare la guardia perché per gli Italiani i sacrifici di oggi potrebbero essere niente rispetto al rischio di domani. C'è bisogno di iniettare liquidità al sistema, di cominciare a pagare le imprese e c'è bisogno che l'Europa parli di crescita”. Il leader dell'Udc incita la società politica a scegliere persone in grado di risvegliare nel popolo i valori che sono alla base della comunità politica italiana. L'invito è rivolto soprattutto ai giovani “in grado di dare una spinta decisiva al cambio di passo del nostro Paese”. Il Partito della nazione “è un’esigenza avvertita sempre più forte e non si può pensare che il partito nuovo - sostiene Casini - lo creo io, pensando al nome e al programma. Deve essere un'impresa collettiva. C’è bisogno di interpretare una diffusa esigenza di serietà e di rifiuto del populismo". La società politica necessita di uomini e donne che possano dare un senso all’esistenza concreta del cittadino, cioè la cittadinanza ha bisogno di persone che credono a un Progetto per il Paese. Si tratta di raggruppare tutti coloro che credono nei seguenti valori: dignità della persona, centralità della famiglia, libertà, responsabilità, uguaglianza, giustizia sociale, legalità, solidarietà e sussidiarietà. “Non esitate a scendere in campo – afferma Giorgio Napolitano, rivolgendosi a Palermo a una folla di ragazzi per la commemorazione della strage di Capaci – i giovani devono impegnarsi al più presto. Al Paese occorre ora stabilità di governo e una legge elettorale che consenta nuove elezioni per eliminare l’evidente scollamento dei cittadini dalla politica e per ridare slancio e capacità innovativa al sistema politico e istituzionale”. Si tratta di puntare sulle risorse del coraggio e delle energie di coloro che vogliono lottare affinché la politica stessa sia orientata al suo vero fine che è quello della solidarietà perché la società civile si fonda sulla coesione tra le persone e la solidarietà costituisce forza che tiene unita una comunità politica. Il Partito della nazione necessita di cittadini che hanno un programma di idee e vogliono realizzare cose concrete per far funzionare in modo corretto l'economia locale e concorrere all'economia di tutto il Paese. Si tratta di: saper rispondere ai bisogni dei meno abbienti e dei malati; riequilibrare aree produttive, abitative e aree verdi fruibili; garantire trasporti senza inquinamento; garantire servizi sostenibili per gas, acqua, energia e raccolta rifiuti. Occorre ora “aiutare il Professor Monti a trovare convergenze” per dare risposte chiare alle imprese e soprattutto lavoro ai quasi 2 milioni di giovani italiani senza lavoro.

Francesco Liparulo - Venezia
Francesco Liparulo - Venezia

APPELLO ALLE VIRTÚ DEGLI ITALIANI PER UNA SOCIETÀ CIVILE FORTI   NELLA   LIBERTÀLa viva attualità del pensiero di Sturzo e il patrimonio di idee scaturite dalla concezione cristiana della storia, insita nella sua visione religiosa e da una esperienza di vita improntata alla strenua difesa dei principi della democrazia, sono ancora oggi, a più di cinquanta anni dalla scomparsa, indiscussa testimonianza di una lezione morale ed intellettuale ispirata ai valori di libertà, solidarietà e coesione sociale”. Jerzy Buzek, già presidente del Parlamento europeo, ha detto: “Don Sturzo ci ha insegnato che i valori religiosi sono importantissimi e ancora attuali. È nostro dovere metterli in pratica e dare seguito alla loro attualità. L’Europa deve occuparsi dei diritti umani fondamentali: oggi è necessario prendere coscienza dei veri problemi, anche quelli che temiamo. Le vere sfide da affrontare sono quelle del lavoro, dell’energia e dell’ambiente: soltanto avendo fiducia nel pensiero cristiano possiamo ricostruire il tessuto sociale della nostra Europa”. Wilfried Martens del Partito Popolare Europeo, citando Don Sturzo, ha affermato: “…I padri fondatori del PPE avevano convinzioni radicali di libertà, responsabilità e dignità dell’essere umano, considerato come soggetto e non come oggetto della storia… Con le buone idee stimoleremo le linee economiche per la sicurezza dei cittadini...Siamo pronti ad affrontare le sfide con i valori comuni del PPE … per un mercato sociale ... Siamo forti e uniti per l’Europa”. La “rettitudine intellettuale e morale”, la “testimonianza di amore, libertà e di servizio al popolo” del prete di Caltagirone, fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano, costituiscono valori fondamentali per tutti gli Italiani. Il suo appello “A tutti gli uomini liberi e forti” di combattere per difendere nella loro interezza “gli ideali di giustizia e libertà” scuote gli animi e sprona i cuori generosi per affrontare le sfide della globalizzazione e dell’immigrazione. La comunità politica ha bisogno di testimoni che le insegnino la razionalizzazione morale della vita sociale. Si avverte la necessità di uomini che mantengano la tensione morale nei cittadini e li aiutino a ritrovare la propria identità. Le prove del riconoscimento dei fini essenzialmente umani della vita politica e delle sue istanze più profonde sono essenziali per affrontare le “male bestie” di Sturzo che sono, ancora oggi, lo statalismo, la partitocrazia e lo sperpero del denaro pubblico. Lo Stato, espressione e strumento del corpo politico, deve essere “veramente popolare”, riconoscere i “limiti della sua attività”, rispettare gli organismi naturali e sociali intermedi, applicare il principio di sussidiarietà, cioè aiutare economicamente, istituzionalmente e legislativamente tutte le entità sociali più piccole, iniziando dalla famiglia. La famiglia italiana di oggi deve affrontare l’attuale crisi finanziaria, economica e valoriale. Si tratta di recuperare “le radici della crescita delle Regioni per promuovere le loro qualità produttive che fanno vincere le sfide della globalizzazione. Milioni di Italiani vivono, secondo le recenti statistiche, con la metà del reddito medio nazionale (circa 600 euro al mese) . La crescita degli indigenti evidenzia una forte disuguaglianza tra ricchi e poveri e un fenomeno di ingiustizia sociale. La famiglia genera legami di appartenenza, dà forma sociale alle persone, trasmette valori culturali, etici, sociali, spirituali, essenziali per lo sviluppo della società civile. “I programmi di aiuto – scrive Benedetto XVI nella lettera enciclica “Caritas in Veritate” devono essere erogati coinvolgendo … anche gli attori economici e i soggetti della società civile portatori di cultura. I programmi di aiuto devono assumere in misura sempre maggiore le caratteristiche di programmi integrati e partecipati dal basso”. La razionalizzazione morale dell'agire politico deve fondarsi sulla giustizia, la legge e la reciproca amicizia. Si tratta di sforzarsi per applicare le strutture politiche al servizio del bene comune, della dignità della persona e del senso dell’amore fraterno. L’attività politica deve basarsi sui bisogni più intimi della vita delle persone e dell’esigenza della pace sociale, dell’amore, delle energie morali e spirituali. Occorre agire nella comunicazione e utilizzare mezzi morali per essere liberi. La forza della società politica presuppone la giustizia perché si avvale delle energie dei cittadini in quanto energie di uomini liberi che sanno esprimersi con l’amore. Il compito politico della società è un compito di civilizzazione e di cultura che si propone di aiutare i cittadini ad essere liberi. Questo compito è morale perché ha lo scopo di migliorare le condizioni della vita quotidiana. I mezzi devono essere proporzionati e appropriati al fine del corpo politico che è la giustizia e la libertà. Lo slogan degli aderenti al Partito Popolare Europeo è “forte per i cittadini”. La virtù della fortezza è il mezzo per il conseguimento dei fondamenti della vita della società. Si tratta di essere saldi e stabili nell’adesione al bene comune che deve riversarsi su tutti i cittadini, cioè sostenere e affrontare con pazienza, sofferenza e generosità le ingiustizie politiche ed economiche. L’uso della forza spirituale è regola di condotta per coloro che vogliono vivere conformemente alla dignità della persona umana.L’attività politica non deve essere fondata sull’odio, l’avidità, la gelosia, l’egoismo, l’orgoglio e l’astuzia. La “forza dell’amore” significa amare il proprio avversario politico ed essere umani nei suoi confronti, cioè essere aderenti alla verità dell’uomo. “Lo sviluppo, il benessere sociale, un’adeguata soluzione dei gravi problemi socio-economici che affliggono l’umanità – scrive il papa nell’opera sopracitata – hanno bisogno di questa verità”.La politica della verità è basata sul coraggio personale e sulle energie di coloro che orientano la politica al suo vero fine, cioè aderire coscientemente con tutte le forze per l’affermazione della dignità di ogni uomo con spirito di carità. Questo modo di agire è politica di solidarietà e la comunità civile si mantiene tale se è coesa nell’amore fra tutti i cittadini.La democrazia può vivere e svilupparsi se è ispirata dal principio essenziale della spiritualità cristiana che è la carità. I valori del popolo italiano sono cristiani e devono penetrare la cultura e promuovere il benessere della comunità civile. La politica, l’economia, la sociologia possono realizzare i loro fini attuando ciò che si deve fare oggi per il benessere di tutti.La virtù dei forti in politica deve superare la potenza dell’egoismo e la cupidigia delle ambizioni, nell’interesse della giustizia, della libertà, della pace e dell’amicizia fraterna.Nella lotta politica a cui è sottoposto un raggruppamento politico, l’etica cristiana chiede l’instaurazione integrale dei valori cristiani. Sul piano della vita politica e sociale, l’accostamento tra le persone deve esprimersi in attività comuni per il bene comune della città di appartenenza senza alcuna distinzione che generi ingiustizie e soprusi.Una morale aperta, estesa ad ogni uomo, una morale del bene e del male e non solo dell’utile, del rapporto umano, della libertà solidale costituisce per i cattolici “la cornice più appropriata per incentivare la collaborazione fraterna tra credenti e non credenti”.Francesco Liparulo - Venezia

Francesco
Francesco

mercoledì 6 giugno 2012 Confronto per salvaguardare la società civile PROGRAMMARE UN FUTURO PER UN PAESE DISASTRATO “Ce la faremo - ha detto Giorgio Napolitano – per superare tutte le emergenze e le prove, per far crescere l’economia, dare futuro ai giovani e rendere più giusta una società troppo squilibrata e iniqua”. Si tratta di confrontarsi con un mondo globalizzato per la soluzione dei nuovi problemi economici e sociali, sorti con il sopravvento del mercato finanziario che estirpa i valori esistenziali del mondo civile. Si avverte uno smarrimento di fronte a un futuro pieno di incognite per il dilagare di un potere finanziario che non tiene conto della dignità della persona umana e dei suoi bisogni essenziali. "Noi oggi dobbiamo programmare il futuro - sostiene Mario Monti in una intervista del settimanale "Famiglia Cristiana" - ma siamo impegnati per l'ottanta per cento del nostro tempo a rimettere in sicurezza un Paese che è stato devastato dall'improvvidenza e dalla disattenzione per il futuro. Il nostro è un Paese disastrato". Per il presidente del Consiglio si tratta di "contemperare la molto durezza per rimediare i guasti del passato con una prospettiva più umana per il futuro". "Siamo immersi in un angoscioso presente - ha detto il Capo dello Stato - e bisogna proiettarsi oltre approcci legati a pur legittimi interessi. È chiaro che c'è un urgente bisogno di dare maggiore attenzione al tema del disagio sociale, perchè abbiamo un aggravarsi del disagio delle famiglie e un aggravarsi della povertà". Per il Presidente della Repubblica, l'Italia deve essere unita per risolvere i vari problemi. L'impegno comune per Napolitano è quello della tutela di valori primari, quali la persona e il lavoro. Per il Capo del governo, l'uscita dalla crisi richiede un rilancio della crescita economica a livello europeo. Si tratta di convincere i vari leader europei della immediata necessità di sostenere la crescita delle economie fragili dei vari Paesi. Occorre portare l'Euro fuori dalla zona pericolo, rilanciando l'economia europea. "C'è bisogno - ha sostenuto Pier Ferdinando Casini - di iniettare liquidità al sistema, di cominciare a pagare le imprese che hanno lavorato per la Pubblica amministrazione e c'è bisogno che l'Europa parli di crescita". Il leader dell'Udc incita la società politica a scegliere persone in grado di risvegliare nel popolo i valori che sono alla base di ogni società civile. Si avverte la necessità di un "Partito della nazione" per interpretare una diffusa esigenza di serietà e di rifiuto del populismo di chi promette cose che "i partiti non possono realizzare". "Occorre confrontarsi per salvaguardare, in ogni istituzione politica, sociale e civile, tutto “ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano”. I testimoni del popolo devono impegnarsi affinchè sia applicata la giustizia in ogni attività della persona umana e perché sia rispettata la sua dignità in ogni manifestazione della sua opera, contrastando ogni disconoscimento dei valori che costituiscono l’essenza della vita, cioè opporsi con qualsiasi mezzo non violento di persuasione. Si tratta di interagire con tutte le forze della società civile per instaurare quella saggezza che è razionalizzazione morale della politica. C'è l'esigenza di uno Stato più umano che “riconosca e sostenga” la persona umana secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di tutte quelle energie delle singole persone e delle organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo. L’esortazione è quella di costruire una società più giusta il cui centro è la persona che si realizza liberamente, cioè una comunità fondata sul progresso della vita e sulla forza della libertà in cui sia riconosciuta la dignità dell’uomo esistenziale dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. L'appello alla libertà della persona umana è essenziale perché ogni essere umano, donna o uomo, possa impegnarsi ed essere protagonista in una società aperta al progresso di tutto il popolo. Spetta alla comunità politica mediare tra le necessità funzionali del mercato e la vita quotidiana delle persone, cioè promuovere i contenuti valoriali nelle decisioni del mondo produttivo e finanziario. La necessità della ricchezza e la competizione mondiale devono armonizzarsi con i valori dell’uomo che è soggetto e fine di ogni produzione e benessere sociale. Gli esponenti politici non devono accettare il relativismo che svilisce la dignità della persona umana nella sua stessa comunità con la diffusione del crimine, la droga, il degrado urbano, la prostituzione, l’inquinamento, l’abbandono della famiglia a se stessa. I valori spirituali del popolo italiano devono essere difesi e tramandati per conservare la nostra identità e promuovere un futuro per la nostra società civile. La “cellula vitale” della società, la famiglia naturale, costituita dall’amore di un uomo e una donna che attraverso la procreazione dei loro figli tramandano i valori del loro popolo, è minacciata dalla pressione degli interessi utilitaristici che non considerano il valore e la dignità dell’essere umano. Si avverte la certezza che i valori fondanti della cultura europea sono messi in secondo ordine rispetto all’attrattiva della globalizzazione economica e finanziaria che non riconosce il vero valore del bene comune della società che è tale se e solo se si riversa su ogni cittadino.Non basta una bandiera, un logo o un inno per fare un partito, ma occorre un'unità di intenti, cioè essere convinti di servire il popolo e testimoniare le sue esigenze. Si tratta di servire la comunità vivendo per la famiglia, attuando la solidarietà sociale e facendo applicare il principio di sussidiarietà da parte dello Stato.

Peiot980
Peiot980

L'UDC si sta togliendo la U per tornare a essere DC...sperando che gli elttori abbiano la memoria corta e si dimentichino che fino a 20 anni fa ha governato lo stesso partito di casini e se il debito pubblico è esploso e proprio per colpa dei democristiano. Per non parlate del PDl che dato che ormai è eccessivamente sputtanto si sta rifacendo il trucco sperando di avere ancora un certo appeal tra gli elettori...