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pubblicato: lunedì, 30 luglio, 2012

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Termometro Finanziario: Draghi prepara il bazooka per calmare gli spread e salvare l’euro

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Termometro Finanziario: Draghi prepara il bazooka per calmare gli spread e salvare l’euro

 

Mercati in preda a forti scossoni nel corso della settimana scorsa: dopo un inizio di ottava che lasciava presagire il peggio possibile, l’intervento di Mario Draghi che ha assicurato il ricorso a ogni misura per sostenere la moneta unica ha riportato gli spread a livelli relativamente bassi dopo i picchi toccati nei giorni precedenti. Draghi ha infatti fatto intuire che la BCE è pronta a intervenire con le sue risorse illimitate per salvare l’euro, scatenando le ricoperture di chi aveva venduto titoli di Stato come BTP e Bonos spagnoli provocando la fiammata dello spread, giunto per l’Italia ben oltre quota 500 contro i titoli tedeschi.

[ad]La “minaccia” del governatore è quella di utilizzare il denaro “stampato” dalla banca centrale per acquistare titoli di Stato al fine di sostenerne i prezzi, a qualunque costo: si tratterebbe di una mossa che spegnerebbe sul nascere la fiammata degli spread, visto che nessun venditore di titoli di Stato potrebbe mai affrontare una simile potenza di fuoco. Tuttavia ben poco è veramente risolto, e i punti oscuri della crisi europea sono ancora tanti.

In primo luogo non è ancora chiaro come reagirà Berlino alle parole di Draghi: la Germania non ha mai voluto che politica monetaria e fiscale si mescolassero, visto il pericolo di azzardo morale insito nel denaro gratis spacciato da una banca centrale fuori controllo, e con qualche ragione e qualche torto. Bisogna considerare che legare le mani alla BCE significa che la crisi europea potrebbe precipitare da un momento all’altro, come visto nei giorni scorsi, ma d’altro canto lasciarle troppo libere significa che i governi spendaccioni e pigri come i PIIGS non avranno più l'”incentivo” del rischio collasso per porre in cantiere le riforme necessarie per uscire da questa crisi.

Il secondo punto oscuro è infatti che il bazooka della BCE, anche se ben puntato sui mercati e pronto a sparare, non risolverà la radice della crisi: l’Europa ha ancora troppi squilibri sia a livello politico che finanziario, e la speculazione fa leva su questi problemi reali. Se gli spread salgono non è per colpa di una turba di banchieri cattivi che vogliono conquistare il mondo, bensì di investitori ben consci del fatto che se la situazione europea continua su questa strada, la destinazione finale è un collasso di dimensioni ciclopiche.

Ben venga dunque il bazooka, ma nel medio-lungo periodo servono riforme serie, altrimenti la falla nell’Unione Europea continuerà a far entrare acqua sulla barca più pericolosa del pianeta.

Quanto alla prossima settimana, lunedì l’appuntamento più importante è quello dell’asta dei BTP a 10 anni, il titolo usato per costruire lo spread. Il rendimento segnato nel corso della scorsa asta è stato 5,82%, e visti gli scossoni degli ultimi giorni è facile attendersi un rialzo.

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