•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: lunedì, 17 settembre, 2012

articolo scritto da:

Le responsabilità di Ankara nel conflitto siriano

ankara e la siria

Le responsabilità di Ankara nel conflitto siriano

Le proteste scoppiate in Siria contro il regime di Bashar al-Assad a metà marzo 2011 si sono trasformate, nell’arco di un anno e mezzo, in una cruenta guerra civile. Le stime delle vittime sono varie, ma si può certamente parlare di un numero totale intorno ai 20 mila morti, di circa 150 mila i rifugiati in altri paesi (Turchia, Libano e Giordania) e tra gli 1 e i 2 milioni di sfollati. Chi sarebbe potuto intervenire politicamente in maniera più convinta per evitare una tale escalation? Molteplici sono gli attori internazionali interessati dalle evoluzioni della crisi siriana; ma la Turchia più di tutti partiva da una condizione favorevole che non ha saputo sfruttare. Come mai?

Il conflitto siriano è molto più di una guerra civile. La Siria rappresenta la chiave di volta dello status quo medio-orientale, forse l’ultima vera pedina della Guerra Fredda. Per questo la sua (in)stabilità è oggetto di attenzioni a livello globale.

Isolare Teheran

[ad]Nell’amministrazione americana di Obama sono in molti a sperare (e forse nascostamente anche ad agire) che il regime di Bashar al-Assad cada, privando l’Iran di un fedele e prezioso alleato. Teheran si troverebbe così ancora più sola e più debole nella sua retorica anti-occidente e nel suo progetto di sviluppo dell’arma atomica. Un tale scenario sarebbe ben visto anche da Israele, i cui piani di attacco preventivo ai laboratori dove l’Iran sta lavorando all’arricchimento di uranio sono stati di recente oggetto di un clamoroso ‘leak’.

I timori di Mosca

La Russia è sostanzialmente contenta dell’attuale status quo. Per questo usa il suo potere di veto al Consiglio di Sicurezza Onu contro qualsiasi iniziativa di maggiore incisività. Rischia di perdere l’unica base della sua marina militare rimasta in un mare caldo e al di fuori del territorio russo (Tartus in Siria appunto); rischia un contagio di estremismo settario sunnita in caso di ricostruzione post-bellica come accaduto in passato in Afganistan e Cecenia; potrebbe rischiare la perdita del monopolio di forniture di gas all’Europa qualora l’Iran, in posizione più debole, decidesse di venire a patti con l’Occidente intavolando qualche forma di collaborazione economica.

ankara e la siria

Gli interessi sauditi

Arabia Saudita e Qatar sono i veri finanziatori militari dell’Esercito Libero Siriano. Sunniti ultra-ortodossi (wahhabiti) vedono nella Siria una tappa della loro campagna contro gli ‘infedeli’ sciiti, oltre che l’opportunità economica di far crescere il prezzo del greggio data l’instabilità dell’area.

La Turchia cerchiobottista

Nel mezzo di queste posizioni ed interessi si trova la Turchia. È il paese che sta soffrendo di più il problema dei rifugiati (70 mila); ha perso due militari dell’aeronautica, anche se gli stessi turchi non hanno idea di come e chi li abbia abbattuti; hanno subito un danno di immagine politica a causa della scarsa considerazione degli alleati e degli organismi internazionali, come dimostrano la blanda condanna Nato per l’abbattimento di un caccia di un paese membro e la scarsa convinzione con cui gli Usa hanno inoltrato all’Onu la proposta turca di istituire una zona cuscinetto in territorio siriano al fine di dare assistenza ai rifugiati. Eppure per ragioni storiche, economiche e politiche, senza considerare l’amicizia che legava il primo ministro turco Erdogan ed il presidente siriano al-Assad, la Turchia era la principale candidata ad un ruolo di mediazione tra le parti in conflitto. Non a caso l’opposizione siriana (Syrian National Council) da subito ha fatto di Istanbul la sua base.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)


L’inglese impeccabile di Virginia Raggi – CLICCA IL VIDEO

L'inglese impeccabile di Virginia Raggi

Sondaggio Referendum Costituzionale

sondaggio referendum costituzionale

La domanda del giorno

Ultimo giorno di sondaggi: chi vincerà il referendum costituzionale?

Risultati

Loading ... Loading ...

Tutte le elezioni del 2016

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2016

Riforma Costituzionale: clicca sulla Costituzione e fai il quiz!

Quiz Riforma Costituzionale

Termometro delle Voluttà

DaSì o No?

DaSì o No?

articolo scritto da:

4 comments
Romano Fedi
Romano Fedi

Io credo che la crisi Siriana sia da imputare come quella dell'Iraq, dell'Afganistan a certi paesi Arabi vedi Arabia Saudita e emirati che temono il diffondersi della laicità dei pasi musulmani. Tale tesi è dimostrata dalla caduta di tutti tali governi di tale forma l'ultimo la Siria in lotta in questi giorni. Si accusano di dittature irreali, certo le lotte religiose ne potrebbero giustificare l'esistenza, ma li vi era liberta di religione le donne non  portavano il velo potevano frequentare l'università e vestirsi all'occidentale. Prendiamo per esempio l'Arabia Saudita dove nessuna religione è ammessa se non quella coranica le donne sono trattate peggio che in Siria e nel passato Iraq, vige la pena di morte anche per reati religiosi e la stessa Cina dittatura sangunaria manda a morte e incarcera centinaia di oppositori. Gli interessi delle nazioni accidentali sono di lasciare le cose come stanno ma no capiscono che sonoin mano a qualche Emiro o a qualche Re creato dall'iperialismo Britannico che è durato fino la fine della seconda guerra mondiale e dai ricatti economici di un paese che sfrutta i lavoratori, Stankanovisti di turno per creare ricchezza a uso solamente di potere 

Pierpaolo
Pierpaolo

"l’agonizzante regime di al-Assad" ?????? Il Governo siriani, appare gestire con molta proprietà la crisi. Lo Stato è in malattia. ma reagisce fisiologicamente. Ben lontano dalla morte "ad ore", come non nascondeva di illudersi Obama dal novembre scorso.

giulia anna
giulia anna

 La Siria detiene armi chimiche sia sue proprie, sia trasferite da Saddam prima del conflitto iracheno, quindi la turchia teme questa situazione. Per un intervento turco la copertura deve essere data dalla Nato e dall'America, che temono un intervento di israele sui siti iraniani nucleari. L'ultimo scandalo del film blasfemo su Maometto e successiva uccisione dell'ambasciatore americano da chi è stato organizzato dalla destra americana, dal Mossad?

Pierpaolo
Pierpaolo

"l'ambasciatore americano" ??????? Gli USA in Libia non hanno né Ambasciatori, né Ambasciate. Lo afferma il Dipartimento di Stato: http://www.usembassy.gov/